Il ventre etrusco 2
Nei cunicoli che dal cuore del centro storico si snodano a decine di metri sotto le vie cittadine, è stato inaugurato a Chiusi il Museo della Città con una prima sezione dedicata all'epigrafia: sono oltre 300 urne etrusche e 200 tegole con epigrafi. A rendere più suggestivo l'itinerario, a 28 metri sotto il manto stradale si trovano anche due laghetti. L'intero percorso si articola in circa 140 cunicoli, fino alla località di Fontebranda, che ha nell'impatto con le due cisterne colme d'acqua, una etrusca e l'altra medievale, uno dei momenti più emozionanti.

Il ventre etrusco 1
Per la prima volta in Italia
un'intera sezione museale è dedicata all'epigrafia etrusca, in gran parte di età romana repubblicana (fine III-I sec. a.C.). Un altro primato è quello delle tegole iscritte, tipiche chiusine, che coprivano le tombe e che ci tramandano un repertorio di 500 iscrizioni da cui si ricavano informazioni sulla società dell'epoca: «Emerge uno spaccato dei gruppi familiari, dei legami parentali, delle genealogie, che consente di assistere all'evoluzione e all'ascesa di singoli personaggi», sottolinea Enrico Benelli, curatore scientifico della sezione.
Gli ipogei, che nell'antichità facevano parte del sistema di approvvigionamento idrico, sono stati riscoperti dalle associazioni di volontariato, in primo luogo dal Gruppo archeologico Città di Chiusi. In superficie il borgo, posto su un poggio di tufo, conserva il fascino dell'antica Chamars, la più potente fra le città della lega etrusca e poi importante centro romano. Splendide le necropoli di Poggio Renzo e Fonte all'Aia con le tombe monumentali (tra le più famose quelle della Scimmia, del Colle e della Pellegrina), dalle sontuose decorazioni dipinte.

(Da Archeologia Viva, numero di marzo/aprile 2007)
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