Venticinque giovani ricercatori in più. Una campagna di Coop

Scritto da Olivia Bongianni |    Aprile 2016    |    Pag. 45

Laureata in scienze della comunicazione con una tesi su "Il cuore si scioglie", è giornalista professionista.

Si è occupata di organizzazione di eventi e ha collaborato con alcuni uffici stampa. Ha scritto articoli per l'Unità.

Collabora con un'agenzia di comunicazione e ha scritto per la rivista "aut&aut" su tematiche relative all'innovazione nella Pubblica amministrazione.

È appassionata di lettura, cinema, calcio.

Il professor Sandro Sorbi, ordinario di Neurologia dell'Università di Firenze - Foto B. Nacmias

Alzheimer

Nel mondo si stima che 46,8 milioni di persone siano affette da demenza (World Alzheimer Report 2015), una cifra destinata quasi a raddoppiare ogni venti anni. In Italia sono 1.300.000, e il 60% di queste ha la malattia di Alzheimer.

Per capire meglio le caratteristiche di questa patologia, le aspettative di cura, l’importanza della ricerca scientifica, abbiamo intervistato il professor Sandro Sorbi, ordinario di Neurologia dell’Università di Firenze e direttore della Clinica neurologica I dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi.

Sorbi è anche presidente dell’Associazione italiana ricerca Alzheimer Onlus, una struttura dedicata a promuovere la ricerca. Con l’associazione, Coop ha avviato una collaborazione a livello nazionale, per sostenere una raccolta fondi destinata a finanziare progetti di giovani ricercatori in tutta Italia.

Professor Sorbi, quali sono le caratteristiche della malattia di Alzheimer?

Si tratta di una patologia che porta gradualmente alla perdita delle capacità cognitive. Inizia tipicamente come difficoltà a memorizzare le cose nuove, seguita da disturbi di orientamento nel tempo e nello spazio, ad esempio trovarsi a un incrocio stradale e non sapere da che parte andare.

Seguono difficoltà a usare cognizioni scolastiche, come far di conto. Fino ad arrivare a non riuscire a svolgere le normali attività quotidiane, come vestirsi o alimentarsi, e a non riconoscere la propria casa e i propri familiari. Questo rappresenta un momento doloroso per le persone che circondano i malati.

Ci sono cure per questa patologia? Ci sono progressi?

Non esistono farmaci per prevenire la malattia, né per arrestarla. Ci sono farmaci che aiutano a rallentarne la progressione. L’impegno è soprattutto sulla diagnosi precoce. Sono in corso di sperimentazione farmaci basati su strategie terapeutiche nuove rispetto alle attuali.

La malattia si presenta a qualsiasi età (esiste infatti una forma pre-senile), ma la stragrande maggioranza dei soggetti con demenza ha più di 65 anni. Se consideriamo tutta la popolazione over 65, circa il 7-8 per cento soffre di Alzheimer e addirittura il 30 per cento fra gli ultranovantenni.

Quali sono i principali fattori di rischio?

Ce ne sono di inevitabili, come i fattori genetici, l’età e il sesso: il rischio di ammalarsi è lievemente maggiore per le donne. Altri fattori, invece, sono legati allo stile di vita che si assume fin da giovani: il fumo, l’alcool, l’obesità aumentano il rischio di malattia, mentre l’esercizio fisico è un fattore protettivo.

È importante seguire un’alimentazione equilibrata, con gli elementi tipici della dieta mediterranea (olio di oliva, pesce, verdure, moderati grassi, poco sale), svolgere un’attività fisica regolare fin dall’adolescenza e comunque a qualsiasi età, condurre una vita socialmente interessante, svolgere un lavoro appagante, dedicarsi alla solidarietà.

Quanto è importante la ricerca?

È fondamentale e per questo va fortemente finanziata. L’Associazione italiana ricerca Alzheimer Onlus è interamente dedicata a stimolare la solidarietà e la donazione verso la ricerca, fornendo alle persone un mezzo concreto per contribuire.

La partnership con Coop va in questa direzione. Punta a sostenere una raccolta fondi per finanziare 25 giovani in tutta Italia che lavorano in centri dell’Università e del Ministero della salute, e sono impegnati nella ricerca, concentrata su una pluralità di aspetti: da quelli biologici sui fattori che causano la malattia, alle metodiche di diagnosi, allo sviluppo di nuovi trattamenti.

Grazie a questo strumento, si costruisce una vera e propria rete di giovani che, in tutta Italia, da Palermo a Trieste, sono attivamente impegnati nella ricerca sulla malattia.

Info: www.airalzh.it

Solidarietà / Ricordarsi di chi non ricorda

Dal 16 al 30 aprile 2016, sarà possibile contribuire alla lotta contro l’Alzheimer, acquistando alcuni prodotti Coop segnalati nei punti vendita.

Una parte del ricavato, nell’ambito di un’iniziativa di livello nazionale che vede insieme Coop e Associazione italiana ricerca Alzheimer Onlus, andrà a finanziare 25 borse di studio per progetti di ricerca scientifica mirati a contrastare questa grave patologia, con il coinvolgimento di Università ed enti scientifici in tutta Italia.

Fra i prodotti, che varieranno a seconda del mese e saranno via via riconoscibili nei negozi, ci sono le piante aromatiche vivi verde (salvia, rosmarino e basilico), il tonno Coop all’olio di oliva, la cassetta da 2 kg di albicocche, la cassetta da 2 kg di uva Italia, l’acqua, la cassetta da 3 kg di arance tarocco, l’olio extravergine di oliva bio vivi verde.

Sempre a sostegno dell’iniziativa, nella seconda metà di settembre, mese in cui cade la giornata mondiale dell’Alzheimer, verrà messa in vendita una piantina di erica in vaso, simbolo della campagna.

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