Le cause più comuni di intossicazione domestica. Attenzione ai bambini

Scritto da Alma Valente |    Novembre 2016    |    Pag. 44, 45

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

intossicazioni domestiche Intossicazioni

Secondo i risultati di un monitoraggio eseguito da un consorzio di diversi Centri antiveleni in Italia, incluso quello di Firenze, pubblicato nel 1993, i casi di avvelenamento da sostanze tossiche avviene nell’83% dei casi in ambiente domestico e nel 56% interessa i bambini tra 0 e 14 anni di età. Questo dunque è un problema molto importante per le famiglie; l’abbiamo affrontato con Guido Mannaioni, professore associato di Farmacologia e tossicologia all’Università di Firenze.


Professore, i dati citati sono ancora attuali o lo scenario è cambiato?

«I dati sono ancora attuali, nulla è mutato. L’ambiente domestico è ancora un luogo “pericoloso”, i cui rischi sono sottovalutati. Per esempio, i prodotti usati per la cura della casa, sostanze naturali e chimiche, possono causare intossicazioni, danni permanenti ed esiti letali. Il Piano sanitario della prevenzione 2014-18, pubblicato dal Ministero della salute, pone fra le priorità la prevenzione degli incidenti domestici e propone la divulgazione delle informazioni dei dati rilevati dai Centri antiveleni. Nel corso del 2014 sono stati gestiti dal reparto di Tossicologia medica e dal Centro antiveleni dell’Ospedale di Careggi a Firenze oltre cinquemila pazienti. 1379 sono stati ricoverati in quanto intossicati dalle sostanze più varie e, fra questi, 88 per l’uso di prodotti reperibili in ambiente domestico. Grazie a cure adeguate, nessuno è deceduto».


Vediamo le varie cause di avvelenamenti, e cominciamo con le tossinfezioni alimentari.

«Sono frequenti e derivano per lo più da tossine prodotte da microorganismi o dalla contaminazione del cibo con agenti patogeni, che sono più spesso la salmonella (30,5%) o gli agenti virali (15%). Generalmente hanno evoluzione benigna, anche se molto dipende dalle condizioni di salute della persona colpita. Bambini e anziani, i soggetti più a rischio».


Cosa possiamo dire sugli avvelenamenti da funghi?

«Pur apprezzati ingredienti della nostra cucina, spesso sono di difficile digestione; anche le migliori forme commestibili (come porcini e ovoli) possono creare problemi, specie se mangiate crude. È bene distinguere due gruppi di intossicazione: il primo è rappresentato dalle intossicazioni a breve incubazione, con comparsa di sintomi prevalentemente gastrointestinali subito dopo il pasto, con una rapida risoluzione. Ci sono, poi, le intossicazioni a lunga incubazione, con comparsa dei sintomi dopo molte ore dal pasto. In ogni caso per le sospette intossicazioni da funghi è sempre bene rivolgersi a un pronto soccorso o chiamare il Centro antiveleni di riferimento».


Parliamo ora di detersivi, disinfettanti e dei prodotti che si usano per le faccende domestiche.

«Le nostre case sono piene di questi prodotti che possono causare intossicazioni più o meno gravi. I più pericolosi sono i disgorganti per lavandini o bagni, come l’acido muriatico. Ma molte altre sostanze possono essere pericolose, anche se in misura minore. I saponi hanno un basso livello di tossicità, e sono spesso solo irritanti; però se ingeriti, specialmente dai più piccoli, possono creare problemi clinicamente rilevanti. Del resto i bambini sono attratti da confezioni colorate e dalle forme strane, e sono tentati ad “assaggiare” il detersivo. Per prevenire gli incidenti, si deve conservare questi prodotti in luoghi non accessibili ai piccoli o chiusi in un armadio munito di chiave. Se avviene il contatto, mantenere la calma, non far vomitare il bambino, non dargli da bere e contattare subito un Centro antiveleni».

Veniamo ai farmaci: quali sono le regole da seguire per conservarli in maniera sicura?

«Anche in questo caso tenere i farmaci lontano dalla portata dei bambini è l’accorgimento più sicuro. I farmaci pediatrici hanno strumenti (tappi di sicurezza ed altro) tali che, anche se le confezioni giungono nelle mani dei più piccoli, difficilmente questi possono assumerli. Il problema sono i farmaci degli adulti, che non hanno sicurezze e, se ingeriti, possono creare rischi. Infine, si deve fare attenzione nel momento della somministrazione di un farmaco pediatrico. Occorre sempre leggere con attenzione la ricetta del medico e, eventualmente, il foglietto illustrativo. Nel dubbio circa la somministrazione di un farmaco, contattare il medico curante o il Centro antiveleni di riferimento».


Infine parliamo dei potenziali pericoli rappresentati dal monossido di carbonio.

«I segni e sintomi della sua presenza, e quindi dell’intossicazione, sono variabili e spesso simili a quelli di una influenza (mal di testa, vertigini, stanchezza). Fondamentale è il controllo annuale delle caldaie per il riscaldamento, nonché delle cappe di camini e stufe che potrebbero essere ostruite. Inoltre, in casa, non usare mai bracieri o barbecue, fonte, anche se parzialmente spenti, di monossido di carbonio. È certamente una delle intossicazioni più pericolose anche per la gravità del quadro clinico: può portare al decesso».


Per concludere, non dare mai niente per scontato è la prima regola cui attenersi nella gestione dei prodotti potenzialmente tossici presenti nelle nostre abitazioni. Comunque i professionisti dei Centri antiveleni a disposizione della popolazione, tutti i giorni, ad ogni orario, sull’intero territorio nazionale, possono aiutare nella gestione dei casi di intossicazione o presunta tale.


L’intervistato

Guido MannaioniProfessore associato di Farmacologia e tossicologia dell’Università di Firenze


Centro antiveleni dell’Ospedale di Careggi di Firenze, aperto 24 ore su 24, 7 giorni su sette; tel. 0557947819.



Firenze

Alcolisti anonimi

L’associazione Alcolisti anonimi è presente da oltre quarant’anni in Toscana; non è affiliata a nessuna confessione religiosa, idea politica, organizzazione o istituzione. Il 30/11, ore 15-19, terrà a Firenze, al Teatro Affratellamento, in via Orsini 73 (zona Gavinana) un incontro pubblico per illustrare con testimonianze dirette il suo metodo per uscire dalla dipendenza dall’alcol. Chiunque sia interessato, è invitato a partecipare.

Info: 800411406, 055671296, 3394498404, alcolisti.anonimi.toscana@gmail.com, www.alcolistianonimiitalia.it



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