Una piattaforma digitale per mettere in rete prodotti alimentari con scadenza ravvicinata o con difetti di confezionamento

Scritto da Sara Barbanera |    Luglio-Agosto 2015    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Il Team SenzaSpreco: Jacopo Visani, Giulia Lombardo, Daniele Lanini, Marta Zanieri

Senza spreco

Sessanta fornitori locali, tre giovani imprenditori cooperativi e una piattaforma digitale che mette in rete prodotti alimentari acquistabili a prezzo ribassato, poiché vicini alla scadenza o con difetti di confezionamento: dopo la fase di incubazione, e grazie al sostegno della Fondazione Il Cuore si scioglie, il progetto “SenzaSpreco” è diventato realtà lo scorso giugno, con l’apertura di una vetrina on line - in gergo market place - realizzata e gestita da Jacopo, Giulia e Marta, soci della cooperativa Le mele di Newton.

Al progetto hanno aderito produttori, negozi e piccoli esercizi commerciali che, anziché buttare prodotti in scadenza o eccedenti, li metteranno in vendita on line, indicando prezzi e modalità di ritiro. A quel punto, gli iscritti alla piattaforma riceveranno un annuncio geolocalizzato e, acquistando, potranno scegliere di pagare on line e concordare il ritiro (per grandi quantità) o di recarsi dal venditore per ritiro e il pagamento (per piccole quantità).

La merce che resta invenduta sulla piattaforma, verrà comunque donata ad associazioni del terzo settore e onlus che hanno aderito al progetto.

Al momento i fornitori sono concentrati nell’area nord-ovest fiorentina (Scandicci, Rifredi, Novoli, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino) e del Mugello, ma l’obiettivo è diffondere buone pratiche, perché la rete si ampli a nuovi soggetti.

Accanto all’attività operativa, proseguiranno anche le attività di sensibilizzazione di cittadini e scuole sul tema dello spreco; nei mesi scorsi, infatti, la cooperativa ha svolto corsi sulla cucina degli avanzi, sulla nascita di un’impresa sociale e sull’estetica del cibo in alcune scuole secondarie di Borgo San Lorenzo, Pescia e Firenze; per gli adulti, ha tenuto un laboratorio sull’economia familiare presso la sezione soci di Campi Bisenzio.

Tanto impegno per dare gambe a un’idea di impresa e di mondo nuovi ma possibili, come spiega Marta, una delle socie della cooperativa Le mele di Newton: «nel contesto di oggi, e in quello italiano in particolare, un modo diverso per fare impresa e creare lavoro è investire in progetti con un alto impatto sociale sulle persone e sull’ambiente: pensare a nuovi modelli produttivi significa mettere i temi sociali al centro dell’attività d’impresa e non più solo relegarli al volontariato o all’iniziativa dei singoli. Abbiamo scelto la forma cooperativa, perché è il modo più bello di fare impresa: per lavorare bene, è fondamentale lavorare insieme, con decisioni collegiali e una struttura orizzontale. Insomma, più teste sono meglio di una, quando c’è da prendere decisioni!».

E alla domanda su come vive questo salto da sogno a impresa, Marta non esita: «lo vivo con entusiasmo e con un certo ottimismo. Certo, c’è anche un pizzico di paura, per la responsabilità che ci assumiamo, ma responsabilità è una bella parola, se significa prendere in mano le cose e cambiarle o, addirittura, migliorarle».

Imprenditori di un risparmio che salva il portafoglio e l’ambiente, in nome di quello stile di vita e di consumo sostenibile che, da tema di dibattito, può diventare pratica quotidiana di imprese e cittadini, come sottolinea Daniele Lanini, referente di Unicoop Firenze di supporto all’avvio della piattaforma: «la merce ha un valore, sempre, anche a fine ciclo: su questo presupposto Unicoop Firenze ha da tempo attivato iniziative come il “Buon Fine”, con cui dona prodotti invenduti alle associazioni del territorio o il “Mangiami subito”, con la vendita di prodotti in scadenza a prezzi ridotti. Ma in un contesto economico e ambientale così difficile, quello che facciamo nei nostri punti vendita non basta: occorre stimolare la sensibilità di tutti su un tema fondamentale per la comunità e per il pianeta, perché le buone pratiche diventino patrimonio di tutti».

Per registrarsi e fare acquisti sulla piattaforma: www.senza-spreco.it

Info: info@senza-spreco.itt - Pagine Facebook: SenzaSpreco e Le mele di Newton

Secondo un’indagine Wwf realizzata nel 2014 da GfkEurisko, ogni anno in media una famiglia italiana butta 49 kg di cibo. Complessivamente vengono sprecati 1,19 milioni di tonnellate di alimenti, pari a un valore di 7,65 miliardi di euro (316 euro per famiglia).

Globalmente il diretto costo economico dello spreco di prodotti agricoli viene valutato sui 750 miliardi di dollari, una cifra pari al Pil della Svizzera. A causa dello spreco alimentare ogni anno vengono immesse nell’atmosfera 3,3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica mentre l’acqua “buttata” con il cibo sprecato è pari a 250 km cubi (tre volte il volume del lago di Ginevra). Il cibo prodotto e sprecato occupa quasi 1,4 miliardi di ettari di terra, circa il 30% della superficie utilizzata per l’agricoltura a livello mondiale.