Scritto da Giorgio Celli |    Luglio 1999    |    Pag.

Entomologo e saggista

Informarsi è bello
Nessuno di noi può sapere tutto di tutto (se uno lo crede è totalmente fuori strada e prima o poi la vita gliela farà pagare). Non c'è nessuna vergogna a riconoscere la propria ignoranza, anzi è proprio riconoscendola che si pongono le premesse per poterla superare. L'ignorante perpetuo sarà sempre quello che non crede di esserlo. Il mondo in cui viviamo si sta facendo sempre più complesso, e noi siamo sofferenti di una sindrome da eccesso di informazione. Ma a ben pensarci si tratta, nella maggior parte dei casi, di un'informazione fasulla. I messaggi pubblicitari ci assediano e ci plagiano attraverso mille manifesti e mille insegne, si insinuano nelle nostre case dalla finestra aperta sul mondo dal nostro televisore, ci fanno l'occhiolino dalle pagine dei giornali e delle riviste, spesso con l'ausilio di donne compiacenti e sorridenti. In parole povere, ci spostiamo come fossimo nei meandri di un labirinto di luci, suoni, immagini, in una costellazione fatta di miraggi, di allucinazioni psichedeliche e di canti melodiosi di sirene elettroniche. Per cui, se vogliamo tutelare la nostra salute fisica e mentale, contribuendo alla difesa di questo pianeta che va degradandosi a velocità supersonica e temo irreversibilmente, dobbiamo mantenerci in stretto contatto con le associazioni dei consumatori e le organizzazioni ambientaliste, per avere dei lumi disinteressati.
Che cosa c'è, ad esempio, dietro a quel prodotto che una seducente e ben dotata signora in bikini ci suggerisce di acquistare alla cieca? Non sarà stato ottenuto per caso con un abuso di pesticidi - nel caso in cui si tratti di un ortofrutticolo - nel pieno disprezzo della conservazione della biodiversità? Oppure - caso, ahimè, sempre più raro, potrebbe essere vero il contrario. Quella bomboletta di lacca non conterrà dei clorofluorocarburi, composti chimici che provocano delle smagliature nello strato dell'ozono? E quello shampoo non sarà stato sperimentato sugli animali, magari iniettando delle sue goccioline negli occhi di un coniglio?
Spesso è sufficiente leggere le etichette, ma certe volte la faccenda può risultare più complicata: le scritte possono essere oscure, di non facile decifrazione, oppure assenti, e i controlli di legge, dal canto loro, non sono sempre puntuali. Ci sono però molti numeri verdi, numerosi sportelli di organizzazioni e associazioni di tutela dell'ambiente e di noi tutti, che possono fornirci le indicazioni del caso. Come ho detto all'inizio, non bisogna vergognarsi di non sapere. Ci si deve vergognare, invece, quando si adotta la strategia che la leggenda popolare, falsa certamente ma dura a morire, attribuisce al povero struzzo: seppellire la testa in terra per non vedere il pericolo. Che, però, arriva sempre puntualmente.

Dal decalogo sul "Consumo sostenibile"
7. Richiedere un'informazione corretta sull'impatto ambientale dei prodotti, con l'aiuto delle organizzazioni dei consumatori e delle associazioni ambientaliste