A colloquio con Roberta Betti, anima dell’istituzione culturale pratese. La stagione

Scritto da Edi Ferrari |    Dicembre 2016    |    Pag. 28

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Roberta Betti

Roberta Betti

Politeama di Prato

Era il 1914 quando Bruno Banchini, noto atleta pratese di pallone elastico, affidò l’incarico all’ingegner Emilio Andrè di redigere il progetto di un grandioso Politeama, “un teatro che fosse più bello e più grande di quanti ne esistevano” (ed è tuttora, con i suoi 978 posti a sedere, una delle strutture più grandi della Toscana). Passarono 11 anni perché il suo sogno si realizzasse, e nel 1924 Pierluigi Nervi fu incaricato della copertura del teatro. Nervi era all’inizio della sua brillante carriera professionale - parliamo dello stesso ingegnere e architetto che ha progettato, fra l’altro, lo stadio comunale di Firenze e l’aula delle udienze in Vaticano - ed ebbe l’audacia di sperimentare un materiale nuovo: il cemento armato. La copertura apribile del Politeama divenne immediatamente il suo simbolo di riferimento.

Dal Politeama Pratese, inaugurato nel 1925, sono passati grandi cantanti e i più bei nomi della rivista e dell’avanspettacolo; ma il teatro è stato anche contenitore di incontri sportivi e di cinema.

Poi le difficoltà della proprietà, lo spettro della vendita con la trasformazione in supermercato o garage, e l’entrata in scena di Roberta Betti: imprenditrice, ma soprattutto appassionata di teatro e musica, la vera anima della storia del Politeama dagli anni ’80.

«Misi in piedi velocemente un comitato in difesa del teatro, e riuscimmo prima di tutto a bloccare il cambio di destinazione d’uso, che era già in discussione in consiglio comunale. Però era difficile trovare un acquirente privato. Così ci venne in mente di creare una Spa, ma con una compartecipazione di pubblico e privato. Bisognava vendere tante azioni e creare una base di soci. Ogni azione costava 1000 lire». E qui il ricordo si fa commosso: «un pensionato mi scrisse ringraziandomi, perché stavo salvando il teatro, proprio quello dove lui e sua moglie si erano conosciuti. “Le compro sette azioni. Lei si chiederà: perché non cinque o dieci? Perché cinque mi sembravano poche, e dieci non le posso comprare perché domani devo acquistare il pane e il latte”. Sono cose che mi sono rimaste in mente. E poi il Comune ci è venuto incontro, ma soprattutto i pratesi hanno risposto in massa».

E ancora i viaggi a Roma, alla Consob, che doveva autorizzare l’operazione, per sentirsi ripetere che c’era sempre qualcosa che non andava, qualcosa che mancava: «alla fine mi presi l’impegno di acquistare le azioni che sarebbero rimaste invendute nella sottoscrizione pubblica. E sennò come si faceva? La banca voleva vendere tutto. Non lo voleva mica affittare o altro».

Per questo si può dire che il Politeama è un teatro che appartiene alla città nel vero senso del termine: «la cosa che mi consola è che non potrà mai essere venduto ad altri, perché bisognerebbe che tutti i sottoscrittori firmassero per la vendita, e non sarà mai possibile».

Battagliera ed appassionata, Roberta Betti - che di Politeama Spa è presidente, e che del Teatro è anche direttore artistico - non si è limitata a rilanciare il teatro, riaperto nel 1999. Ha, fra l’altro, inventato “Arteinscena”, «la prima scuola di musical in Italia; gli altri poi ci hanno copiato. Nel ruolo di sovrintendente c’è Simona Marchini, fra gli insegnanti Franco Miseria. Qui i ragazzi imparano davvero a padroneggiare la scena. Dico sempre che noi abbiamo almeno 30 ragazzi (il numero massimo ammesso dalla scuola) in carriera perché sono preparatissimi. Fra i tanti, posso citare Giovanni Caccamo, salito sul podio di Sanremo nelle ultime due edizioni, prima nella sezione Nuove proposte e l’anno successivo fra i Big».

Le difficoltà non mancano, l’abolizione delle Province ha fatto venir meno il contributo di quella di Prato. Nonostante questo, il Politeama ha messo in piedi un cartellone «musicale e divertente, però di alti contenuti, mai banali»; prevede ad esempio il musical Sister Act (in scena anche suor Cristina, stella di The Voice of Italy), Un’ora di tranquillità diretto e interpretato da Massimo Ghini, l’operetta Al Cavallino bianco («perché bisogna accontentare anche il pubblico più maturo della domenica pomeriggio: a loro piace l’operetta e io gliene do una l’anno»).

 
Suor Cristina in Sister Act


Nonostante i problemi, «ho tanti progetti, ho 86 anni ma non mollo. La passione per la musica e il teatro sono troppo forti. Lo dico sempre ai giovani: fatevi una cultura, perché non siamo mai soli quando abbiamo tali passioni».

Per i soci ingresso in convenzione per gli spettacoli della domenica. Il Teatro Politeama Pratese è in via Garibaldi 33.

Info: tel. 0574603758, www.politeamapratese.com


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