Ampolle in terracotta per risparmiare acqua. Un metodo antico riscoperto

Scritto da Càrola Ciotti |    Novembre 2013    |    Pag. 42

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Nella difficile, ma quanto mai necessaria, lotta per la salvaguardia del Pianeta, ciascun individuo può svolgere il suo ruolo attivo, a cominciare dai piccoli gesti quotidiani. In quest’ottica di responsabilità ambientale è nato “Slow Water: irrigazione sostenibile”, un progetto di notevole valore non solo ecologico.

Incontriamo Giacomo Salizzoni, architetto e designer che, con Cecilia Lucchesi, coltivatrice diretta, e Niccolò Poggi, anch’egli architetto, ha dato vita a quest’impresa nel 2012. «Il progetto “Slow Water” – spiega Salizzoni – nasce dalla volontà di offrire un’alternativa sostenibile, a basso impatto ambientale, volta al risparmio idrico, in un momento in cui la risorsa acqua è gravemente minacciata e scarseggia in aree sempre più vaste del mondo; in questo senso, occorre assolutamente limitare i nostri sprechi e ottimizzare i consumi».

Il sistema utilizzato – antichissimo e in uso ancora oggi in paesi come la Cina, il Pakistan, l’India e il Messico – si basa sull’utilizzo di anfore in terracotta, che, sepolte nel terreno, lo idratano dall’interno, consentendo un risparmio idrico notevole.

«Ho studiato a lungo il sistema della sub-irrigazione (questo il termine esatto della tecnica utilizzata) e dopo molti esperimenti condotti da solo, ho compreso che per rendere concreto il progetto era necessario l’aiuto di altri professionisti.

Ho avuto la fortuna di riuscire a coinvolgere Niccolò, che opera nel campo delle materie plastiche, e di incontrare Cecilia che con la sua lunga esperienza di vivaista si è subito dedicata con entusiasmo al progetto».

Si parte con gli studi e le ricerche per individuare quale sia la giusta miscela di argilla per le anfore irrigatrici. «Abbiamo trovato un bravo produttore imprunetano che, con grande impegno e determinazione, ha sperimentato numerose amalgame – ci racconta Salizzoni –; in capo a due anni siamo giunti alla formulazione del composto adatto per realizzare anfore con la giusta porosità, in grado di rilasciare nella giusta misura acqua nel terreno».

Giacomo salizzoni architetto designLa porosità del materiale, infatti, consente all’acqua di fuoriuscire con costante regolarità e di nutrire le radici delle piante circostanti senza alcuna dispersione ed evaporazione, permettendo un risparmio idrico fino al 70% e una crescita più rapida e vigorosa delle piante.

«Questo sistema – dichiara Giacomo – è utile per giardini e orti domestici, e molto consigliato per la coltivazione in contenitore; l’acqua è utilizzata in modo più efficace dato che arriva direttamente alle radici e non si disperde. Ciò consente un accrescimento regolare, costante e non sottopone le piante ad alcuno stress idrico».

Quando la terra circostante è satura di acqua e l’ampolla è vuota, o quasi, l’acqua tenderà a rifluire all’interno dell’ampolla stessa in un processo che si autoregola. Particolari benefici si sono riscontrati nella coltivazione di piante orticole e ornamentali poste in contenitori da terrazzo, e in quelle da appartamento. Le piante si dispongono in prossimità dell’ampolla a una distanza pari al diametro della stessa, in modo che abbiano spazio per sviluppare a livello radicale.

«Ci sono diversi schemi da utilizzare, a seconda delle specie e degli spazi a disposizione – suggerisce Salizzoni –; l’importante è porre dei tappi sulle anfore, in modo che non entri sporcizia e che l’acqua non evapori; è molto importante pacciamare il terreno: in questo modo si garantisce una buona riuscita del sistema, la terra rimarrà umida più a lungo e si riempiranno le anfore più raramente».

Le ampolle che “Slow Water” propone sono di tre dimensioni e hanno un costo che va dai 15 ai 25 euro; si possono acquistare presso il vivaio Mondo Rose, al Community garden di Borgo Pinti o ordinare sul sito www.slowwater.it.

