"Modella" di Botticelli, morta precocemente, la sua bellezza è un mito

Scritto da Gabriele Parenti |    Aprile 2010    |    Pag.

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

Simonetta Cattaneo Vespucci (Genova, 1453- Firenze, 1476) amata da Giuliano de Medici e musa ispiratrice di pittori e poeti fu ritenuta la donna più bella del suo tempo tanto da divenire l'icona della bellezza rinascimentale. La fama della ventunenne Simonetta esplose quando Giuliano, il fratello minore di Lorenzo il Magnifico le dedicò la vittoria nella Giostra del 1475. Il torneo fu disputato in piazza Santa Croce il 28 gennaio, nel giorno del compleanno di Simonetta. Giuliano si presentò con uno stendardo che riportava l'effigie della donna amata, dipinta da Botticelli, ed il motto "la senza pari".

La folla manifestò il suo entusiasmo; ma si voleva compiacere la potente casa Medici o davvero Simonetta era la donna "ineguagliabile"? Certo è che era stata scelta da Botticelli come modella per La nascita di Venere e per La Primavera. Divenne poi il soggetto dei più famosi artisti come il Verrocchio, il Ghirlandaio, Filippo Lippi e di poeti come il Poliziano (che ne fece la protagonista de Le stanze della Giostra), il Pulci e lo stesso Lorenzo il Magnifico.

 

Venere vivente

Ma chi era in realtà Simonetta Cattaneo? Nacque nel 1453, probabilmente a Portovenere (una singolare coincidenza per una località che già in epoca romana si chiamava Portus Veneris) da una nobile famiglia ligure. Appena quindicenne sposò Marco Vespucci, cugino del celebre Amerigo e si trasferì a Firenze dove condusse una vita riservata, finché non incontrò Giuliano che, probabilmente, ne vide il ritratto nella bottega del Botticelli. L'esile figura, i biondi capelli (una rarità a quell'epoca in Italia) e i profondi occhi grigi, le valse il titolo di "la bella di Firenze".

Forse fu solo un amore platonico. Certo è che fu la coppia più ammirata del momento. I Medici erano i più ricchi, i più colti, i più potenti, i più fortunati, sembravano la personificazione del periodo aureo di Firenze. E se Lorenzo incarnava la gestione del potere, il bel Giuliano, colto, idealista, esprimeva la gioia di vivere rinascimentale.

 

Il funerale

Ma il clima stava per cambiare. Il primo, imprevisto, colpo a quello scenario , fu la morte di Simonetta, il 26 aprile 1476 (forse di tisi), un anno dopo la memorabile giornata della Giostra. L'intera città fu costernata e commossa. Per la sua scomparsa, Lorenzo il Magnifico scrisse il sonetto che inizia con "O chiara stella che co' raggi tuoi/togli alle tue vicine stelle il lume...", dove la immagina salita in cielo ad arricchire il firmamento.

Una folla immensa partecipò al funerale e sfilò davanti alla sua bara che era stata lasciata scoperta perché tutti potessero ammirare la bellezza che la morte non aveva offuscato. Simonetta fu sepolta nella chiesa d'Ognissanti, nella Cappella Vespucci affrescata dal Ghirlandaio. Nella stessa Chiesa, sul pavimento c'è anche la tomba di Botticelli che aveva chiesto di essere sepolto ai suoi piedi. Esattamente due anni dopo anche Giuliano morì, assassinato nella congiura dei Pazzi, che segnò la fine del momento più splendido della Firenze medicea.

 

Un serpente al collo

Sette anni più tardi, Piero di Cosimo dipinse una Cleopatra con le sembianze di Simonetta Cattaneo, con un aspide attorno al collo: era certamente un inquietante ricordo della fine prematura, ma il serpente è anche un simbolo erotico e tutto il quadro, del resto, ha una doppia chiave di lettura in bilico tra il rigoglio della vita e la morte in agguato.

La studiosa Paola Ventrone (Giovanna Lazzi, Paola Ventrone, Simonetta Vespucci. La nascita della Venere fiorentina, Polistampa, 2007) afferma che, nel caso della giovane Vespucci, la rapida successione degli avvenimenti ne proiettò l'immagine "in un mondo ultraterreno privandola della consistenza umana e della sua stessa personalità". Un mito che ha potuto sfidare i secoli, perché consacrato da una straordinaria convergenza di opere letterarie, dipinti e sculture che sono tra le più alte espressioni del Rinascimento.

 

Firenze
Simonetta e Marilyn

Fino al 26 aprile  Palazzo Medici Riccardi, nella Galleria dei Medici (via Cavour 1), ospita la mostra "Metamorfosi di Primavera", che raccoglie circa settanta opere dell'artista Omar Ronda dedicate a due icone della bellezza femminile: Simonetta Vespucci, "modella" del Botticelli, (immortalata nei suoi dipinti più famosi, quali La nascita di Venere e La Primavera) e Marilyn Monroe, musa di Andy Warhol.

Entrambe bionde e bellissime, furono amate dagli uomini più potenti della loro epoca: da Giuliano e Lorenzo De' Medici Simonetta, da John e Robert Kennedy Marilyn. Simonetta diventa con Botticelli l'emblema della bellezza rinascimentale per eccellenza. Marilyn rappresenta, attraverso la mano di Warhol, il volto del Novecento. Ronda, in una sorta di sodalizio virtuale, le ha poste di fronte, e ha creato questo doppio binario al femminile, un ponte tra personaggi diversi, ma uniti nel sogno collettivo e nel ruolo di mito che la storia ha loro assegnato.

Orari: 10-19. Ingresso gratuito


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