Scritto da Stefano Giraldi |    Febbraio 2007    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Il ruggito di Firenze
Gli animali sono parte integrante della nostra vita,
non solo per la piacevole compagnia e amicizia che ci dimostrano, ma anche perché molti di essi rappresentano quelle virtù che noi abbiamo o vorremmo avere: la fierezza, il coraggio, la forza, l'autorità, il senso della libertà, insomma, tutte quelle qualità che purtroppo a molti di noi mancano.

Se diamo un'occhiata più attenta agli stemmi dei Comuni della nostra regione e delle altre città italiane, noteremo che almeno un quarto di essi è composto da animali, che appunto vogliono rappresentare le menzionate qualità. Uno dei più famosi è il leone di Firenze, chiamato "il Marzocco", che regge con le zampe il Giglio di Firenze, opera marmorea di Donatello, simbolo del popolo fiorentino, della sua fierezza e del suo coraggio.
L'origine del nome è incerta: l'appellativo "marzocco" gli deriva forse da una statua mutilata di Marte, Martocus, che era a guardia del Ponte Vecchio e che la piena dell'Arno del 1333 portò via.

La signoria di Firenze ebbe per tanto tempo anche dei veri leoni, rinchiusi in un serraglio proprio alle spalle di Palazzo Vecchio, nella via detta, appunto, dei Leoni, che va da via della Ninna a Piazza San Firenze. Quando il Vasari iniziò, dietro commissione del Granduca Cosimo I, i lavori di ampliamento del Palazzo della Signoria, i leoni, simbolo vivente del Marzocco, furono "sfrattati" e trasferiti in gabbia nell'attuale segreteria dell'Università in Piazza San Marco. Una specie di preveggenza granducale per quella che sarebbe diventata, secoli dopo, l'Università: una sorta di "gabbia dei leoni"!

Il Marzocco di Donatello è oggi conservato nel museo del Bargello e in copia in piazza della Signoria, davanti a Palazzo Vecchio