Accordo tra Libera e Unicoop Firenze. Stage di Legacoop per i giovani siciliani che lavorano nei terreni confiscati alla mafia

Libera dalla mafia
Accordo

Un protocollo d'intesa fra l'associazione Libera e Unicoop Firenze per il sostegno di iniziative volte a consolidare l'esperienza della cooperativa Valle del Marro, recentemente oggetto di un attentato mafioso. Lo hanno siglato il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, e il presidente di Unicoop Firenze Turiddo Campaini con l'obiettivo di operare "nell'ambito delle rispettive competenze e ruoli", come recita il documento, "condividendo lo stesso patrimonio di valori".

Da Firenze, parte un grande progetto contro tutte le mafie, che vede protagoniste la più grande cooperativa di consumo italiana e l'associazione che da anni combatte una lotta senza quartiere contro l'illegalità sui terreni confiscati alla mafia.

A livello nazionale Coop opera da tempo a sostegno delle iniziative di Libera. Nel 2006 nei supermercati italiani sono stati venduti per un valore di oltre un milione di euro di prodotti a marchio Libera Terra, ma non finisce qui. Coopfond, l'organizzazione che gestisce il fondo di solidarietà delle cooperative aderenti a Legacoop, ha erogato 235 mila euro a fondo perduto a favore delle quattro cooperative (tre siciliane e una calabrese) aderenti a Libera: in particolare 50 mila euro a ciascuna di esse e 35 mila euro all'associazioneLibera.

Unicoop Firenze ha già avviato con Libera un rapporto di collaborazione all'interno del progetto "Noi con gli altri", che ha coinvolto un'intera classe del Liceo Gramsci di Firenze insieme ad una classe del liceo Rechichi di Polistena. I ragazzi del Gramsci nei mesi scorsi hanno preparato la campagna di comunicazione in stretta collaborazione con una classe del liceo Rechichi di Polistena. Hanno realizzato un murale, coordinati dal grafitista Toxic, nel Parco della Liberazione, nel centro di Polistena, per portare il loro contributo alla giornata della legalità di don Ciotti (21 marzo). Insieme hanno lavorato con Radio Toscana e un'emittente calabrese, per la realizzazione di alcune "pillole informative" su questo evento.



Formazione

Alcuni giovani delle cooperative siciliane che lavorano i terreni confiscati alla mafia verranno in Toscana, nelle principali cooperative della regione, per frequentare stage formativi: è questo uno dei punti cardine di un'intesa siglata da Legacoop Toscana e Legacoop Sicilia. Le cooperative in questione sono quelle di Piana degli Albanesi, dove in occasione del 60° anniversario della strage di Portella della Ginestra si è svolto un importante convegno, al quale ha partecipato anche Legacoop Toscana. Erano presenti, fra gli altri, il presidente di Legacoop Sicilia Emanuele Sanfilippo, il presidente di Legacoop Toscana Giovanni Doddoli e l'onorevole Lumia, vicepresidente della Commissione antimafia, oltre a numerosi presidenti di cooperative.

«È un modo concreto per il movimento cooperativo toscano di stare vicini a queste realtà di lavoro che affermano il valore dell'impegno e del lavoro in Sicilia come risposta all'illegalità - spiega il presidente di Legacoop Toscana Giovanni Doddoli -. È nostra intenzione sostenerne i progetti di crescita e di sviluppo, per passare dalla fase per così dire della solidarietà a quella dell'affermazione sul mercato, con le regole del mercato». Legacoop Toscana si impegnerà anche in un progetto di recupero di una cantina sociale per il vino, che serve quasi tutte le aziende della zona.

Nell'occasione è stata riaffermata la necessità di tempi più brevi per l'assegnazione dei beni sequestrati alla mafia. Dal momento del sequestro da parte dello Stato alla consegna passano in media dagli 8 ai 15 anni, con problemi di conservazione e mantenimento, e con la conseguente necessità di notevoli investimenti per metterli nuovamente a frutto. Complessivamente su 7.500 beni finora sequestrati alla mafia solo 3000 sono stati consegnati, e molti si trovano fuori dalla Sicilia.