Community garden

L’orto in centro

Nel centro di Firenze ha sede il Community garden, l’orto sociale voluto e sognato da Giacomo Salizzoni, e realizzato in uno spazio pubblico recuperato al degrado; vi si accede da un cancello situato in fondo a un piccolo giardino comunale, al numero 76 di Borgo Pinti.

«Ho scelto questo luogo dimenticato per creare il primo Community garden cittadino, ispirandomi ad analoghe esperienze inglesi – dichiara Giacomo –, puntando, però, non solo al recupero materiale dell’area ma anche, e soprattutto, a stimolare e far crescere nelle persone una nuova responsabilità ambientale».

Ottenuto dal Comune di Firenze l’appoggio e il sostegno necessari, Salizzoni ha coinvolto diversi soggetti per la realizzazione di quest’orto urbano che ricorda, per molti aspetti, l’antica usanza medievale degli orti dei conventi fiorentini. Un esperimento che sta dando ottimi frutti, è proprio il caso di dire.

Slow water irrigazione sostenibile 2Qui si coltivano in grandi cassoni di legno, ben ordinati sullo spiazzo di questo ex piccolo campo di atletica, verdure, piante aromatiche, antichi alberi da frutto, fiori e canne di bambù. Il tutto, naturalmente, grazie al sistema delle anfore interrate.

Il valore dell’iniziativa ideata da Salizzoni si arricchisce anche attraverso il coinvolgimento diretto dei ragazzi disabili che frequentano il centro diurno “Gaetano Barbieri”, che qui affaccia le proprie finestre: molti di essi partecipano attivamente al progetto, occupandosi della coltivazione e manutenzione del giardino comunitario, con grande beneficio al loro sviluppo e apprendimento.

I prodotti orticoli ricavati saranno così spartiti: un terzo, quale compenso per i lavoratori volontari che qui presteranno la loro opera; un terzo, donato in beneficenza; un terzo, consegnato alle cucine del lussuoso hotel Four Season (che si trova limitrofo), e che garantirà una donazione per la vita del progetto.

Il Community garden, infatti, necessita di fondi da investire – le donazioni, quindi, sono molto importanti –, poiché, in futuro, alla coltivazione si punta ad affiancare attività di ricerca e sperimentazione, laboratori di educazione ambientale e didattici, con l’obiettivo di una collaborazione la più ampia possibile con diverse realtà scientifiche e culturali. Siamo quindi di fronte a qualcosa di realmente nuovo: un luogo aperto e pubblico, dove le persone potranno incontrarsi, confrontarsi e partecipare attivamente e responsabilmente alla creazione di un nuovo modello di sviluppo.

Nella foto di metà articolo l’intervistato: Giacomo Salizzoni, architetto e designer

Foto di F. Magonio

Orari di visita per il Community Garden, Borgo Pinti 76: lun. h 9/12; mar. e gio. h 9/17; mer. e ven. h 9 /12 -13/18; sab. e dom. h 10/13

Info:


Notizie correlate

Giugno all'iper

Irrigazione, libri, cd e dvd, abbigliamento


Com e verde la mia valle val di pesa

Com’è verde la mia valle

Un percorso lungo il fiume Pesa fra acqua e vegetazione rigogliosa

Photogallery


Gasata a casa

Il gasatore domestico per avere acqua gasata direttamente dal rubinetto


Acqua di casa mia

Guida ai dati che ne definiscono la qualità e che sono pubblicizzati nei punti vendita Coop


Acqua "eco"

In promozione filtri, caraffe e gasatori per migliorare l’acqua di casa e le minerali che rispettano l’ambiente


Acqua di casa mia

Come riconoscere i vari tipi e scegliere l’acqua giusta da bere


Salvare l'oro blu

La salute dell'acqua dei fiumi, la qualità di quella del rubinetto. Cosa fare per non inquinarla


Acqua in brocca

Una caraffa filtrante rende gradevole l'acqua del rubinetto eliminando cloro e impurità


L'acqua è di tutti

La situazione in Toscana e i temi del referendum. Intervista a Enrico Rossi


Acqua, bene prezioso

Prima del profitto, dev’essere garantita la disponibilità per tutti, la qualità, il controllo da parte dei cittadini