Una scuola materna si sosterrà con i proventi del panificio

Scritto da Olivia Bongianni |    Dicembre 2016    |    Pag. 5

Laureata in scienze della comunicazione con una tesi su "Il cuore si scioglie", è giornalista professionista.

Si è occupata di organizzazione di eventi e ha collaborato con alcuni uffici stampa. Ha scritto articoli per l'Unità.

Collabora con un'agenzia di comunicazione e ha scritto per la rivista "aut&aut" su tematiche relative all'innovazione nella Pubblica amministrazione.

È appassionata di lettura, cinema, calcio.

koupela Burkina Faso

Giornata di festa lo scorso 25 ottobre a Koupela, in Burkina Faso, per l’inaugurazione del nuovo panificio realizzato grazie all’impegno di Movimento Shalom, Unicoop Firenze, Fondazione Il Cuore si scioglie e Comunità di San Patrignano. Si tratta della terza boulangerie, dopo quelle avviate negli anni passati a Loumbila e Fada N’Gourma, che per l’apertura ha sfornato Pane Shalom e crostini con pomodoro e cipolla, in un’atmosfera di amicizia e solidarietà e con la partecipazione degli abitanti della cittadina (moltissimi i bambini) e delle autorità civili e religiose locali.


A dare il la alla nuova struttura, adiacente a una scuola materna, che si sosterrà con i proventi del panificio e sarà frequentata dai bambini di Koupela e dei villaggi limitrofi, sono arrivati dall’Italia Stefania Panella e Francesco Guasti, consiglieri della Fondazione Il Cuore si scioglie, e Lia Vasarri, consigliere di Sorveglianza di Unicoop Firenze.

Nutrita anche la delegazione composta dai rappresentanti del Movimento Shalom, con don Andrea e don Luca; insieme a loro il vescovo di San Miniato don Andrea Migliavacca e Massimo Toschi, consigliere del presidente della Regione Toscana per la cooperazione internazionale e i diritti delle persone disabili.

«Andare in Burkina per l’inaugurazione di questo terzo panificio è stato per noi motivo di grande orgoglio – afferma Stefania Panella –. Durante la nostra permanenza abbiamo avuto occasione di visitare anche gli altri due panifici aperti negli anni passati a Loumbila e Fada N’Gourma. È bello constatare da vicino che non sono "cattedrali nel deserto" o un tampone per un’emergenza, ma progetti di sviluppo reali, che hanno messo radici e continuano nel tempo in maniera stabile. Mettendo a disposizione il nostro contributo, in termini economici e di competenza professionale, diamo a queste persone la possibilità di trovare una loro strada imprenditoriale per sostenersi».


I forni per il pane di Unicoop Firenze «hanno creato un’opportunità concreta di lavoro – aggiunge Lia Vasarri – e permettono di produrre un elemento basilare per l’alimentazione, in una realtà come quella del Burkina Faso, in cui si entra in contatto con una povertà tangibile; ma allo stesso tempo la popolazione ci trasmette un esempio di grandissima dignità e umanità».

Il viaggio nel Paese africano ha portato a confrontarsi con luoghi, contesti e logiche molto distanti dall’abituale quotidianità, in cui quello che prima pareva scontato, da un momento all’altro non lo è più: «bisogna riuscire a non sprecare una briciola del nostro pane e della nostra acqua – commenta Francesco Guasti –: è l’insegnamento da trasmettere ai nostri figli. Questo viaggio ti lascia un segno indelebile, come l’inizio di un tatuaggio da portare a compimento».

Già a partire dai giorni precedenti all’apertura del panificio, alcuni dipendenti di Unicoop Firenze (Sara Cerboneschi, Enrica Romani, Gabriella Bocci, Valentino Sabatino e Davide Santoriello, dei punti vendita di Gavinana, Ponte a Greve, Le Piagge, Sesto Fiorentino e Pistoia), sono giunti in Africa per completare le ultime attività di formazione e accompagnare nell’allestimento e nell’avvio dei lavori del forno-pizzeria Hasmadou e Ferdinand, i due giovani burkinabè che nella scorsa primavera hanno imparato con impegno e passione a fare il pane nel laboratorio di panificazione della Comunità di San Patrignano.

Per tutti - molti al primo viaggio in Burkina Faso - si è trattato di un’esperienza molto sentita, bella e dura allo stesso tempo: da un lato la povertà che si tocca con mano e l’impatto con un diverso modo di vivere, dall’altro una grande opportunità di impegno e arricchimento sul piano personale.

Per leggere le testimonianze della delegazione della Fondazione Il Cuore si scioglie e di Unicoop Firenze in Burkina Faso vai sul sito www.ilcuoresiscioglie.it

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