Salvare le specie italiane. Instancabili impollinatrici

Scritto da Silvia Amodio |    Marzo 2013    |    Pag. 44

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

In greco antico farfalla si dice “psyche” ed è considerata il simbolo dell’anima. Già questo la dice lunga sul fascino che esercitano questi animali.

La metamorfosi che subisce, passando dallo stadio di bruco a quello di crisalide, per diventare infine una bellissima farfalla che si libra in volo, la rende l’animale simbolico per eccellenza. Dai tempi più remoti e in molte civiltà, questo insetto è stato lo spunto per riflettere sulla spiritualità dell’uomo.

Farfalle libere

Un fascino che non ha lasciato indifferente Maria Catya Caradonna. «Fin da piccola volevo andare in Australia – ci racconta –, e finalmente il sogno si realizza quando nel 2011 decido di prendermi una pausa di tre mesi dalla vita frenetica che stavo facendo da 10 anni in Inghilterra.

Lavoravo tantissimo, prima nel turismo e poi come consulente aziendale. Non ne potevo più, avevo voglia di immergermi nella natura e di ritrovare me stessa. Detto fatto! Inizio a viaggiare in lungo e in largo nella terra dei koala, quando un giorno incontro casualmente una signora che mi parla della Butterfly farm.

Farfalla iphiclides podalirius podalirioChe cosa potrà mai essere? Un posto per le farfalle? Non ne avevo mai sentito parlare… La mia curiosità era evidente, così la signora ha iniziato a spiegarmi bene di cosa si trattava.

Mi racconta che le farfalle sono sempre più rare; per questa ragione, in alcune zone dell’Australia, le specie autoctone, cioè originarie di quel territorio, vengono allevate per poi essere rilasciate per ripopolare l’ambiente. È inoltre diffusa l’usanza di liberare le farfalle per festeggiare gli avvenimenti felici o commemorativi della propria vita».

Scomparse

Molte specie di farfalle sono effettivamente minacciate. Nei paesi tropicali il problema più grave è la sconsiderata distruzione delle foreste, mentre nei nostri climi il territorio è reso inospitale dall’uso eccessivo di pesticidi e di insetticidi in agricoltura e dalla progressiva cementificazione.

Maria catya caradonna«Purtroppo, tante specie scompaiono prima ancora di essere state scoperte e studiate», ci spiegano il dottor Luca Bartolozzi, responsabile della Sezione di zoologia del Museo di storia naturale dell’Università di Firenze, e il suo collaboratore Filippo Fabiano.Bartolozzi, che è un importante entomologo, ha preso parte a moltissime spedizioni per studiare gli insetti.

Ha fatto più di trenta viaggi in Africa, e molti altri in Asia e in Sudamerica. Ci racconta che «nelle foreste pluviali equatoriali si trova la maggior varietà di animali in termini di biodiversità, tra cui sicuramente anche molte farfalle ancora sconosciute. Le specie note nel mondo sono circa 150.000 fra diurne e notturne, mentre in Italia ne vivono circa 4500».

Il volo

Maria Catya ha subito cercato un posto dove poter vedere il primo “Volo di Farfalle” ed è stato un colpo di fulmine, e forse quel segnale che cercava e che l’aveva spinta a fare quel viaggio. Da quel momento le farfalle sono entrate nella sua vita.

Una volta ritornata in Italia, ha cominciato a riflettere sulla nostra situazione: «un tempo i nostri giardini erano pieni di vita e di colore, le farfalle erano ospiti fissi degli spazi verdi, leggiadre e svolazzanti con l’arrivo della primavera, ma negli ultimi decenni molte specie sono scomparse.

Bruco papilio machaonVolevo anch’io fare qualcosa di concreto, così ho cominciato a informarmi e a girare instancabilmente da nord a sud, incontrando tantissime persone, entomologi scoraggiati e avventurieri senza scrupoli!

Purtroppo molti allevano farfalle esotiche che, se liberate nel nostro territorio, possono creare grandi danni ambientali. Tutti mi sconsigliavano di allevare farfalle, fino a quando ho incontrato una squadra di entomologi di Bologna con i quali abbiamo dato il via a “Complice del Vento”, una serie di iniziative finalizzate al ripopolamento. Con loro nel 2012 sono riuscita ad allevare e reintrodurre in natura oltre 3000 farfalle autoctone. Un’esperienza magica, ma anche un gesto di grande responsabilità.

Pensate che solo il 2% delle uova deposte dalle farfalle in natura riesce a farcela, mentre in allevamento circa l’80% delle uova deposte riescono a diventare adulte… Le farfalle sono i principali impollinatori delle piante e dei fiori, controllano i parassiti e sono utili indicatori per misurare l’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi.

Il mio impegno sta proseguendo a gonfie vele, e proprio recentemente ho esteso la mia collaborazione con la Casa delle Farfalle di Bordano (Udine) e con il Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona). Un’alleanza molto importante, perché entrambe le strutture hanno una lunga esperienza con gli animali e mi aiuteranno a portare avanti il mio sogno. Riuscite a immaginare una primavera senza farfalle? Io proprio no!».

Nella foto l'intervistata Maria Catya Caradonna


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