Colori, sapori e acque lungo la Francigena, “una terra di santi perfetta per i peccatori”

Scritto da Gabriele Parenti |    Settembre 2016    |    Pag. 43

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

La “balena bianca” in Val d’Orcia - Foto G.C Fai, “I luoghi del cuore”

Val d’Orcia

“La Val d’Orcia è un eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato nel periodo rinascimentale per rispecchiare gliideali di buon governo e per creare un’immagine esteticamente gradevole. […] le immagini della Val d’Orcia e in particolar modo le riproduzioni dei suoi paesaggi, in cui si raffigura la gente vivere in armonia con la natura, sono diventate icone del rinascimento e hanno profondamente influenzato il modo di pensare il paesaggio negli anni futuri”.

Questa è la motivazione con cui la Val d’Orcia è stata riconosciuta dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità.

Il paesaggio della Val d’Orcia è fatto di colori golosi: onde bionde di grano, colline scintillanti d’olivi e di viti e una ruga azzurra al centro – il fiume Orcia che dà il nome a tutto – circondato da cipressi che legano casolari solitari e centri medievali dal sapore deciso (Pienza e Montalcino tanto per citarne due).

La giornalista e scrittrice Arianna Valentino, autrice del libro Le vie dei pellegrini e del documentario La Toscana della Francigena, ha definito la Val d’Orcia come “terra di Santi perfetta per i peccatori”.

«Il percorso della Francigena tracciato da Sigerico nel 990 d.C. – osserva Arianna Valentino – s’immerge qui nella generosità di una terra che anche già a quell’epoca doveva essere notevole, perché il neoarcivescovo, sulla strada del rientro a Canterbury, fece qui molte più soste di quelle che la difficoltà del tracciato richiedeva».

Piace immaginare insomma che anche l’uomo di Dio, che aveva percorso quasi 2000 chilometri per incontrare il papa, riuscisse proprio qui a godersi una pausa rilassante in quell’interminabile cammino.

E anche oggi, nonostante i nomi dei luoghi chiamino in causa quasi sempre dei santi, la Val d’Orcia pare ancora un luogo ideale per lasciarsi andare ai peccati di gola e al relax.

«Con questa chiave di lettura – sottolinea Arianna Valentino – nel documentario abbiamo deciso di uscire dall’itinerario dell’antica via pellegrina per dare uno sguardo d’insieme ai piaceri della Val d’Orcia».

Infatti, queste sono le terre del Brunello, del pecorino e del raviggiolo, dei pici ma anche di terme conosciute fin dall’antichità come Bagno Vignoni: un fazzoletto di mondo dove le acque termali salgono alla luce come sorgenti e formano spettacoli di rara bellezza.

Le terme di Bagno Vignoni sono le acque delle civiltà del passato. Già gli Etruschi utilizzavano questa fonte preziosa per le loro lavorazioni, ma furono i Romani a scoprirne le proprietà benefiche.

C’è poi una cornice suggestiva che adorna il centro storico del borgo: si tratta del cosiddetto “vascone”, dove confluisce l’acqua che arriva da una sorgente vulcanica, nota già in epoca romana, apprezzata da Santa Caterina e di cui anche Lorenzo il Magnifico si innamorò. Perché i vapori salubri della “piazza delle acque”, soprattutto nelle ore notturne, offrono un’atmosfera mistica e incantata.

A pochi chilometri di distanza troviamo Bagni San Filippo, “il paese formato dalle acque” (gran parte delle sue case sono adagiate sulle formazioni di travertino generate dallo scorrere millenario delle acque), una piccola località, alle pendici senesi del monte Amiata, nel Parco artistico naturale e culturale della Val d’Orcia, in una delle zone più incontaminate della Toscana.

Immersa nella pace dei boschi, sembra essersi spiaggiata la gemella di Moby Dick. Perché a queste sorgenti termali, che hanno permesso la perenne e instancabile formazione di depositi di carbonato di calcio, è dovuta la particolarità di uno straordinario ambiente, detto il Fosso Bianco proprio per l’aspetto opalescente che lo caratterizza e che crea un’atmosfera surreale.

Le Terme San Filippo sono all’interno di un grande parco con canalette di acqua calda fumante e la tipica vegetazione della Val d’Orcia. Fra le cascatelle e le bianche formazioni calcaree, la più imponente e suggestiva viene denominata appunto la Balena bianca per la sua forma che ricorda il gigantesco cetaceo. A seconda di come la guardi, però, sembra anche un immenso blocco di ghiaccio; da qui l’altro soprannome di Ghiacciaio.

Insomma scenari da sogno. E merita ricordare l’Acqua Passante, una fonte a valle del paese in corrispondenza del Parco Citerni, conosciuta per la ricchezza di minerali.

Il nome della località deriva da San Filippo Benizi che si rifugiò nel bosco poco fuori dal centro abitato per sfuggire all’eventualità di essere eletto papa… La devozione popolare lo ringraziò e legò alla sua presenza le proprietà benefiche delle acque, che divennero una vera panacea per corpo e anima.

Bagni San Filippo e Bagno Vignoni sono dunque una meta ideale per una piacevole, rilassante vacanza. Gli stabilimenti termali, i centri benessere con piscine e vasche di idromassaggio offrono particolari e naturali trattamenti curativi ed estetici grazie all’uso delle acque ricche di zolfo, che arrivano a una temperatura di 40°C, dei sedimenti e dei fanghi ma anche a inalazioni e vari tipi di aerosol.

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