Spesso sono confuse con gli snack. I pro e i contro per dieta e salute

Scritto da Alessandra Pesciullesi |    Settembre 2007    |    Pag.

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare, lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme a Monica Galli, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

Invenzione all'italiana
Nel linguaggio quotidiano si utilizzano indifferentemente
i termini merendina e snack, ma in realtà sono prodotti completamente diversi sotto molti aspetti. La classica merendina è un alimento praticamente esclusivo del mercato italiano, che deriva dalla tradizione dolciaria casalinga, e non ha corrispondenza in nessun altro paese europeo. Le merendine italiane sono dolci da forno in confezione monodose, a base di pan dispagna, pasta frolla o brioche, semplici o farcite, nate come alternativa pratica, igienica e gustosa alla merenda casalinga, che spaziava dalla torta della nonna alla schiacciata del fornaio. Nei paesi latini la merenda è uno spuntino a metà mattina o pomeriggio tra i tre pasti principali, colazione, pranzo e cena. Nei paesi anglosassoni, invece, si ha l'abitudine dello snacking, cioè del mangiare spesso, con pochi bocconi, a tutte le ore e prevalentemente fuori casa.

Gli snack, sia dolci che salati, non sono da considerare merendine né rompidigiuno o fuoripasto, in quanto più calorici e consistenti dal punto di vista nutritivo. Proposti in una grandissima varietà, sono quasi un mini pasto: da quelli dolci, come le barrette di cioccolato farcite con crema, ai salati, come noccioline, crackers o estrusi di patate o cereali fritti. In ogni caso le calorie per confezione non sono certo quelle di uno spuntino (quasi mai sotto le 300 calorie), sono molto diversi da qualsiasi prodotto casalingo, non contengono ingredienti freschi e sono decisamente sbilanciati per l'eccessivo contenuto di grassi e zuccheri solubili. Probabilmente l'unico fattore che accomuna merendine e snack è la praticità d'uso, unita ad una buona igiene.

Gli ingredienti
Come ingredienti le merendine non sono poi così diverse dai dolci fatti in casa poiché per la loro tipologia contengono farine, zucchero o miele, uova, latte, yogurt, burro o margarine. Il peso varia tra i 30 e i 50 g, con un apporto calorico medio di circa 130 calorie per il pan di spagna, 180 per la pasta frolla e fino a 200 per la brioche. Questi valori si alzano di almeno il 10% quando, per aumentarne l'appetibilità, sono farcite con creme, confetture o cioccolata. Per fare un paragone, un panino di 50 g con il salame o un gelato alla crema e cioccolata sono circa 260 calorie. Generalmente la quantità totale di grassi non supera il 30% e la percentuale di grassi saturi o, peggio ancora, dei famigerati grassi trans, che più di tutti contribuiscono ad abbassare la quota di hdl (colesterolo buono) nel sangue, è paragonabile ai dolci da forno e ai formaggi, come risulta da un accurato studio condotto sugli ingredienti di 12 tipi di merendine, scelte tra le più diffuse sul mercato.
Grazie alla tecnologia dell'industria dolciaria, non c'è alcun bisogno di usare conservanti chimici diversi dal lievito chimico in polvere, e come stabilizzante spesso è usata la lecitina di soia. Ma allora, sono da demonizzare come cibo spazzatura, causa prima dell'emergenza obesità infantile e del rifiuto di cibi freschi, o sono innocue? Decisamente il problema non si può porre in questi termini; secondo i massimi esponenti italiani nel campo della nutrizione e della pediatria, è ingenuo e semplicistico addebitare ad un cibo ciò che va valutato in termini di alimentazione globale. È certo che un consumo esagerato e inappropriato contribuisce ad un aumento di peso del bambino, ma certo non lo si può addurre come causa primaria: vanno invece rivisti seriamente l'intero sistema alimentare e lo stile di vita, spesso troppo sedentario.

Le merendine, nei bambini dai 5 ai 14 anni, dovrebbero avere un preciso collocamento all'interno dello schema a cinque pasti (tre completi, intervallati da due piccole merende) prescritti dai nutrizionisti, rappresentando non oltre il 20% totale delle calorie giornaliere. Dovrebbero essere scelte per la qualità degli ingredienti, con attenzione al dispendio calorico del bambino e non per soddisfare un capriccio o addirittura come sostituto di un pasto vero! Il vero demone non è tanto la merendina, ma l'uso indiscriminato che i bambini ne fanno, complice l'innegabile difficoltà che molti genitori hanno a strutturare con fermezza un regime alimentare che contempli gli alimenti che servono, sia freschi che conservati.

Gli ultimi prodotti del mercato nascono dall'unione delle prime barrette dietetiche, sostitutive dei pasti, con le merendine. Si tratta di snack dolci croccanti che non superano le 100 calorie a porzione. Somigliano molto alle tradizionali merendine perché sono a base di cereali soffiati o biscotti secchi, insaporiti con una copertura o un ripieno di cioccolata o confettura (piuttosto sottile). Non rappresentano miniature di dolci tipici, ma per circa due ore non fanno avvertire la fame e hanno una percentuale di grassi dal 10 al 17%.





Dagli anni '50
Compagni di merendine

Il capostipite fu il Mottino, un panettoncino lanciato sul mercato negli anni '50. Ma la vera svolta avvenne dieci anni dopo con il Buondì, piccolo bauletto con l'impasto della colomba, soffice, con la glassa di amaretto e la granella di zucchero.

Nel 1961 nacque anche la Brioss, un trancio di pan di spagna farcito di confettura o cioccolata, che legò il suo successo alle prime raccolte punti, tra le quali "Una giornata con il tuo calciatore preferito", che segnò un'epoca.

Negli anni '70 il consumo di merendine è in crescita esponenziale e nascono girelle, saccottini e mini crostatine, presentati da pubblicità accattivanti ed accompagnate da divertenti - e molto ambite - sorpresine!

Negli anni '80 ci sono i primi cambiamenti negli ingredienti, per adeguarsi ad una maggiore attenzione dei consumatori verso uno stile di vita più sano: ecco che appaiono merendine allo yogurt, arricchite di fibre, e tortine alle carote.

Le più moderne sono quelle a base di latte fresco o panna, le più scomode perché devono stare in frigo ma più ricche di nutrienti.