Ristrutturato il museo dedicato al genio di Vinci e alle sue invenzioni

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Ottobre 2010    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.


Strano il destino postumo di Leonardo da Vinci. Tanto riverito e osannato quando era in vita - dai Medici a Firenze, dai papi a Roma, dagli Sforza a Milano, da re Francesco I in Francia - alla sua morte, avvenuta ad Amboise nel 1519, viene avvolto in una sorta di oblio che si squarcerà solo tre secoli più tardi, quando sarà in atto una completa rivalutazione del Rinascimento italiano. Eppure Giorgio Vasari, quando tratteggia, alla metà del Cinquecento, la vita del genio di Vinci, usa frasi iperboliche e parole roboanti nei confronti dell'uomo e delle sue opere: "...era la grazia più che infinita in qualunque sua azione..." oppure "...e tanta sì fatta poi la virtù, che dovunque l'animo volse nelle cose difficili, con facilità le rese assolute".

Alla sua morte nessuno si mostrò davvero interessato a raccogliere e conservare quella incalcolabile eredità artistica e scientifica costituita da migliaia e migliaia di fogli, scritti e disegnati, nei quali quotidianamente annotava ogni suo pensiero, ogni sua riflessione, ogni sua scoperta. Il Trattato di idraulica fu pubblicato solo nel 1828, ancorché incompleto; i suoi studi di anatomia, del moto e delle percussioni, le ricerche di meccanica, di ottica, di geologia, sul volo degli uccelli e tante altre opere fondamentali, vennero dimenticate o, nella migliore delle ipotesi, rovistate da mani inesperte, divise, spostate, disperse...

Del resto la stessa Vinci, la cittadina che si adagia sulle prime propaggini del Montalbano, e che gli dette i natali in un giorno d'aprile del 1452, lo ha quasi del tutto ignorato per oltre quattro secoli. Risale al 1928 l'inaugurazione della prima Biblioteca dedicata a raccogliere - in copia - tutti i manoscritti editi a lui attribuiti. Recentemente la Biblioteca si è arricchita di monografie in varie lingue, di foto, di diapositive, videocassette e CD-Rom che costituiscono importanti fonti per studi e ricerche.

 

La rocca dei conti Guidi

Il primo museo dedicato alle opere scientifiche di Leonardo fu aperto nel 1953 e tuttora occupa quasi per intero gli ambienti della rocca dei Conti Guidi. Nelle sale che si aprono sui tre piani del castello sono esposti circa sessanta modelli di macchine inventate da quell'uomo così perspicace e poliedrico.

La novità è che ogni modello è attualmente corredato da supporti interattivi che fanno meglio capire la complessità e genialità di quelle creazioni. I modelli esposti spaziano da riproduzioni di macchine militari ad attrezzature per lavori nei cantieri, da strumenti per uso scientifico a macchine per muoversi nell'acqua, nell'aria e sulla terra.

Fra le novità espositive si inseriscono la "sfera volante", ovvero il volo sognato, e l'apparecchio ad ala a delta, ovvero il "volo tentato". Una delle acquisizioni più recenti del museo è un tavolo che si anima al semplice contatto di un dito e consente di consultare documenti digitali a quattro utenti contemporaneamente. Sono disponibili anche le nuove guide audio-video che permettono ad ogni fruitore di essere informato su quello che ha davanti agli occhi durante il percorso della visita.

 

La terrazza sulla torre

Ma forse la novità di maggior rilievo, nel panorama della recente ristrutturazione che ha coinvolto l'amministrazione comunale con il contributo finanziario anche di Regione ed Ente Cassa, è la riapertura, dopo quaranta anni, della terrazza sulla sommità della torre.

Da lassù si gode un panorama a 360 gradi che spazia su uno dei più caratteristici scorci della campagna toscana. E la quasi totale (e miracolosa) assenza di edifici moderni di dimensioni esagerate fa pensare che il paesaggio che ammiriamo oggi sia pressoché uguale a quello che certo avrà contemplato Leonardo nella sua infanzia e che poi ha riportato spesso come sfondo di tanti suoi immortali dipinti.

Info: ufficio turistico tel. 0571568012, www.museoleonardiano.it

 


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