Il 2009 è stato dedicato all’astronomia in ricordo di due grandi eventi che si sono verificati 400 anni fa, nel 1609. Il più noto è costituito dalle prime osservazioni del cielo eseguite da Galileo con il cannocchiale. Questo strumento era stato inventato già da venti anni, e un grande naturalista napoletano lʼaveva anche descritto, solo che nessuno, prima di Galileo, si era curato di migliorarlo per renderlo un utile strumento militare ed astronomico. L’altro evento a cui ci riferiamo è la pubblicazione di un libro, Astronomia Nova, da parte dell’astronomo tedesco Giovanni Keplero. In questʼopera viene risolto per la prima volta il fondamentale problema astronomico di calcolare la posizione di un pianeta in cielo in un qualsiasi momento assegnato.

Il risultato aveva un grande interesse astrologico, perché permetteva di calcolare gli oroscopi precisi di eventi che si sarebbero svolti in un futuro anche lontano. Keplero, uno dei padri fondatori dell’astronomia e della fisica moderna, aveva profonda fiducia nella capacità predittiva degli oroscopi che compilava anche per i suoi potenti protettori. Senza esitazione, quindi, si affidò alla previsione astrologica per decidere quale donna sposare fra tre possibili partiti, dopo essere rimasto vedovo già due volte per evitare una spiacevole terza vedovanza.

Autore: Alberto Righini - Dipartimento di Astronomia e Scienza dello Spazio


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