Romantico e di gusto ottocentesco, un percorso verde tra statue, tempietti e un piccolo lago

Scritto da Càrola Ciotti |    Settembre 2013    |    Pag. 42

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Il Giardino Stibbert si trova nella zona Nord-Est di Firenze, situato sul versante collinare di Montughi, da cui si gode una bella vista sulla città. Questo parco rappresenta un tipico esempio di giardino romantico e vi si ritrova tutto il gusto, l’amore per l’arte e la bellezza, tipiche dell’‘800.  

A questo importante spazio verde si affianca un ricchissimo museo, già dimora di Frederick Stibbert, il ricco collezionista anglo-fiorentino che nel corso della sua vita raccolse numerosissimi pezzi di antiquariato, acquistati in Italia e in Europa, tutt’oggi qui custoditi.

Di questo vasto patrimonio culturale e artistico, parliamo con Simona Di Marco, storica appassionata che dal 1989 lavora presso lo Stibbert e che da quest’anno riveste la carica di vice-direttore del museo.

«Il complesso è gestito dalla Fondazione Museo Stibbert onlus, in collaborazione con il Comune di Firenze che, nel 1906 – spiega Di Marco –, ereditò l’immensa proprietà, secondo la precisa volontà dello stesso Stibbert, che volle donare a Firenze tutto ciò che con impegno e passione aveva raccolto e realizzato nel corso della sua vita.

Il parco è oggi un giardino pubblico di circa tre ettari, la cui cura – particolarmente impegnativa – è garantita dal Comune, in stretta collaborazione con la direzione del museo, che è ora affidata a Enrico Colle».

Gli Angeli del bello
Trattandosi di un sito storico, è necessario rispettare le caratteristiche e gli schemi di chi lo progettò. «Ai tempi di Stibbert – prosegue Di Marco – erano quattro i giardinieri incaricati; oggi, in piena crisi economica, il personale si è drasticamente ridotto.

Riceviamo, per fortuna, l’aiuto di un gruppo di volontari, membri della Fondazione Angeli del Bello che con passione, impegno costante e competenza, sta aiutando la Fondazione Museo Stibbert nella manutenzione del Parco: si occupano della pulizia dei viali, delle piccole potature, delle annaffiature e vigilano sulla salute del giardino in modo scrupoloso e amorevole.

Giardino inglese villa stibbert firenze simona di marcoQuesto prezioso lavoro – ribadisce Di Marco – lo rende curato e accogliente, nonostante l’aspetto del parco oggi sia molto diverso da quello dei tempi remoti. Ma sono stati condotti a termine importanti restauri – e altri sono in corso – per riportare questo luogo allo splendore che fu».

La navigazione
Il giardino, in principio, era piuttosto semplice, con ampie aiuole all’italiana; Stibbert intervenne sulla struttura originaria trasformandola nel corso del tempo, anche attraverso l’acquisizione di terreni limitrofi, in un parco all’inglese ricco di tutto ciò che all’epoca era di gran moda. Egli si avvalse dell’opera dei più noti architetti e artisti del tempo, abbellendo il parco di statue, vasche, tempietti, false rovine e specie botaniche pregiate. 

«Le opere effettuate si collocano tra la fine degli anni cinquanta e gli anni novanta dell’‘800 – dichiara la vice-direttrice – cominciando dall’inserimento del laghetto sulle cui rive si specchia un piccolo tempio in stile neo-egizio.

Una piccola scalinata, fiancheggiata da sfingi e leoni, introduce all’interno, mentre un secondo ingresso, rivolto verso terra, è preceduto da tre coppie di sfingi; ai lati della porta, si trovano due coppie di statue di faraoni». In origine, il lago era dotato anche di un attracco e di un piccolo imbarcadero per consentire la “navigazione”.

«Negli anni successivi, si realizzò il grande viale di accesso, il viale dei Tigli, che circonda il parco e conduce all’ingresso del museo; qui, si ammira il tempietto ellenistico, costruito dall’ingegner Passeri nel 1863 per decorare la parte nord del giardino.

Ispirato a esempi classici, a pianta centrale, sormontato da una piccola cupola rivestita di piastrelle a scaglie in maiolica colorata, è molto originale e ben conservato. Al suo interno sono incastonati piatti di manifattura toscana, mentre al centro spicca una statua in terracotta dipinta, rappresentante Flora, opera, come le altre, di Francesco Gaiarini».

La Limonaia
Giardino inglese villa stibbert firenze 2All’interno del parco si trova anche una splendida Limonaia, realizzata da Giuseppe Poggi, che in passato alloggiava, oltre agli agrumi, le piante tropicali che Stibbert coltivava con passione. Questa elegante struttura, recentemente restaurata, è disponibile per incontri, conferenze, feste aziendali e private.

In corso d’opera, invece, il ripristino delle Scuderie adiacenti all’abitazione della famiglia: una volta conclusi i lavori, qui si trasferiranno gli uffici della direzione e, finalmente, troverà degna sistemazione anche la biblioteca, al momento sacrificata in ambienti non adatti.

Inoltre, la Soprintendenza per i beni architettonici sta organizzando il restauro di uno degli arredi architettonici meno noti del parco: si tratta di una grotta, situata sotto una scalinata, realizzata da Stibbert a imitazione delle grotte cinquecentesche – in voga nei giardini medicei come Boboli o Castello – fino a oggi ignorata, perché chiusa da moltissimi anni.

Il giardino è aperto tutti i giorni dalle ore 8 alle 19 (fino a ottobre), escluso il giovedì. In inverno 8/17

Nella foto a metà articolo l’intervistata: Simona Di Marco, storica, vice-direttrice del Museo Stibbert

Foto di F. Magonio


Non solo armi
Il Museo Stibbert ospita nelle sue splendide sale non solo la nota collezione di armi e armature, ma anche quadri: fondi-oro trecenteschi, nature morte fiamminghe, ritratti di Corte del XVI secolo e Madonne del ‘400.

Agli arredi meravigliosi si affiancano arazzi, vetri istoriati, porcellane e maioliche, splendidi lampadari di cristallo, tutto di squisita fattura. Un’occasione unica per riscoprire l’artigianato artistico della Firenze di fine ottocento, che fu così ricca di attenzione per l’arte e la cultura.

Info:

  • Museo Stibbert, Via Stibbert, 26 – Firenze
  • Tel: 055475520
  • Orari: lun. mer. 10/14; ven. dom. 10/18, ingresso euro 6; chiuso il giovedì;
    bus n° 4 dalla stazione FFSS (fermata Gioia)
  • Web: www.museostibbert.it

Intervista a Simona di Marco, vice-direttrice del Museo Stibbert, durata 5’ 06’’


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