Vigneti come oasi ecologiche e di ripopolamento

Poggio al Casone Coltivazioni bio

Un’infanzia trascorsa in vigna e una passione irrinunciabile per i colori e i profumi della terra: da questa miscela è nata una storia d’impresa i cui protagonisti sono Giorgio Castellani e i suoi vigneti di famiglia di Poggio al Casone (Pisa).

Cresciuto fra i vigneti e da sempre nel settore del vino, Giorgio ha deciso di seguire una nuova strada nella viticoltura quando ha scoperto che sarebbe diventato padre e ha sentito tutta la responsabilità per il futuro dei propri figli. «L’amore e il rispetto che dobbiamo ai nostri figli è lo stesso che dobbiamo alla natura che ci circonda», spiega Castellani, che ha scelto di convertire tutti i vigneti di famiglia alla coltivazione biologica.

«Il percorso è stato in salita – racconta Castellani –, perché 17 anni fa ancora non c’era molto interesse intorno al biologico né da parte del consumatore né da parte della grande distribuzione».

Grazie all’impiego di metodi naturali, i suoi vigneti sono oggi un’oasi di protezione e ripopolamento per le lepri, che corrono tra i filari e sono diventate ormai il simbolo della sua azienda. Per la protezione degli stessi animali, il loro numero viene tenuto sotto controllo con una battuta di “cattura” che si tiene una volta l’anno, in modo incruento con le reti e con l’aiuto dei cacciatori e dei loro cani. Le lepri catturate vengono controllate dai veterinari e quindi rilasciate al di fuori dei vigneti.

Da qui il particolare nome di questo vino, La Cattura, che nasce proprio per celebrare questo evento e ricordare a tutti che si può e si deve vivere in armonia con il territorio e con la natura.


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