La tomba di Castellina modello per un mausoleo

Ispirato dagli etruschi
Leonardo da Vinci trasse ispirazione
da una monumentale tomba etrusca del Chianti per il progetto del "Mausoleo", una costruzione celebrativa ideale rappresentata in un disegno del 1507 conservato al Louvre, dove il grande toscano esprimeva tutta la sua passione per l'antico e per gli edifici a pianta circolare che riteneva contenere «in sé la figura del mondo».
La scoperta è del leonardista aretino Carlo Starnazzi, già noto per avere individuato il paesaggio del Valdarno nello sfondo della Gioconda. Lo studioso mette a confronto la superba struttura del mausoleo leonardesco con il grande tumulo funerario etrusco del VII sec. a.C. presente e tuttora visitabile a Castellina in Chianti, non lontano da Siena.
Leonardo si trovava a Firenze, per affrontare una causa di eredità in lite con i fratelli, proprio quando fra gli eruditi fiorentini fece scalpore la notizia della sensazionale scoperta, il 29 gennaio del 1507, di varie tombe etrusche all'interno di un grandioso tumulo a Castellina. «L'artista di Vinci - scrive Starnazzi - si recò subito sul posto per esaminare in presa diretta il monumento, che poi riprodusse nei minimi dettagli nel disegno ideale del suo "Mausoleo", inserendolo, oltre tutto, nella vastità di un paesaggio collinare che ben rievoca con grande fedeltà l'ambiente naturale del Chianti».

Le similitudini tra il disegno conservato al Louvre e la planimetria del tumulo di Castellina sono davvero sorprendenti, a partire dalla pianta circolare dove viene ripetuto lo schema di una delle tombe dello stesso tumulo etrusco, per arrivare allo spaccato di una camera interna dove compare una serie di urnette cinerarie allineate su una banchina per le deposizioni, così come lo stesso Leonardo poté osservare durante il suo sopralluogo nel Chianti.
A spingere Leonardo a trarre ispirazione dal monumento scoperto a Castellina fu senz'altro lo spirito rinascimentale, di cui l'artista di Vinci è stato uno dei più alti interpreti, secondo il quale l'esempio insuperabile degli antichi forniva sempre lo spunto per nuove invenzioni: «l'imitazione delle cose antiche è più laudabile che quella delle moderne» ripeteva spesso a chi gli stava vicino.
L'enigmatico disegno del Louvre trova ora una precisa spiegazione e fa luce sul rapporto particolare che Leonardo avvertiva per i suoi antenati etruschi.

L'articolo è tratto da «Archeologia Viva», bimestrale della Giunti Editore.