Il 14 luglio, a Capoliveri, rivive la tragedia di Maria. La rievocazione su una delle spiagge più belle dell'isola

Scritto da Giulia Caruso |    Luglio 2007    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

Il tuffo dell'innamorata 2
Le fiaccole crepitano nella calda notte di luglio, illuminando a giorno tutta la spiaggia. Lassù, dall'alto di uno scoglio, tra il rullare dei tamburi, una giovane donna si lascia cadere in mare, lieve, immateriale come una visione. Così come fece Maria, cinque secoli fa, buttandosi nel mare di Capoliveri, davanti alle fiere scogliere dell'Elba, per raggiungere il suo Lorenzo, straziato dalla ferocia dei pirati saraceni. Accadde cinque secoli fa, ma questo estremo gesto d'amore non è mai stato dimenticato.
Capoliveri lo ricorda con toccante partecipazione in uno spettacolo che ogni anno, il 14 luglio, tinge di suggestive emozioni il pittoresco paese elbano. Tutto ebbe inizio nell'anno 1534, quando l'isola d'Elba era sconvolta dalle scorrerie dei predoni del terribile capo saraceno Khayr al-Din, detto Ariadeno il Barbarossa. Lorenzo e Maria, due giovani di Capoliveri, si amavano teneramente ma la loro relazione era ostacolata dalla famiglia di Lorenzo a causa delle umili origini di Maria. Per incontrarsi, i due innamorati avevano scelto una delle spiagge più belle, quella che oggi è conosciuta come "Spiaggia dell'Innamorata".

Il tuffo dell'innamorata 4
La ciarpa
Un afoso pomeriggio di luglio i due giovani, come al solito, si erano dati appuntamento sulla spiaggia. Lorenzo arrivò in anticipo, disgraziatamente proprio nel momento in cui i pirati sbarcarono sull'arenile. Maria, sopraggiunta qualche istante dopo, dall'alto degli scogli assistette allo scontro tra il giovane e i predoni, che lo trascinarono prigioniero a bordo e si allontanarono al largo con la nave. Impietrita sullo scoglio, Maria con gli occhi offuscati dalle lacrime vide buttare in acqua un corpo colpito a morte. La fanciulla non ebbe dubbi, si trattava del suo Lorenzo. In preda alla disperazione si gettò in mezzo alle onde. I pescatori del villaggio qualche giorno dopo riportarono a riva lo scialle della ragazza rimasto impigliato sullo scoglio, che da allora fu chiamato "della ciarpa", che in dialetto vuol dire scialle.
Cento anni più tardi, Domingo Cardenas nobile spagnolo, diseredato dal padre e costretto all'esilio, si era stabilito nella terra dell'Innamorata. Dotato di indole romantica e di fervida immaginazione, Domingo amava ascoltare le storie narrate dai pescatori del luogo. Soprattutto era particolarmente affascinato dalla tragica vicenda di Lorenzo e Maria.

Il tuffo dell'innamorata 3
Don Domingo
Una sera di luglio, proprio sulla spiaggia che tanti anni prima era stata teatro della disperazione e del suicidio della giovane donna, Cardenas vide un'ombra che leggiadra e soave si stagliava contro l'orizzonte, illuminata da una miriade di luci. In mente gli tornarono i racconti dei pescatori e non ebbe alcun dubbio: si trattava di Maria. Sconvolto per la visione, Domingo promise a se stesso che, negli anni a venire, per permettere alla fanciulla di ritrovare il suo amato, avrebbe acceso mille torce illuminando a giorno la spiaggia che da allora fu ribattezzata la "Spiaggia dell'Innamorata". Inoltre, per assicurare la continuità alla festa in memoria di Maria e Lorenzo, decise di apporre al suo testamento una clausola, da tramandare di padre in figlio, con la quale i suoi discendenti avrebbero mantenuto in vita la storia dell'Innamorata.

Il tuffo dell'innamorata 1
La fiaccolata
Nel 1985 la tradizione è passata nelle mani del Comitato rievocazione storica, che ogni 14 luglio rinnova la promessa fatta da Domingo Cardenas.
Quella sera la spiaggia risplende di mille torce ed un corteo di nobili e popolani sfila per terra e per mare alla ricerca dei due giovani amanti. L'antica rievocazione della fiaccolata dell'Innamorata si conclude con la "Disfida della ciarpa". Un corteoin costume percorre a piedi le vie del borgo: musici, tamburini, soldati, un gruppo di nobili guidato da don Domingo e dalla moglie Isabell Martorell e gli equipaggi delle barche dei quattro rioni di Capoliveri: La Fortezza, Il Baluardo, Il Fosso e La Torre. Ogni equipaggio è guidato da un vecchio pescatore detto capo rione. La Fortezza porta la fusciacca blu, il Baluardo quella rossa, il Fosso quella verde, la Torre quella gialla. Dal Bivio di Capoliveri gli equipaggi si trasferiscono sulla spiaggia di Morcone, dove si preparano per la disfida. Il resto del corteo prosegue per l'Innamorata alla ricerca dei due giovani amanti.

La nuova Maria
Un razzo verde segnala alle barche l'approssimarsi della partenza che avverrà quando il razzo rosso illuminerà il cielo. Le imbarcazioni attraversano i golfi di Morcone e Pareti per giungere all'Innamorata, davanti allo scoglio della Ciarpa, dove i timonieri si gettano in acqua per prendere lo scialle che Maria, buttandosi, ha lasciato impigliato nella scogliera.
Nel frattempo, don Domingo Cardenas e la sua consorte Isabel Martorell, insieme ai pescatori e alle fanciulle scelte dai quattro rioni, attendono il vincitore che, dopo aver percorso a nuoto il tratto di mare che lo separa dalla spiaggia, porge la ciarpa al pescatore anziano del proprio rione, il quale la consegna nelle mani di don Cardenas che cinge con lo scialle le spalle della ragazza scelta dai vincitori, proclamando così la Maria dell'anno successivo. Sarà lei a conservare lo scialle e, come vuole la tradizione, a rivivere l'anno seguente la triste storia della bella fanciulla morta per amore.

Info: www.capoliveri.it

Capoliveri, un tempo borgo di minatori, è oggi una delle mete privilegiate del turismo elbano. Dal paese, che si trova in collina al centro di una verde penisola, si possono ammirare panorami stupendi: lo sguardo spazia dall'isola di Montecristo a Pianosa, arrivando alla Corsica. Tante - e belle - le spiagge nei dintorni: Pareti e Lacona, solo per citarne due tra quelle attrezzate, e numerose calette solitarie, dalle acque cristalline.