A Lucca una cooperativa tutta al femminile che realizza bigiotteria con materiali di scarto

Scritto da Rossana De Caro |    Febbraio 2011    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.



Sono bellissimi, colorati, originali e tutti pezzi unici
. Stiamo parlando dei gioielli di bigiotteria e accessori, realizzati da Belle di niente di Lucca, una cooperativa formata da 11 donne svantaggiate (10 socie e un soggetto giuridico, la Caritas), di diversa nazionalità, che si dedica alla creazione di bigiotteria e accessori utilizzando materiali poveri, di scarto e di riciclo destinati altrimenti a finire nell'immondizia. Bijoux e accessori, orecchini, braccialetti, anelli, sciarpe, mantelle, borse, sono realizzati in filo di cotone, di lana, di metallo, plastica, stoffa. Oggetti tutti fatti a mano, estremamente creativi e artistici. Le autrici, sono donne, dai 25 ai 50 anni, con culture ed esperienze diverse che faticavano a reintrodursi nel mondo del lavoro, magari con una storia difficile alle spalle. Andreina, Alessandra, Elena, Maria Pia, Marina, Marilene, Micaela, Monica, Patricia, Sara, questi i loro nomi, dopo aver passato la selezione, hanno fatto un corso di formazione, frutto di un progetto promosso da Caritas, diocesi di Lucca, in partnership col Consorzio So. & Co. e con il finanziamento europeo di Esprit tre.
«Il progetto riguardava il reinserimento lavorativo - afferma Donatella Turri, direttrice Caritas diocesana di Lucca -; si è posta l'attenzione alle persone fragili, esposte al rischio di marginalità, in particolare a donne con percorsi di vita complessi, immigrate, o con il bisogno di motivarsi. Dall'altra parte c'era l'esigenza di portare avanti i temi della sostenibilità ambientale, del riciclo, con gli scarti visti come risorsa, basandosi in particolare sulle lavorazioni industriali del tessile, del cartario e della plastica. È stata una bella sorpresa trovare persone forti e determinate, autonome con capacità organizzative oltre che creative».

Il rifiuto come oggetto prezioso
Con 200 ore d'insegnamento, queste donne sono diventate delle vere maestre che lavorano con abilità vari materiali. Oppure "rivitalizzano" vecchi articoli di bigiotteria, smontandoli e ricostruendoli con un design più accattivante, magari impreziosendoli con fili d'argento.
La loro prima collezione (inverno 2010), variopinta e ricca di modelli, porta il nome suggestivo di "Emozioni dal niente": "prendere una bottiglia, ma non vederla come una bottiglia, e ricavarci una collana", è questo il concetto di base espresso dalla più giovane della cooperativa, Alessandra. Ma non solo. Le allieve hanno anche imparato a fare le imprenditrici, attraverso nozioni d'economia, sicurezza sul lavoro, auto-imprenditorialità. Insomma un vero e proprio trampolino di lancio nel mondo del lavoro, con l'apertura, lo scorso novembre, di un negozio laboratorio nel centro di Lucca, a Porta Garibaldi. La coronazione di un sogno e di un percorso iniziato un anno prima. «Un'emozione forte è quella di creare e insieme di credere in ciò che facciamo, una sfida commerciale e un rapporto umano fantastico: la rete di solidarietà che si è creata fra di noi, questo è l'elemento vincente», ci dice Alessandra, entusiasta di questa esperienza lavorativa e umana fra donne.

 

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