La divulgazione scientifica all’Osservatorio astronomico di Arcetri

Scritto da Francesco Giannoni |    Luglio-Agosto 2016    |    Pag. 8,9

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Veduta panoramica dell’Osservatorio di Arcetri - Foto F. Giannoni

Astronomia

Capire e apprezzare il lavoro degli astronomi grazie alla divulgazione trova un momento ideale nelle “Notti d’estate”, incontri con il grande pubblico organizzati il martedì e il giovedì fino al 28 luglio al Teatro del cielo dell’Osservatorio di Arcetri.

Ne parliamo con Filippo Mannucci, direttore dell’osservatorio. Nelle scorse edizioni il teatro, con i suoi 150 posti, era sempre pieno e animato da serate astronomiche coinvolgenti e ricche di proposte accessibili a tutti (musica, cinema, teatro), da alternare all’osservazione del cielo.

Brevettati i buchi neri

Ultimamente il pubblico ha avuto non pochi spunti di riflessione e attimi di vero entusiasmo: Samantha Cristoforetti, la sonda Rosetta, le onde gravitazionali, l’uomo su Marte in un futuro prossimo; «trovare vita sul pianeta rosso, a livello di microrganismi, ci farebbe cambiare idea sulla vita e sull’universo», nota Mannucci.

Ma non è solo “filosofia”: «a volte le scoperte degli astronomi ricadono, in tempi brevi o lunghi, sulla vita quotidiana. Per esempio, il WiFi, collegamento senza fili per computer e cellulari, viene dall’astronomia. Alcuni scienziati australiani studiavano l’esplosione dei buchi neri. Quando esplodono, emettono onde radio che si trasmettono nell’universo seguendo le stesse regole matematiche delle onde radio emesse da un computer o da un cellulare dentro una stanza dove i muri fanno rimbalzare la radiazione».

Questi scienziati, sviluppando quelle regole, hanno brevettato il WiFi. E ogni volta che compriamo uno smartphone, paghiamo le royalties all’Agenzia australiana per la ricerca scientifica e tecnologica.

Le cupole bianche

Il telescopio di Arcetri - Foto F. Giannoni

A voler esplorare Arcetri, invece, si scopre uno dei più grandi dei 16 istituti dell’Istituto nazionale di astrofisica. Impiega circa 120 persone. Ci sono astronomi e tecnologi.

«I primi osservano il cielo con i telescopi, a terra o su satelliti, scrivendo poi articoli scientifici su riviste internazionali. I secondi costruiscono telescopi, parti di telescopio e tecnologia avanzata, come l’Ottica adattiva. Questa serve per correggere le deformazioni dell’atmosfera che, instabile, disturba la qualità delle immagini. Si misura come la luce di una stella sia alterata dall’atmosfera; tale misurazione determina la deformazione di uno specchio mobile: centinaia di motorini elettrici deformano lo specchio 1000 volte al secondo per applicare una correzione uguale e opposta al disturbo provocato dall’atmosfera». Il risultato: immagini perfette come se l’atmosfera non ci fosse. «Al momento Arcetri è ritenuto il miglior posto al mondo per queste tecnologie».

E magari ci lamentiamo che “a Firenze non c’è niente”. Però una domanda è d’obbligo: perché il cittadino non viene informato?

Prosegue Mannucci: «lavoriamo per applicare l’Ottica adattiva a E-Elt (European extremely large telescope), un telescopio da 39 metri di diametro, il più grande al mondo; progettato dall’European southern observatory, sarà finito nel 2025 sulle Ande cilene».

Le ditte che costruiranno il telescopio e la cupola sono italiane. A maggio è stato annunciato un contratto da 400 milioni di euro, «il più grosso per astronomia da terra mai sottoscritto al mondo».

Il tran tran dell’astronomo

A parte i momenti di esaltazione per una scoperta, qual è la vita quotidiana degli astronomi? In generale devono leggere molto per sapere cosa avviene nel mondo scientifico, e devono prendere dati dai telescopi; «per questo bisogna ‘vincere l’uso’ dei telescopi stessi, strumenti pubblici assegnati su base competitiva: gli astronomi inviano le loro proposte, spiegando cosa vogliono fare, con quali tecniche e di quanto ‘tempo di telescopio’ hanno bisogno». Apposite commissioni internazionali esaminano le domande, stabilendo quali accettare.

Spesso non serve neanche partire: gli astronomi dell’osservatorio contattato raccolgono i dati sollecitati e li inviano ai richiedenti (meno eroico di un tempo, ma comodissimo); questi li studiano, confrontano i risultati ottenuti con quelli di altri colleghi e ne scrivono. Da qui il progresso.

www.nottidestate.amicidiarcetri.it

L’intervistato

Filippo Mannucci, direttore dell’Osservatorio di Arcetri

Fisica e poesia

L’esplosione di una supernova produce elementi chimici che disperdendosi si ritrovano anche nel nostro corpo; «se non fossero esplose, noi non ci saremmo. Quindi siamo fatti di stelle». Poetico e sorprendente

Osservatorio di Arcetri

Notti sotto le stelle

A luglio, al Teatro del cielo, ecco la divulgazione scientifica. Il 14, “Blind injections”: G. Raffaelli spiega Ego/Virgo, per lo studio delle onde gravitazionali. Il 19, “Alma: alla ricerca delle nostre origini cosmiche”, 
con L. Testi; uno strumento da poco in funzione in Cile fa conoscere le regioni di formazione dei sistemi planetari simili al nostro, su pianeti e corpi minori del sistema solare e sulle molecole presenti nell’Universo. Il 21, “Usa la forza, Loop”: R. Briguglio, L. Busoni e A. Riccardi e la
 luce che arriva sulla terra dopo miliardi di anni; negli ultimi 40 milionesimi di secondo prima di arrivare all’astronomo, l’atmosfera terrestre la sgualcisce irrimediabilmente. Arcetri risolve il problema.

e prenotazioni (obbligatorie): http://nottidestate.amicidiarcetri.it/

La mostra

La grande fisica a Firenze

La nuova sede ad Arcetri dell’Istituto di fisica fu inaugurato nel 1921; vi furono reclutati giovani brillanti che diedero nuovi sviluppi alla fisica in Italia. Uno sviluppo interrotto dalle leggi razziali del 1938 che allontanarono molti scienziati o i loro familiari ebrei. La mostra “La fisica ad Arcetri” illustra questo periodo storico. A ingresso gratuito, è allestita presso l’Archivio storico del Comune di Firenze, palazzo Bastogi (via dell’Oriuolo 35 a Firenze). Gli orari: lunedì e venerdì 9.30/12.30, martedì, mercoledì e giovedì anche 14/17.

0552616527, www.ilcolledigalileo.unifi.it/mostra/

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