Il filo conduttore della nuova serie "Leggere per non dimenticare"

Il tempo e la memoria
Diceva Seneca che la vita è lunga se la si sa usare. Pensare di avere poco tempo, allora, significa averne perduto molto e se ci sentiamo suoi prigionieri vuol dire che lo abbiamo usato male sprecando una ricchezza che, irragionevolmente, pensiamo illimitata. Il tempo! E la memoria, terribile e affascinante dono senza il quale non esisterebbero né passato né futuro. Non esisterebbero la storia, l'arte e la letteratura, la poesia e la musica, la filosofia e la scienza. La memoria è il riassunto dell'avventura umana, di volta in volta stupenda o terrificante, è il filo d'Arianna che consente alla specie umana di ritrovarsi e di riconoscersi.
"La memoria conta veramente se tiene insieme l'impronta del passato e il progetto del futuro, se permette di fare senza dimenticare quel che si voleva fare, di diventare senza smettere di essere e di essere senza smettere di diventare". Italo Calvino ci dà una definizione esemplare della memoria e una risposta plausibile all'angoscia dell'esistenza, che porta Giuliano Toraldo di Francia ad una amara riflessione sull'esperienza umana, racchiusa "in un brevissimo lasso di tempo universale come in un carcere".
Il tempo sarà il filo conduttore del prossimo ciclo di Leggere per non dimenticare, che inizierà l'11 ottobre prossimo nell'abituale sede della Biblioteca comunale centrale di Firenze. Nel nodo del tempo, che lega il passato ad un futuro sempre più veloce, sta il punto d'incontro fra progresso e conservazione, consapevoli che è proprio questa entità a porre dei limiti sia all'uno che all'altra. Scavando nella storia collettiva e individuale racchiusa nelle opere di narrativa o di poesia, nella saggistica storica, sociale o filosofica che verranno presentate, indagheremo su un tempo scientifico ma anche su quello umano scandito dagli anni e dai secoli, un tempo universale il cui rapido scorrere verso una nuova era pone a tutti l'urgenza di problemi spesso drammatici di ordine storico, economico, sociale, antropologico, in una tensione fra passato, presente e futuro di un'acutezza talvolta insopportabile.
Ora che il mondo ha girato l'angolo del millennio chiudendo un secolo che, forse come nessun altro, nel bene e nel male, ha segnato la civiltà umana, si fanno sempre più pressanti gli interrogativi sul tempo e sulle sue categorie di pensiero in molti campi del sapere: dalla storia alle scienze, dalla letteratura alla filosofia. Sta a noi saperlo interpretare per tentare di costruire un futuro accettabile per l'umanità, "consapevoli - scrive Claudio Magris - che il mondo non può essere redento una volta per tutte e che ogni generazione deve spingere, come Sisifo, il suo masso, per evitare che esso le rotoli addosso schiacciandola".
(Anna Benedetti)

Nata a Firenze, laureata in Lettere moderne. Ha lavorato all'Accademia della Crusca dal 1969 al 1995 come redattrice all'opera del Vocabolario. Dal 1989 al 1995 si è occupata della sezione fiorentina dell'Associazione culturale italiana per il ciclo di incontri "I sabati letterari". Successivamente ha ideato e curato il progetto: "Firenze, i luoghi del sapere". Dal 1995 sta curando per I'assessorato alla Cultura del Comune di Firenze il ciclo da lei ideato: "Leggere per non dimenticare", giunto alla VI edizione.

"Leggere per non dimenticare" è un appuntamento settimanale. Si svolge normalmente il mercoledì alle 17.30 presso la Biblioteca comunale centrale di Firenze, via S. Egidio 21, tel. 055 2616512.