La torre di Gnicche

Scritto da Leonardo Romanelli |    Gennaio 2005    |    Pag.

docente e pubblicista. Insegnante all'istituto alberghiero "Buontalenti di Firenze, è sommlier Ais e relatore ai corsi di degustazione di Slow Food. A partire dalla metà degli anni '90, ha iniziato un'intensa attività pubblicistica con una serie di collaborazioni con quotidiani come L'Unità, Corriere di Firenze e Tirreno, e dal '98 è direttore responsabile della rivista Gola Gioconda. Ha preso parte a numerosi programmi televisivi, oltre a condurre due programmi su Canale 10 "Vie del Gusto " e "Di vin parlando". Responsabile toscano della Guida Espresso dei ristoranti e coautore della Guida "Vini d'Italia" di Gambero Rosso e Slow Food Editore.

La casa del brigante
A Gnicche, brigante aretino
dell'800, è dedicata questa accogliente e caratteristica osteria di Arezzo, ubicata sotto le volte trecentesche di piazza Vasari: è qui che ogni prima domenica del mese si svolge la ormai famosa Fiera Antiquaria, ed è sempre in questa suggestiva cornice che, la prima domenica di settembre, ha luogo la storica Giostra del Saracino.

Tavoli di legno, sedie impagliate, ambiente familiare e servizio cortese attendono gli avventori per una gradevole sosta gastronomica, durante la quale sarà possibile gustare alcuni fra i piatti più tipici della cucina toscana, preparati come tradizione impone e con un accorto utilizzo dei prodotti della zona.
L'anima del locale è Lucia, capace con la sua esperienza di presentare portate gustose ed invitanti, cucinate con occhio sempre attento alle specialità di stagione.

Apertura quasi obbligata con i tradizionali crostoni toscani: la scelta in questo caso è davvero ampia, ma fra tutti particolare menzione meritano i crostoni con fagioli e bottarga. Molto invitante anche l'offerta dei primi.
Pappa al pomodoro e ribollita anzitutto, per immergersi nella più classica espressione di toscanità, qui davvero ben rappresentata: appetitosa e molto interessante anche la zuppa di cipolle gratinata, cotta al forno.
Da provare fra i secondi gli ormai introvabili "grifi" all'aretina, uno stufato di muso di vitello di razza chianina, o ancora la trippa, il polpettone, il baccalà in umido e, in stagione, le specialità a base di funghi. In alternativa, valida la selezione dei formaggi, con un'ampia scelta di caprini e pecorini delle valli del Casentino e del Tevere: consigliabile in abbinamento la degustazione di tre differenti tipi di olio extravergine, come suggerito da Lucia.
Ottima conclusione con i dolci della casa, ad esempio una fetta di torta con ricotta e mele.
Menzione particolare infine per la carta dei vini, costantemente aggiornata e davvero ben fornita, con quasi mille etichette che permettono un'ampia panoramica, soprattutto sulle produzioni locali.

OSTERIE
Nel nome del Petrarca

L'osteria è un locale piccolo ed accogliente come quelle di una volta, in riva all'Arno, proprio nel centro del paese con i tavoli all'aperto, d'estate. D'inverno l'osteria è ospitata nei locali dell'attiguo ristorante, ma con prezzi sempre buoni. Ci siamo fatti raccontare un menù da golosi, ma la scelta è abbastanza ampia.

Nel nome del Petrarca
Antipasti: tortino al lardo di Colonnata con cuore di pecorino di fossa, patè di fegatini con gelatina di vin santo, sfoglia al tartufo.
Primi: tagliolini al vin santo e ginepro, ravioli di ricotta frasca con mantecatura di pecorino e cioccolato amaro, pici all'aglione del Petrarca.
Secondi: coniglio ripieno al tartufo e carciofi, filetto di maiale al lardo ed erbe aromatiche. Fra i piatti tradizionali: peposo all'imprunetina, gran fritto alla toscana, baccalà alla livornese. Anche i dolci sono fatti in casa.
Alla fine il conto è onesto e si passa una serata tranquilla fra amici.

Aperto dal lunedì al venerdì, a pranzo e cena, sabato solo cena.
Pagamento: tutte le carte e bancomat.
Cantina Petrarca, via F. Petrarca 11, a Incisa Val d'Arno
Tel. 055 8334412, meglio prenotare