A Castelnuovo Berardenga

Scritto da Leo Codacci |    Gennaio 1997    |    Pag.

Scrittore ed esperto in enogastronomia

In giro con Leo
La storia racconta che, duecento anni prima del mille, un tale Berardo (o Belardo), grosso faccendiere senese, diventato conte nella sua città, venne poi allontanato perché alcuni mal sopportavano la sua supremazia. Relegato nel territorio dove scorrono i fiumi Arbia, Ombrone e Malena, diventò il capo indiscusso di una vasta zona, molto somigliante nella forma ad un otto, che si stringe nei dintorni di Pianella e si allarga verso le crete, Pontignano e Quercegrossa. Questo 'otto' arrivava (e arriva tuttora) fino a Brolio dove, si dice, nelle notti rese lucenti dalla luna piena appare il fantasma del barone di ferro, il famoso Bettino Ricasoli, che sul dorso di un meraviglioso cavallo nero attraversa i suoi amati boschi per recarsi ad immaginari appuntamenti d'amore.
Morto Berardo fu costruito un castello nei pressi dell'antichissima Pieve di Pacina e della chiesa di San Giusto. A questa costruzione, circondata da possenti mura e delimitata da due porte ferratissime, fu dato il nome di Castello Nuovo per distinguerlo dai tanti altri castelli della zona: Castello in Villa, Castello di Monastero, Torre a Castello. Sorsero, nella parte bassa, la piazza, un prato per ospitare il mercato, la Chiesa dedicata ai santi Giusto e Clemente e un caratteristico palazzo chiamato Casa del Fabbro dove, fino a poco tempo fa, ha avuto sede una bottega per la fabbricazione a mano di chiodi e ferri per gli zoccoli di bovi e cavalli. Nacque così la cittadina di Castelnuovo, che solo in seguito fu chiamata anche Berardenga, proprio in onore del conte Berardo.
La gente di Castelnuovo ama le cose semplici e genuine e ha un grande rispetto per le tradizioni e le proprie radici. Il paese è orgoglioso del suo teatro ricostruito per volontà dell'amministrazione comunale; in centro sorgono alcuni eleganti punti di ristorazione che, nei prezzi e nella qualità dei prodotti, sono campioni di onestà e di ottima cucina. Ci sono poi botteghe per la lavorazione delle carni di cinghiale e di maiale, bar attrezzati modernamente e un originale Circolo ricreativo, dove si danno convegno abitanti di ogni tendenza politica. In alto, sopra al paese, nel mezzo di un bel parco, al posto del castello è stata costruita una magnifica villa, dove si organizzano e si prenotano visite turistiche e culturali. Dalle terrazze della villa, che si affacciano in direzione dei quattro punti cardinali, si possono ammirare meravigliosi panorami del Chianti a nord e a sud la splendida visione di Siena immortale.
Non posso chiudere questo scritto su Castelnuovo senza rammentare la banda. Rivedo nella memoria i componenti di questa formazione musicale che, per affetto, un po' mi appartiene: cinquantasette uomini e donne giovanissime, il capobanda che morì per un incidente banale e doloroso... e rivedo Renzo e Angiolino, Piero, Mario e Luca, il giovanissimo sindaco che fece di tutto perché Castelnuovo partecipasse alla centesima edizione del premio Chianti, alle Cascine di Firenze. Era il giorno di Pasqua di un anno lontano, l'ippodromo era pieno di stendardi con lo stemma del Gallo Nero. Mentre guardavo sfilare la banda, una delle migliori fra le 272 toscane, cominciai a commuovermi. Ed ero ancora così turbato dai ricordi che non riuscii nemmeno a dispiacermi più di tanto quando mi accorsi che la piccola e vecchia auto con la quale avevo raggiunto le Cascine non c'era più ad aspettarmi, né mai più l'ho ritrovata.

