Produttori di concime naturale e a buon mercato

Scritto da Càrola Ciotti |    Aprile 2016    |    Pag. 42,43

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Foto F. Magonio

Fertilizzanti

Se amiamo il giardinaggio o pensiamo di dedicarci alla coltivazione di un piccolo orto, anche in terrazza, come ormai sempre più spesso si usa fare, è fondamentale conoscere le diverse caratteristiche dei terricci offerti dal mercato, per valutare quale sia la scelta più consona alle proprie esigenze.

Ci facciamo aiutare, in questa breve indagine, da Giulia Carpi, una giovane agronoma che ci illustrerà anche le caratteristiche dell’humus di lombrico, ottimo fertilizzante organico, non molto conosciuto.

Giulia, insieme a due soci, è fondatrice del Centro lombricoltura toscano, sito a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. La loro è una delle pochissime aziende italiane che si dedica professionalmente a quest’attività, ancora poco sviluppata nel nostro paese.

«Il terriccio, o substrato, come lo chiamano i tecnici – specifica subito la nostra esperta – fornisce l’ambiente per il sostegno, lo sviluppo e l’accrescimento delle radici di tutte quelle piante, siano esse ornamentali od orticole, che si coltivano “fuori suolo”, cioè in vasi o altri contenitori».

La torba, la base di tutto

«Componenti principali di ogni terriccio sono le diverse torbe, unite a materiale minerale di varia natura, come perlite, argilla, lapillo, vermiculite».

La torba si estrae dalle cosiddette torbiere, zone del pianeta dove si è accumulata molta sostanza organica e dove sussistono particolari condizioni chimico-fisiche e di umidità, tali da trasformare la materia organica in torba.

«Le differenze principali fra i vari terricci – spiega Giulia – riguardano il diverso grado di acidità e di granulometria. Quest’ultimo fattore è determinato dalla presenza più o meno massiccia di componente minerale».

Una granulometria più grossolana, per esempio, garantirà un maggior drenaggio, condizione indispensabile nella coltivazione di piante grasse. Esistono, non a caso, terricci specifici per queste specie, con forte presenza di lapilli e pomice.

Anche le piante acidofile, come ortensie, azalee o rododendri, hanno caratteristiche tali per cui richiedono un substrato specifico, così come gli agrumi, e via dicendo.

Il terriccio cosiddetto universale, invece, soddisfa le esigenze della maggior parte delle specie che non hanno bisogno di un ambiente di crescita particolare.

«Leggere le etichette dei prodotti che si acquistano – suggerisce Giulia – servirà a capirne l’esatta composizione e a individuare le percentuali dei diversi tipi di torba, degli altri materiali presenti e di eventuali sostanze nutritive».

Infatti, affinché un buon terriccio offra un ottimo ambiente di crescita, è necessario un equilibrato apporto nutritivo, che permetta uno sviluppo rigoglioso delle piante. Nel rispetto della Terra, dell’ambiente e, di conseguenza, della nostra salute, è preferibile utilizzare sempre fertilizzanti organici, sia per le piante in contenitori sia per quelle in piena terra.

Il nostro eroe

L’humus di lombrico è un ottimo concime organico che si utilizza in agricoltura e per il giardinaggio. Si produce partendo da qualunque tipo di sostanza organica: letame fresco, foglie secche, sfalci di potature, scarti di verdure ecc., in partnership, per così dire, con i lombrichi!

«I lombrichi che alleviamo in azienda vivono in cumuli di sostanza organica posta in campo aperto – spiega la nostra giovane agronoma – e hanno la caratteristica di sviluppare popolazioni molto dense e numerose, tanto che per ogni metro quadro si contano dai trentamila ai cinquantamila esemplari».

Queste specie di lombrichi lavorano finemente tutto il materiale che è loro fornito, gradualmente, nei quattro-cinque mesi che costituiscono il ciclo di produzione dell’humus. Tramite il loro processo digestivo, la materia organica che ha costituito il loro alimento, si trasforma in vermicompost (altro termine con cui si denomina l’humus di lombrico).

«Questo tipo di fertilizzante – sottolinea la nostra esperta – apporta una grande carica vitale al terreno e alla radice della pianta e ciò ha un effetto importante e ben visibile sulla sua salute».

Utilizzando humus di lombrico si crea un ambiente molto salutare che scoraggia lo sviluppo di malattie e che, al tempo stesso, mette la pianta nelle migliori condizioni di crescita: le piante reagiscono con maggior forza agli attacchi dei parassiti e alle patologie in genere, sfruttando in modo molto efficace i nutrimenti contenuti nell’humus.

Il prodotto è reperibile in negozi e centri specializzati e ha un costo contenuto.

Anche in ambito domestico è possibile produrre humus di lombrico. Questa scelta permette di utilizzare tutti gli scarti di cucina e altro materiale organico prodotto in casa: invece che andare a ingombrare i cassonetti, il rifiuto può trasformarsi in una risorsa preziosa per le nostre piante.

L’impegno richiesto per la sua produzione è un po’ maggiore rispetto a quello da dedicare a una classica compostiera. Lo spazio da adibire, però, è modesto poiché su una superficie di circa mezzo metro quadro si può allevare una quantità di lombrichi sufficiente a smaltire gli scarti prodotti da una famiglia media.

L’investimento iniziale è di circa 70 euro, cioè il prezzo di un kg di lombrichi, quantità minima necessaria ad avviare la produzione casalinga di questo virtuoso concime.


Info: Centro lombricoltura toscano San Giuliano Terme (Pi), 0507916631, http://www.lombricolturaclt.it/

L’intervistata: Giulia Carpi, agronoma, membro del Centro lombricoltura toscano

Il 16 aprile, dalle 16 alle 18, presso lo spazio Orsù della Coop di via Carlo del Prete, a cura del Centro lombricoltura toscano, si svolgerà un corso per imparare a produrre in casa humus di lombrico.

Terricci - Dalla torba allo stallatico

La primavera è la stagione in cui si rimette mano al giardino e all’orto, si rinvasa e si trapianta, si ridona nutrimento al terreno.

Per quest’ultima operazione, possiamo usare lo stallatico, che conferisce una struttura più stabile e incrementa la fertilità, e la torba di sfagno, un composto dall’alto contenuto in fibre e dall’elevato assorbimento idrico che rende permeabili i terreni compatti e stabili, facilitando le operazioni colturali.

Per il terriccio si può scegliere fra quelli generici e quelli adatti alle caratteristiche delle varie piante. I terricci si differenziano dalla terra comune per la qualità: si tratta di miscele che, grazie alla loro struttura, distribuiscono meglio l’acqua all’interno del vaso, evitando pericolosi ristagni.

Grazie a un dosaggio corretto di concime già integrato, garantiscono sin dal primo uso un equilibrato apporto nutritivo alle radici.

La torba di sfagno, lo stallatico duo plus e i terricci sono in offerta dal 29 marzo al 20 aprile sul catalogo del giardinaggio.

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