Scritto da Rossana De Caro |    Maggio 2007    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Teneri e delicati, gli asparagi (Asparagus officinalis) sono una vera prelibatezza fra gli ortaggi primaverili. Forse originari della Mesopotamia, appartengono alla famiglia delle Liliacee, la stessa dei gigli. Sono costituiti da un fusto lungo e hanno una consistenza carnosa. La parte commestibile è la cima, i turioni, che quando spuntano dal terreno hanno un colore leggermente violaceo che si tramuta poi in verde con la luce del sole.
Vanno colti rapidamente appena nati, quando sono ancora teneri; la raccolta inizia verso la fine di marzo e culmina a maggio e giugno.

Nell'antichità l'asparago era coltivato in Egitto e in Grecia, dove era rinomato per le sue presunte doti afrodisiache. In Europa fu portato dai romani che lo consideravano un cibo privilegiato e lo apprezzavano per le sue qualità officinali, ma la sua coltivazione risale al XV secolo.
Inizialmente si conosceva solo l'asparago verde, ma all'incirca nel 1500 si è scoperto anche quello bianco. Alcuni aspetti della coltura dell'asparago sono rimasti gli stessi da allora, mentre sono mutati i materiali e i metodi di coltivazione impiegati.

In Italia l'asparago è coltivato soprattutto in Piemonte, Liguria, Veneto (dove prevale quello bianco), Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania. Può essere coltivato sia nei campi che in serra (asparagiaie). In campagna si trovano quelli piccoli selvatici, molto saporiti, ideali da gustare in frittate o per preparare risotti. Quelli grossi, ottimi lessati, vengono in genere venduti a mazzetti.
La freschezza si denota dalle punte ben chiuse e sode. Una volta acquistati devono essere conservati in frigo, dove si mantengono per pochi giorni.

Gli asparagi hanno molte proprietà: sono depurativi e diuretici, ricchi di acido aspartico (sconsigliati per chi ha problemi renali o alle vie urinarie) che conferisce un odore particolare all'urina dopo il consumo. Riducendo i liquidi, gli asparagi sono anche un buon mezzo naturale contro la cellulite nei tessuti. Hanno un buon contenuto di vitamina C e sali minerali (potassio, fosforo e calcio), possiedono poche calorie e sono quindi adatti nelle diete dimagranti o ipocaloriche. Una curiosità: gli asparagi sono considerati da sempre un cibo "nobile", molto amato da aristocratici e teste coronate. In Francia Luigi XVI ne andava matto e pretendeva che fossero sempre presenti alla sua mensa.

Prima del consumo lavateli molto accuratamente per togliere ogni residuo di terra. Per lessarli immergeteli in acqua bollente, possibilmente in una pentola alta e piuttosto stretta, con le punte leggermente fuori dal liquido, per circa 10 minuti.



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