Da qui partì internet. Viaggio nella città che studia il web

Scritto da Gianni Carpini |    Ottobre 2017    |    Pag. 6

Giornalista, blogger e videomaker.

Laureato in Scienze della comunicazione all’Università di Siena, si occupa di contenuti per internet, strategia social e web, video produzioni e collabora con testate locali fiorentine per cui scrive approfondimenti e inchieste su temi di attualità.

Ha iniziato nel 2003 come giornalista radiofonico (syndication Cnr radio FM, Radio Cuore, Rdf 102.7) e ha lavorato per l’agenzia multimediale di RCS, per cui ha realizzato video anche per il sito Corriere.it.

Dal 2013 fa parte della redazione di Informacoop, la trasmissione tv di Unicoop Firenze.

Il primo calcolatore elettronico italiano, Cep

Il primo calcolatore elettronico italiano, Cep

Pisa

In principio, quando internet era ancora un miraggio, a Pisa esisteva semplicemente una sigla, Cep: tre lettere che stanno per Calcolatrice elettronica pisana, il primo calcolatore italiano, un gigante rispetto ai moderni pc: tremila valvole e duemila transistor. Oggi è conservato nel Museo degli strumenti per il calcolo, nel centro cittadino, per ricordare ciò da cui tutto ebbe inizio. «Questo calcolatore è stato il nostro big bang: nel 1953 l’idea, suggerita dal Premio Nobel Enrico Fermi e realizzata dall’Università, ha aperto una lunga stagione di ricerca nel campo dell’informatica prima e di internet dopo». A parlare è Domenico Laforenza, da quasi dieci anni alla guida dell’Iit, l’Istituto di informatica e telematica del Cnr dove oggi si studia il futuro della rete, e a capo di Registro.it, l’anagrafe nazionale dei siti web marchiati “.it”. Entrambi gli enti hanno casa nella capitale italiana di internet, Pisa. «Qui esistono due dei più grandi istituti del Cnr nel campo dell’informatica – precisa Laforenza –, alla nostra area di ricerca si aggiungono tra gli altri l’Università, la Scuola superiore Sant’Anna, la Normale. Questo fa di Pisa una realtà di tutto rilievo sullo scenario internazionale». Accanto ai laboratori è cresciuto un vivaio di oltre cento imprese hi-tech che puntano sull’innovazione, mentre da sette anni la città organizza una kermesse, l’“Internet festival”, per parlare delle implicazioni socio-economiche e del futuro della rete.

Proprio sotto la Torre Pendente, il prossimo dicembre, il “.it” spegnerà trenta candeline: era il 1987 quando in città veniva registrato il primo indirizzo elettronico targato “Italia”, cnuce.cnr.it, assegnato al Centro nazionale di calcolo, ossia la casa dei pionieri italiani della rete. Di primati in questo ambito Pisa ne ha tanti: è stata la prima a proporre un corso di laurea in Scienze dell’informazione nel 1969, la prima in Italia a collegarsi a internet il 30 aprile 1986. Ai tempi non esistevano pagine online, ma il test fu un segnale partito da un computer custodito in un laboratorio a cinque minuti di cammino da piazza dei Miracoli, arrivato via satellite a un calcolatore negli Usa e rispedito indietro in Toscana: due macchine dialogavano tra loro a distanza grazie a una lingua franca. «È stato il primo vagito di internet», spiega il direttore dell’Iit, che ha vissuto da ragazzo l’epopea della “ragnatela telematica”. Al tempo era un giovane programmatore e operatore del Cnuce. Non ci furono annunci in pompa magna. Fu una cosa per addetti ai lavori. «Nel 1986 nessuno di noi poteva immaginare quello che sarebbe accaduto, nessuno poteva pensare che internet sarebbe diventato il motore socio-economico del ventunesimo secolo – racconta –. Solo all’inizio degli anni Novanta, quando esplose il fenomeno del www, del world wide web, cominciammo ad avere una percezione maggiore di quello che si poteva fare con questo mezzo».

Secondo Registro.it, oggi i domini targati “.it” sono più di tre milioni, numero che colloca l’Italia al quinto posto in Europa e decima nel mondo. La Toscana invece è a metà della classifica nazionale. E davanti a noi ci sono altre rivoluzioni che passano dai laboratori di ricerca pisani: l’internet delle cose, con milioni di oggetti collegati online, dal frigorifero intelligente al contatore della luce; i big data, l’enorme mole di dati che questo sistema genera; la sicurezza cibernetica, per difendere informazioni strategiche dall’attacco del cyber crimine, e infine la possibilità di aumentare, grazie alla fotonica, le carreggiate di questa autostrada online.


L’intervistato

Domenico Laforenza

direttore Iit (Istituto di informatica e telematica del Cnr) e direttore di Registro.it, l’anagrafe dei domini Internet “.it”


L’appuntamento

Torna l’Internet festival

Quattro giorni per “mettere a nudo” la rete, le potenzialità e le questioni aperte. Dal 5 all’8 ottobre l’Internet festival porta a Pisa incontri, dibattiti, workshop ed eventi aperti al grande pubblico, oltre a teatro, musica e cinema. In città arriveranno studiosi del settore e blogger, cacciatori di bufale online ed esperti di comunicazione. La parola chiave di questa edizione è #sentiment, per approfondire le emozioni, i dialoghi e i pensieri che si sviluppano sulla rete. Al centro del programma le comunità digitali, a partire dal fenomeno delle fake news, notizie false che su internet trovano terreno fertile, ma si parlerà anche di sicurezza informatica, copyright e big data. Da Pisa e dall’Internet festival partiranno inoltre i festeggiamenti per i trent’anni dei siti con la web-etichetta “.it”: al Teatro Lux si confronteranno due diverse generazioni di internet, i pionieri di allora e i giovani millennials di oggi.


Informazioni

Internet festival 2017

Pisa, 5-8 ottobre

Ingresso libero

www.internetfestival.it


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