Scritto da Antonio Comerci |    Settembre 2005    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

"Code a tratti fra Barberino e Pian del Voglio": è il minimo che ci si può aspettare dovendo percorrere l'autostrada del Sole nel tratto appenninico.
E allora se c'è un po' di tempo ed è l'ora di mangiare, conviene uscire dalla A1 e provare una delle accoglienti trattorie nel cuore dell'Appennino. Sono locali semplici, dal costo contenuto, buona cucina, piatti saporiti presi in prestito di qua e di là dal versante. Tortelli di patate, ravioli ricotta e spinaci, tagliatelle: conditi con funghi, ragù o burro e salvia. E poi gli arrosti alla maniera toscana e i dolci, spesso fatti in casa.
Dal casello di Roncobilaccio, oltre il ponte del torrente Gabellato, a destra si va a Roncobilaccio per raggiungere Castiglion de' Pepoli e Bologna; a sinistra ci si avvia verso la Futa e da lì alla statale per arrivare a Firenze.

A Roncobilaccio, nel mezzo del paesino, di fronte a piazza Santa Croce, un po' defilato e più in alto rispetto alla strada, c'è l'Osteria di nonno Poldo (tel. 0534898560, chiuso il lunedì). Era un negozio di alimentari e bar, ora è un'osteria rinomata e spesso affollata.
Si cucina bene, si mangia genuino, con proposte anche esotiche (bistecca di bufalo) che rompono la monotonia. Dall'antica trasandatezza il locale si sta ammodernando e affinando per far fronte alla notorietà. Il prezzo rimane onesto: 20 euro, con il vino della casa.

In mezzo alle montagne
Proseguendo in direzione Bologna,
si incontra Baragazza, Ca' di Landino e il bivio per tornare sull'autostrada a Pian del Voglio. Proseguendo in direzione di Castiglion de' Pepoli, subito dopo la caserma dei vigili del fuoco, svoltando sulla strada per Sparvo, si trova La taverna del cacciatore (tel. 053491143, chiuso il lunedì). Grazie alla selvaggina qui il menu si fa vario e la scelta diventa imbarazzante sia nei primi che nelle pietanze.
Ottima cucina, piatti profumati da erbe aromatiche, una buona scelta di dolci casalinghi. Il conto si mantiene sotto i 25 euro.

Da Roncobilaccio, in direzione opposta, verso la Futa, il primo paesino che si trova, su un pianoro luminoso e arioso, è San Giacomo. Siamo a poche centinaia di metri dal confine con la Toscana. L'unico locale pubblico fra le sparse case di San Giacomo è Da Benilde (tel. 053497591, chiuso il lunedì), bar, alimentari, tabacchi e trattoria.
Una sala accogliente, un servizio sobrio e cordiale, buona cucina con punti di forza nei funghi e nel tartufo, prezzi più che onesti.

Proseguendo per la Futa, fra abetaie maestose, prima del passo, si trova l'osteria Al nuovo Postiglione (tel. 055815222, 3385087493, aperto venerdì, sabato e domenica), accanto ad un residence e a un grande camping.
L'osteria è un locale rustico, accogliente, con buona cucina, un po' toscana un po' emiliana: tortelli di patate, tagliatelle, ma anche ribollita e arrosti alla brace. Con proposte giornaliere che arricchiscono e rendono variata l'offerta, come la profumatissima "zuppa di montagna" con orzo e tanti legumi, o il castrato e pomodori al forno.
Un servizio cordiale e piacevole, con qualche gradita sorpresa e un conto sui 20 euro. Si fa anche merenda, il sabato e la domenica, e può essere il giusto capolinea di una scampagnata settembrina, fra gli odori e i colori della montagna che si prepara all'autunno.