Compie un anno la banca del tempo

Il tempo ritrovato
Si offre una lettura di fiabe in cambio di una lezione di bridge; un nonno in prestito o... una spalla per piangere contro piccoli lavoretti di idraulica. Ma il mitico e superpagato idraulico in questione non s'illuda. La banca del tempo è un luogo un po' a sé. Dove il denaro non conta e l'ora del grande primario vale quanto quella del nonno. Dopo un anno di attività la banca del tempo "La danza delle ore", promossa dalla sezione soci Coop Rifredi-Ponte di Mezzo, comincia a fare i primi bilanci. Circa 50 iscritti, con domande in rapida crescita; 200 scambi effettuati per un monte ore totale di circa 250. L'identikit degli iscritti è abbastanza particolare: sono uomini e donne in egual misura, di età media fra 40 e 50 anni, che svolgono professioni di livello medio alto, talvolta anche con ruoli di responsabilità, con diploma di scuola media superiore o laurea. Tanti gli insegnanti, e poi ci sono i pensionati baby, le casalinghe e così via. In grande misura, dunque, quella generazione di "innovatori" formatasi negli anni '60 e '70, che dalla crisi dei partiti e degli ideali è alla ricerca di nuove forme di aggregazione sociale. Il tipo di scambio più frequente, infatti, non è fatto di cose, di commissioni, piccoli lavoretti o lezioni private. Al contrario è fatto di bisogni di socialità, di compagnia, di benessere. Ma come può accadere che Anna insegni training autogeno a Giuseppe e che quest'ultimo saldi il suo debito aiutando Laura a organizzare il compleanno del figlio? Semplice: "La danza delle ore" funziona come una vera e propria banca.
Con l'apertura di un conto corrente dove si deposita il proprio gruzzolo di disponibilità; un libretto di assegni del valore di un'ora ciascuno e un estratto conto del proprio dare e avere. Il gruppo promotore, costituito da 11 persone, ha frequentato un apposito corso di formazione per apprendere le tecniche di simulazione del funzionamento di una banca. Si fanno continue verifiche periodiche e l'ultimo venerdì del mese si riuniscono tutti gli iscritti per coordinare gli scambi individuali e l'attività. Ma poi c'è soprattutto il gusto di stare insieme, di organizzare cene e feste mascherate.
Ecco alcuni esempi del "borsino" del dare e avere. Per il tempo libero: si chiedono lavori gioiosi, balli latino americani e gite in bici, contro compagnia al cinema e visite ai musei. Per la casa si cercano piccoli aiuti per lavoretti domestici, per confezionare torte e preparare cene. E poi ancora si vuole imparare a ricevere, a conversare su temi spirituali, magari in russo e in tedesco; in cambio si offre di insegnare solfeggio, informatica e perfino a navigare su Internet. La lista potrebbe continuare a lungo, perché sono decine e decine i "titoli" offerti nella borsa de "La danza delle ore". La banca del tempo è abbastanza diffusa in Europa. In Italia ne sono state censite attualmente circa 120. L'obiettivo è quello di ricreare una rete di relazioni sociali e di solidarietà fra persone che abitano nella stessa zona; di ricostruire un sistema di scambi e una diffusione di conoscenze non mercificate, contribuendo ad alleggerire il lavoro familiare delle donne. Ma per funzionare bene, avvertono gli esperti, è necessario operare in un territorio limitato e con risorse umane altamente motivate. Ed è questo, appunto, che si è sforzata di costruire la sezione soci Coop, che in collaborazione con la Federcasalinghe, lo Spi Cgil e l'Ufficio spazi e tempi della città del Comune di Firenze, ha promosso l'iniziativa. Lo sportello de La danza delle ore è aperto tre volte la settimana (lunedì 10-12, mercoledì 16-18, venerdì 10-12), tel. 055/4221822.

Per saperne di più
"La danza delle ore", tel. 055/4221822 (lunedì 10-12, mercoledì 16-18, venerdì 10-12)