Di grande effetto ornamentale, è una pianta rustica dai buoni frutti

Scritto da Càrola Ciotti |    Novembre 2012    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

La pianta del melograno è largamente diffusa in orti e giardini, sia per l'effetto ornamentale che per la facilità di coltivazione. È infatti una pianta rustica del genere Punica, il cui nome scientifico è Punica granatum, dal latino punicus che significa "di Cartagine" (i romani, infatti, lo conobbero grazie ai cartaginesi). Ne esistono molte varietà, tra cui una specie nana (P. granatum nana), caratterizzata da dimensioni molto ridotte rispetto all'albero tradizionale che, invece, può crescere fino a tre, quattro metri di altezza.

La coltivazione non pone grandi difficoltà, poiché si adatta a qualsiasi tipo di terreno, purché ben drenato, fertile, meglio se leggermente calcareo; la messa a dimora si può effettuare in autunno o alla fine dell'inverno.

È una pianta arbustiva o arborea caratterizzata da un fusto piuttosto contorto e da foglie ovali o allungate di colore rossastro o verde scuro, a seconda della stagione. Predilige posizioni soleggiate e, per le sue esigenze idriche, si accontenta delle piogge; ma nei periodi siccitosi è preferibile irrigarla periodicamente; una concimazione con stallatico alla fine dell'inverno garantirà il nutrimento necessario. Non teme particolarmente il gelo - se non per periodi prolungati - ma, se esposto a nord, è bene collocarlo a ridosso di un muro che lo ripari dai venti freddi.

Il melograno comincia a fruttificare dopo tre-quattro anni dall'impianto e ha una vita media di trenta anni, durante i quali produrrà moltissimi frutti. A partire dal quarto anno si consigliano interventi di potatura (da eseguire nei mesi freddi) a distanza di due-tre anni; si devono eliminare i polloni cresciuti alla base del tronco e ridurre i rami secondari, lasciando che l'aria circoli all'interno della pianta.

Il melograno fiorisce all'inizio dell'estate e si veste di grandi corolle tubolari rosso vermiglio - in alcune varietà anche rosati o bianchi - mentre i frutti, contenenti i caratteristici grani rosso rubino, (detti arilli) maturano in autunno. Per cogliere la melagrana si deve usare una forbice da potature e tagliare il peduncolo proprio vicino al frutto; è necessario attendere che i frutti diventino di un bel giallo-rosso: questo è il segnale che sono ben maturi.

 

Quello nano

Il melograno nano, invece, si adatta bene anche alla vita in un vaso: è quindi possibile la coltivazione sul terrazzo e, volendo, anche in interno, in locali molto luminosi e arieggiati. Il vaso adatto deve essere più largo che profondo dato che le radici tendono a espandersi in orizzontale; bisogna collocarlo su un sostegno che lo rialzi dal sottovaso per ben favorire il drenaggio. Il terreno deve essere di buona qualità (meglio se con aggiunta di sabbia), ben concimato; le annaffiature necessarie, per mantenerlo in salute, saranno piuttosto frequenti in primavera-estate.

La specie nana è caratterizzata da dimensioni molto contenute, produce frutti non commestibili (sono acidi, privi di dolcezza e astringenti) e di taglia ridotta, ma comunque molto decorativi; anche i fiori sono piccoli, generalmente rossi.

 

Chicchi vermigli

I frutti del melograno sono bacche globose, dette balauste, con la buccia molto coriacea e la polpa suddivisa in loculi, contenenti i semi dolci e succosi. Sono ricchi di molti agenti anti-ossidanti (in quantità paragonabile solo a quella del tè verde) che agiscono in modo assai benefico sul nostro organismo: consumarne con regolarità, durante l'autunno, garantisce un naturale apporto di sali minerali in abbondanza, tra cui ferro, potassio, calcio, fosforo, vitamine, acidi organici e zuccheri.

Il succo di melagrana, dal sapore gradevole, si può consumare durante tutto l'anno e ha le medesime benefiche proprietà del frutto fresco. I flavonoidi di cui è ricco, proteggono il cuore e le arterie, rallentando i processi alla base dell'arteriosclerosi e di altre malattie cardiovascolari. Recenti studi hanno anche ipotizzato che il succo di melagrana possa aiutare le donne a combattere alcuni disturbi tipici della menopausa, come depressione e fragilità ossea.

Innumerevoli gli usi culinari di questo frutto così originale: base per la preparazione di marmellate e gelatine, è apprezzato anche in ricette di carne, insalate, dolci e molti aperitivi.

 

Bellezza

Il melograno è utilizzato anche in cosmesi naturale per la produzione di creme per il viso e il corpo, dalle proprietà cosiddette anti-age e rimineralizzanti

 

Un ringraziamento a Garden Malquori di Poggibonsi

Fotografie di Federico Magonio

 


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