Io, torre a Pisa
Sono la torre più strana, interessante e originale del mondo.
Bonanno Pisano cominciò a costruirmi nel 1174... e Giovanni Di Simone pose l'ultima mia pietra esattamente cent'anni dopo.
Il figlio di Andrea Pisano volle arricchirmi con la torre campanaria. Sono alta circa 56 metri. Il mio diametro interno è di 7,368 metri, quello esterno è di 15,484 metri.
Per arrivare in cima alla mia vetta i gradini da salire sono 294, otto piani fino all'ultimo terrazzo: e saresti ampiamente ripagato della fatica se tu potessi ammirare il panorama stupendo della città che mi ha preso a simbolo. Ma non lo puoi fare, perché sono ancora chiusa al pubblico in attesa che mi rendano più stabile.
Peso 14.500 tonnellate e mi tengono su fondamenta di tre metri.
Non sono certo dritta come un fuso: pendo da una parte per quasi 4 metri e mezzo ma proprio per questo sono famosa in tutto il mondo. Le mie sette campane sono accordate sulle sette note musicali. La più antica si chiama Pasquareccia e rintoccò per la morte del Conte Ugolino.
Galilei, dalla mia ultima terrazza, sperimentò la legge sulla gravitazione.
Non mi vanto per quel che sono... ma mi fa piacere sapere che gli uomini moderni mi hanno inserita, di diritto, fra le sette meraviglie del mondo.
Vieni a visitarmi, ne sarò felice. Scoprirai che non importa andare troppo lontano per ammirare dei capolavori. Potrai poi ristorarti con un bel pranzetto con le 'cee'... altro che fast food!

Minestra di ceci con frascarelli
Per la minestra: tre etti di ceci già cotti e passati, aglio, rosmarino, un litro d'acqua, olio extravergine di oliva, 5 cucchiai di pomodoro, sale.
Per i frascarelli: basta solo un po' di farina e dell'acqua, ma sono indispensabili un piano di marmo e un granatino di saggina. Spargere la farina sul piano di marmo e schizzarvi sopra un po' d'acqua, usando il granatino. Lavorare un po' con le dita la farina: a contatto con l'acqua formerà dei piccoli grumi, i frascarelli.
In una pentola far soffriggere l'aglio ed il rosmarino; quando l'olio si sarà insaporito toglierli dal fuoco e aggiungere il pomodoro; far insaporire per qualche minuto, aggiungere i ceci passati e il litro d'acqua. Aggiustare di sale e far bollire a fuoco basso per circa mezz'ora. Aggiungere i frascarelli precedentemente preparati e far cuocere ancora per cinque minuti prima di servire in tavola.

Un desinare, un caffè e qualcosa in più
A Castelnuovo paese ci sono tre punti di ristorazione bene organizzati: il visitatore potrà comodamente scegliere il più adatto alle proprie esigenze.
Da Antonio, tel. 0577/355321. E' al n. 38 di una caratteristica strada intitolata ai fiori, via Fiorita. Locale estremamente raffinato, propone il miglior pesce di mare preparato e servito con maestria ed eleganza. Ottima scelta di vini.
La Taverna della Berardenga, via Chianti 70, tel. 0577/355547. Simpatico modo di preparare e servire piatti tipici del territorio chiantigiano valorizzandone gli aromi, i profumi e i sapori che bene si abbinano con i vini della zona. Cucina tipica legata alla tradizione del territorio.
Bar Centrale, piazza Matteotti, tel. 0577/355142. Nell'antica piazza a fianco della Chiesa c'è questo bellissimo bar da poco restaurato, dove Bruna, il marito e le figlie lavorano sempre sorridendo, il che fa diventare il caffè, e tutto il resto, ancora più buono.
Bar Principe, tel. 0577/355110. Nella scoscesa piazzetta Citernesi, vicino al Comune, da pochi anni è stato aperto un bar pasticceria, molto accogliente e ben organizzato.
Stefania pasticceria, via Fiorita 6, tel. 0577/355038. E' davvero molto elegante la pasticceria di questa bella ragazza che, 'complice' la mamma, offre i migliori dolci senesi.