Al Santo di Assisi si deve l’inizio di questa popolare tradizione. Il valore del presepio è accresciuto oggi da un nuovo bisogno di spiritualità e di “rinascita”

Scritto da Rossana De Caro |    Dicembre 2013    |    Pag. 8

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Piccolissimo da stare in una mano, oppure grande come un paese. La tradizione del presepe è sempre viva ed è replicata ogni anno a Natale, un po’ ovunque: nelle case, nelle strade e ovviamente nelle Chiese.

La rappresentazione della natività è antichissima, ma fu realizzata per la prima volta, così scenicamente come la vediamo ancora oggi (con il bue, l’asinello, la mangiatoia) anche se in modo più essenziale, da San Francesco nel 1223. Ne parliamo con Padre Antonio di Marcantonio, francescano conventuale, Rettore della Basilica di Santa Croce di Firenze.

Come mai San Francesco volle rappresentare così il Natale?

Si sa che San Francesco ha riscoperto e vissuto il Vangelo. Ciò che maggiormente lo aveva affascinato era l’umanità di Gesù, il Figlio di Dio, disceso dal cielo per farsi uomo, divenendo nostro fratello.

E poiché San Francesco pensava e parlava sempre con molta concretezza e amava esprimere in rappresentazione scenica i gesti e i movimenti, i pensieri e le parole, ha saputo tradurre il contenuto della sua fede in espressioni dense di significato e con una creatività fino allora sconosciuta.

Presepe storia le piastreIl pensiero del Figlio di Dio che si fa uomo commuoveva Francesco e toccava così vivamente la sua sensibilità, che un giorno del 1223 a Greccio gli venne in mente di rappresentare scenicamente questo avvenimento, per renderlo più evidente a se stesso e agli altri.

Qual era il suo scopo?

Quello che lo animava era il desiderio di sperimentare, in maniera viva e concreta, ciò che Gesù, Maria e Giuseppe avevano vissuto a Betlemme: la povertà, l’umiltà, la bontà. Francesco ha riscoperto, concretizzato e vissuto l’umanità di Gesù, con la quale è possibile confrontarsi per risposte vere e durature.

Peraltro la nascita di Gesù avvenne in circostanze drammatiche: Dio volle farsi uomo nascendo come un povero figlio di immigrati senza casa, costretti prima a cercare alloggio in una stalla, “perché non c’era posto per loro nell’albergo” (secondo il vangelo di Luca) e poi a rifugiarsi da clandestini in Egitto per sottrarsi alla persecuzione di Erode che aveva ordinato la strage degli innocenti.

L’albergo in cui “non c’era posto” per una madre in procinto di partorire è il simbolo del nostro egoismo, mentre la “mangiatoia” in cui Maria depose il Bambino appena nato è un invito a immedesimarsi nelle gravi difficoltà in cui vivono tante persone povere.

Perché il presepe è diventato così popolare e diffuso?

Padre antonio dimarcantonio rettore basilica santa croceAl di là del significato religioso – rievocazione del più grande avvenimento della storia – il presepe ha anche un valore “laico” di rievocazione storico-artistica della nascita di un grande maestro di vita, un grande educatore dell’umanità, il cui insegnamento ha largamente orientato l’evoluzione della civiltà, divenendo il fondamento costitutivo della civiltà europea: ragion per cui anche nel mondo non cristiano si accetta di contare gli anni dalla convenzionale nascita di Cristo.

Accanto al presepe si è affiancato l’albero di Natale, due tradizioni completamente diverse…

Quella del presepio è una tradizione genuinamente italiana e non consumistica, profondamente radicata nella cultura popolare del nostro Paese e, perciò, da conservare e approfondire.

Il presepio allestito nelle nostre case può risvegliare quel bisogno di rinnovamento che ci stimola alla costruzione di un mondo di bontà, di serenità, di fratellanza universale, privo di ogni forma di odio e di prevaricazione, che ci faccia cioè essere migliori.

Per questo è ancora oggi largamente diffuso. Tutti abbiamo bisogno di riscoprire il valore religioso, culturale e simbolico, specialmente oggi, in cui per festeggiare il Natale, predomina l’uso dell’albero di origine nordica ed espressione di una società consumistica.

Qual è il valore e il significato del presepe oggi?

Il presepe allestito nelle nostre case è un punto d’incontro per tutti i membri della famiglia, che si soffermano a guardare, a rilevarne i particolari, a formulare una preghiera, a riflettere su quel mistero divino in esso racchiuso, a ricordare l’esempio lasciato da quella “Sacra famiglia” in cui regnava l’amore, la comprensione e il rispetto.

Proprio oggi che la famiglia e i suoi componenti sono abbagliati da falsi valori, quali l’egoismo e il relativismo, il presepe è un faro luminoso che indica, alle giovani generazioni, sani e giusti ideali da perseguire attraverso l’unità familiare, fatta di partecipazione, solidarietà, affetto, sacrificio.

Presepe storia san godenzoQuindi è importante la presenza del presepe nelle nostre case.

La presenza del presepio in casa è molto importante perché, oltre a rappresentare la nascita di Dio bambino, simboleggia una nuova vita che giunge tra noi, un cambio che ci offre l’opportunità di “tornare a nascere” in amore e saggezza.

Quando nella costruzione del presepio nelle nostre case avremo messo tutti gli elementi e i personaggi al loro posto, è necessario comprendere cosa vogliamo da noi stessi ritornando a nascere, poiché avere l’opportunità di cancellare i nostri errori ogni anno è uno dei più grandi regali che riceviamo dalla festa del Natale.

Nella foto di metà articolo, l’intervistato: Padre Antonio di Marcantonio, francescano conventuale – Rettore della Basilica di Santa Croce


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