Scritto da Sonia Renzini |    Luglio 2003    |    Pag.

Irresistibili spine
Per adattarsi a vivere
in condizioni asprissime sono state costrette a modificarsi morfologicamente. Trasformando le foglie in spine e trasferendo la funzione clorofilliana sul fusto. Non solo. Hanno ridotto così tanto i processi respiratori da essere in grado di accumulare durante i giorni piovosi notevoli quantità d'acqua come riserva per i lunghi periodi di siccità.
Sono alcuni degli effetti speciali prodotti dalle piante grasse, capaci di contenere una mole incredibile di acqua nel proprio fusto, a volte nei rami ed altre solo nelle foglie. Una varietà di fenomeni più che giustificata dato il numero delle piante. Vastissimo. Tanto da far risultare impossibile un riscontro anagrafico. Basti pensare che si calcolano all'incirca 10 mila tipi di piante, divise pressappoco in 25 famiglie, di cui la più numerosa è formata dalle cactacee con 2.000 specie.

Una prima grossolana classificazione è infatti tra "cactacee spinose" e "succulente senza foglie", nonostante che quest'ultime facciano parte di una famiglia botanica diversa. L'origine è varia: le cactacee provengono generalmente dalle zone centro americane sub desertiche, dove le piogge si alternano regolarmente alla siccità, mentre le succulente prive di spine sono originarie del continente euroasiatico o dell'Africa.
Ma per entrambi i tipi vale lo stesso principio: un adattamento ai limiti del possibile ai climi più svariati che ne fa le piante più gettonate da coltivare nei giardini o in appartamento. Tanto più oggi che, dopo un periodo di decadenza dovuto alla moda delle orchidee, l'interesse per queste piante è ripreso più forte che mai. In particolare per quanto riguarda le Cactaceae, le Euphorbiaceae, le Liliaceae, le Agavaceae e le Crassulaceae. Anche se in Toscana al momento - giurano gli esperti - ad andare per la maggiore sono le Echinocactus, dette anche cuscino della suocera, e le Opunthia, dalle forme più rotondeggianti.

Tutte non vogliono saperne di scarsa illuminazione e basse temperature, che non devono mai essere al di sotto dei 5°. Anche per quanto riguarda le annaffiature non è male mettere in chiaro un paio di cose: a dispetto di quanto viene supposto l'acqua la esigono, eccome, in estate anche 4 o 5 volte in un mese, mentre in inverno, quando vanno per così dire in letargo, è sufficiente una volta ogni 45 giorni. Va comunque tenuto presente che una quantità d'acqua eccessiva può causare noiosi ristagni idrici con tutti i problemi fungini che ne derivano, o marcescenze e ammuffimenti vari.
Quando arriva l'estate poi non dovete dimenticare di procedere al rinvaso, almeno una volta ogni due anni, in modo da eliminare eventuali parassiti e ripristinare le condizioni ottimali del suolo. Mentre per quanto riguarda eventuali attacchi di insetti non c'è da preoccuparsi più di tanto: per fortuna non sono numerosi. I più temibili sono gli afidi e le cocciniglie, che gli antichi Romani sembra coltivassero proprio su queste piante per ricavarne la porpora.
E se compaiono non c'è niente da fare, bisogna intervenire all'istante con prodotti specifici. Altri rimedi, come lavande di alcool o di ortica, che ancora qualcuno si ostina ad usare, servono veramente a poco.

Carta d'identità
Origine
: le cactacee provengono dalle zone centro americane sub desertiche mentre le succulente prive di spine sono originarie del continente euroasiatico o dell'Africa.
Famiglie: impossibili da elencare. Si calcolano circa 10 mila tipi, divisi in 25 famiglie, di cui la più numerosa è formata dalle cactacee, con 2000 specie.
Foglie: si sono trasformate in spine
Esposizione: ideale quella a sud est, magari in un posto ventilato e fuori dalle correnti d'aria.
Temperatura: non deve mai scendere sotto i 5°.
Terreno: deve essere composto da sabbia ben lavata e da torba non troppo fibrosa. La cosa migliore è miscelare tre parti di sabbia e una di torba, aggiungendo della agriperlite per rendere il composto più leggero e drenante.
Malattie: possibili attacchi di afidi e di cocciniglie. Il ristagno d'acqua può invece causare marcescenze.
Tecniche colturali: alcune si possono propagare per seme, ma la tecnica più praticata è per talea. Basta prelevare le talee nel periodo di sviluppo vegetativo, ossia in primavera, utilizzando parti di piante non danneggiate da malattie e senza boccioli fiorali. Prima di essere sistemate in terra, devono stare per vari giorni in un luogo asciutto e ombreggiato, sino alla completa cicatrizzazione del taglio. In seguito saranno poste a radicare in un substrato di torba e sabbia, mantenendo il suolo lievemente umido con acqua e fertilizzante a bassa concentrazione. La temperatura ideale per la radicazione è di 20°.
La concimazione è indispensabile e va fatta con prodotti ricchi di fosforo e potassio. L'azoto invece deve essere limitato perché stimola la pianta a crescere, inflaccidendo i tessuti e aumentandone la traspirazione. L'ideale è orientarsi verso i concimi liquidi perché queste piante non tollerano la persistenza di sali nel suolo.
Suggerimenti: poiché l'eccessiva quantità di acqua può causare il ristagno idrico, è bene fare in modo che i substrati siano caratterizzati da una struttura permeabile e porosa, composta da materiale drenante come sabbia o lapillo.

Si ringrazia per la consulenza Vladimiro Occipiti dell'azienda Montalbano Verde di Lamporecchio