Scritto da Letizia Coppetti |    Febbraio 2003    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Insieme contro la fame
«Arrivare a fine mese e non avere di che mangiare. E non capita solo a barboni ed extracomunitari, come verrebbe da pensare. E' in aumento anche qui in Toscana il numero delle famiglie italiane che non possono permettersi neppure l'acquisto di generi di prima necessità».

A parlare è Natale Bazzanti, presidente della sezione toscana del Banco Alimentare - fondazione nata in Italia nel 1989 con lo scopo di raccogliere le eccedenze alimentari da industrie, enti pubblici, grande distribuzione, mercati - che rifornisce in Toscana 343 enti ed associazioni laiche e religiose (6.632 in Italia), che a loro volta si occupano quotidianamente di 37 mila persone (1.050.630 in Italia).

Circa l'80-85% delle persone a cui vanno questi contributi alimentari sono appunto italiani: disoccupati, famiglie monoreddito, anziani. Questo dato viene confermato dall'aumento delle richieste da parte di associazioni come Misericordie e Pubbliche Assistenze - più attive nel sostegno alle famiglie italiane - mentre rimangono stabili le richieste di associazioni che si occupano di mense pubbliche, frequentate soprattutto da "senzatetto" e stranieri.

Gli alimenti in eccedenza raccolti e poi distribuiti sono sempre prodotti integri e perfettamente commestibili, che per diverse ragioni (errori o difetti nel confezionamento, errori di programmazione della produzione, stagionalità, prossimità alla data di scadenza) hanno perso valore economico e sono destinati allo smaltimento.

I più diffusi sono carne in scatola, latte, yogurt, burro, formaggio, ortaggi e legumi, pasta secca, riso, pane e affini, dolci, frutta, succhi di frutta, olio, salse e condimenti, zucchero, uova, bevande, omogeneizzati, farine.

Nel 2001 sono stati 43.979.439 i chili raccolti, con un incremento di più del 26% rispetto al 2000.

Anche i soci Coop possono partecipare dal 2000 a questo progetto di solidarietà, donando i punti raccolti con la propria spesa al Banco Alimentare.

150 punti equivalgono a sei confezioni da un litro di latte intero a lunga conservazione, o a sei confezioni da tre brick di succhi di frutta, 100 punti a sei confezioni da 400 grammi di fagioli cannellini e a sei confezioni da 500 grammi di pasta.

Insieme contro la fame 2
Ogni centomila punti
donati dai soci, Coop aggiunge un ulteriore contributo di 516 euro.

Nel 2002 sono state donate dai soci Coop 581 confezioni di succo di frutta, 1680 confezioni di pasta, 707 confezioni di fagioli, 960 confezioni di latte Uht.

Unicoop Firenze collabora ulteriormente donando alla Fondazione i prodotti difettati (non più commerciabili ma ancora adatti all'alimentazione) provenienti dal proprio magazzino.


Info
Banco alimentare della Toscana, Via A. Corelli 6/r, Firenze.
Telefono: 055 410427. Fax: 0554293125.
E-mail: bancofi@tin.it
Orario: lunedì-giovedì 10-12.30 e 16-18.30. Il venerdì 10-12.30.
Su Internet: www.bancoalimentare.it