Come sceglierle e usarle

Scritto da Stefania Conforti |    Maggio 1997    |    Pag.

La carica delle pile
Radio e registratori portatili, torce elettriche, giochi per bambini, sveglie e orologi da cucina, telecomandi di tv e videoregistratori: sono solo alcuni degli oggetti che usiamo quotidianamente e che funzionano a pile. I dati sulle vendite confermano che l'utilizzo di pile è in continua ascesa: ma se usarle è semplice, sceglierle in modo consapevole lo è molto meno. A parte le differenze di formato, infatti, le pile sembrano tutte uguali e il consumatore non è quasi mai in grado di distinguere fra i tanti modelli che il mercato propone.

Figlie di Volta
In realtà le pile sono molto diverse fra loro; quelle utilizzate negli apparecchi domestici sono di due tipi: le tradizionali pile zinco-carbone (saline) e quelle alcaline. Il loro funzionamento si basa sullo stesso principio: del resto le pile discendono tutte dal primo dispositivo - costituito da due elettrodi metallici immersi in una soluzione elettrolitica - messo a punto da Alessandro Volta due secoli fa.
Nelle pile zinco-carbone un elettrodo è in carbone, l'altro in zinco: le differenze sono nell'elettrolita che può essere una soluzione di cloruro di ammonio oppure di cloruro di zinco. In quest'ultimo caso il rendimento della pila è superiore, dal 20 al 60 per cento. In relazione a queste differenze, le zinco-carbone in commercio sono classificate in "normali", "forti" ecc.
Nelle pile alcaline il principio di funzionamento è lo stesso, ma i componenti chimici utilizzati e la particolare tecnica di sigillamento garantiscono una durata 2-3 volte superiore. Sono del tipo alcalino anche le pile di dimensioni molto ridotte, le cosiddette "pile a bottone", utilizzate ad esempio per macchine fotografiche, protesi acustiche, computer e orologi da polso.
Anche le pile ricaricabili al nichel-cadmio offrono prestazioni simili alle alcaline. Negli ultimi anni il loro consumo è aumentato, soprattutto nelle famiglie alle prese con telefoni cellulari, computer e giochi elettronici.

Consigli per gli acquisti
«Acquistare una pila non dovrebbe comportare particolari problemi - dice Maurizio Martini, specialista del prodotto a marchio al Coop Italia non food -. La scelta si complica perché le poche aziende produttrici presentano un gran numero di modelli, ognuno caratterizzato da slogan e colori particolari. Si tratta di un'offerta un po' gonfiata, non sempre giustificata da una reale differenziazione nelle prestazioni».
«A fronte di un prezzo che è mediamente il doppio di quello delle zinco-carbone, le pile alcaline offrono senza dubbio prestazioni superiori, ma ciò non significa che siano le più adatte in qualunque situazione - prosegue Martini -. Infatti sono indicate negli apparecchi con un elevato assorbimento di energia, come flash fotografici, telecamere, lettori cd, walkman, giochi elettronici, giocattoli a motore elettrico». Ma in tutti quei casi in cui è richiesta poca potenza e comunque l'uso non è continuo è consigliabile l'acquisto delle classiche pile zinco-carbone. «Penso ad esempio alla radiolina a transistor usata la domenica, all'orologio da parete, alla torcia elettrica necessaria solo occasionalmente», sottolinea Martini. Le ricaricabili invece, al pari delle alcaline, sono indicate negli apparecchi ad elevato assorbimento di energia. «Anche se perdono la carica più rapidamente, possono venir rigenerate fino a mille volte - conclude Martini -. Costano 4-5 volte di più di quelle tradizionali e necessitano di un apposito apparecchio di ricarica, quindi convengono in situazioni di utilizzo ripetuto, continuo».

Pile ed ambiente
Pile e batterie sono catalogate fra i "rifiuti urbani pericolosi": contengono metalli pesanti - mercurio e cadmio sono particolarmente dannosi - e dal 1987 anche in Italia è obbligatoria la loro raccolta differenziata.
«La pila ecologica non esiste - conferma Martini - ma in questi ultimi anni le aziende produttrici hanno fatto qualche passo in questa direzione, anche per mettersi in regola con le direttive comunitarie». Prima di tutto il consumatore deve accertarsi che sulla confezione sia chiaramente specificata l'assenza di metalli pesanti. «Inoltre è consigliabile fare un uso moderato delle pile - dice Martini -. La loro praticità non è certo messa in discussione, ma al momento di acquistare una radio, un registratore, un gioco sarebbero da preferire quegli apparecchi che si possono alimentare, oltre che con le pile, anche con il collegamento alla rete elettrica».