Quasi estinta, ricompare anche in Toscana nel padule tra Fucecchio e Monsummano, a Cascina e Bolgheri

Scritto da Silvia Amodio |    Ottobre 2009    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Anche la cicogna nell'aria
conosce i suoi tempi;
la tortora, la rondine e la gru
mantengono la data fissa della loro migrazione;
il mio popolo, invece, non conosce
le regole di Jahve.

Così recita un passo della Bibbia (Geremia 8,7) dove le abitudini della cicogna, e di altri uccelli migratori, vengono prese a modello di quelle umane.
La cicogna è citata da numerosissimi autori risalenti a epoche e culture diverse: Dante, Fedro, Lorenzo De' Medici, Plinio il Vecchio, Orazio, Aristofane, Eliano...

Essa ha ispirato credenze e leggende in tutto il mondo, in particolare modo legate al mistero della creazione della vita. In primavera, quando la natura si risveglia, pescano le anime dei bambini dalle acque e dalle paludi per portarli in carne e ossa attraverso i camini alle loro future famiglie.

Rappresenta anche la pietas verso i genitori anziani: così gli egizi, per esempio, la usavano per simboleggiare l'amore del figlio verso il padre. Un simbolismo ritrovato anche nei bestiari medievali. Nel cristianesimo rappresenta la miseria e la carità, mentre in Cina e Giappone, la longevità e la protezione.

Nel nord Italia molte località portano nomi che la ricordano: Cicogna, Cicognara, Cicognola, Cicogni...

Queste tracce letterarie e non solo, testimoniano una grande simpatia nei confronti di questo animale, che in alcune nazioni europee, fra le quali l'Italia, ha rischiato l'estinzione.

 

Sul camino

La cicogna bianca (Ciconia ciconia) in epoca romana era ampiamente diffusa su tutta la nostra penisola e così fino al 1600 quando, con tutta probabilità, si è completamente estinta.

Soprattutto durante il Rinascimento i piccoli venivano prelevati dal nido per scopi alimentari: erano numerose, infatti, le ricette che vedevano la cicogna come ingrediente per la preparazione di molti piatti. L'abitudine di nidificare sui camini, vicino alle case, rendeva questa pratica semplice e molto diffusa. Le alterazioni ambientali che hanno modificato le aree di alimentazione spingendo gli animali a nidificare altrove, hanno successivamente contribuito a ridurne il numero.

In tempi più recenti, nonostante la specie sia protetta in Italia dal 1937, è stata cacciata senza pietà. Anche il moltiplicarsi delle linee elettriche, sia nella nostra penisola che nel resto dell'Europa, ha provocato molti decessi per folgorazione.

 

Ricomincia da 17

Enrico Zarri, del Centro di ricerca del padule di Fucecchio, ci racconta che «la Toscana, dopo un periodo buio, può vantare di avere ben quattro nidi costruiti spontaneamente dalla cicogne, uno a Fucecchio (Firenze), uno a Monsummano Terme (Pistoia), uno a Cascina (Pisa) e uno a Bolgheri (Livorno) per un totale di 17 pulcini nati solo in quest'ultimo anno».

«Il primo nido - prosegue Zarri - risale al 2005 ed è formato da una coppia mista: una cicogna priva dell'anello identificativo è verosimilmente selvatica, l'altra è originaria del Centro Carapax di Massa Marittima (GR)». Negli anni ‘80 sono nati molti progetti di riproduzione in tutta Italia, con lo scopo di salvaguardare la specie e reintrodurla in natura. Questi animali, che in parte perdono l'istinto migratorio, una volta liberati tendono a rimanere sul territorio spostandosi solo per cercare zone più ricche di cibo, come il padule di Fucecchio, dove gli interventi di ripristino ambientale effettuati nella riserva naturale hanno creato negli ultimi dieci anni condizioni favorevoli per il ritorno della specie.

 

Impallinata

«Lo scorso aprile si è verificato un evento tragico - spiega Zarri - una delle cicogne del nido di Monsummano è stata trovata morta. Da una prima ricostruzione sembrava che la causa fosse soltanto un combattimento con un'altra femmina per contendersi il partner e il nido. Solo successivamente, dopo un accurato esame del veterinario e dalle radiografie, è emerso che il suo corpo era pieno di pallini da caccia che avevano procurato ferite ormai cicatrizzate ma che avevano fortemente indebolito l'animale e lo avevano reso cieco da un occhio. Tre pallini, infatti, erano dentro la testa». La cicogna non si confonde con altri animali, soprattutto in volo, è difficile pensare che si sia trattato di un errore...

«Un grande aiuto in queste operazioni di salvaguardia - sottolinea Zarri - è dato dall'Enel. Infatti, le cicogne tendono a nidificare sui tralicci della luce, ma i loro nidi sono troppo vicini ai fili che potrebbero causare la morte per via dell'alta tensione. Per questa ragione una squadra, appena segnalato il nuovo nido, fa un primo intervento per isolarlo con delle apposite guaine e nei mesi invernali, quando il nido è vuoto, lo installa su una piattaforma artificiale, ad un metro e mezzo dai fili».

Bianca e nera

La cicogna bianca è alta fino a 110 centimetri ed ha un'apertura alare di 150-160 centimetri, per un peso di 4 chilogrammi. I pulcini, fino a 6, raggiungono la maturità sessuale piuttosto tardi: dal secondo al quarto anno di vita. Per fortuna, sono animali abbastanza longevi: possono vivere fino a trent'anni. Tendono a formare colonie numerose. Il maschio partecipa alla costruzione del nido e corteggia la femmina con rituali molto complessi. Si accoppiano spesso, per diverse settimane, anche dopo la deposizione delle uova.

Gli adulti selvatici si spostano stagionalmente dai luoghi di svernamento a quelli riproduttivi due volte l'anno. Tra agosto e settembre partono i giovani, in un secondo momento i maschi adulti e solo alla fine le femmine. Quando rientrano in Italia, in primavera, sono i maschi che arrivano per primi, per sistemare il nido dell'anno precedente e aspettare la femmina che ritrova così la vecchia dimora messa in ordine.

La popolazione mondiale conta circa 500.000 individui, distribuiti in Europa, Medio Oriente, Nord Africa e Sud Africa.

La cicogna bianca ha una parente, la cicogna nera (Ciconia nigra), molto difficile da vedere perché, al contrario della prima è solitaria e nidifica all'interno della boscaglia.

Il giorno della cicogna

La curiosità che suscita questo animale è stata testimoniata lo scorso 14 giugno quando il Centro di ricerca ha proposto di festeggiarla organizzando "Il giorno della cicogna".

«Si è trattato di un successo superiore a qualsiasi aspettativa - ci dice Enrico Zarri - oltre trecento persone sono intervenute per osservare dal vivo gli animali e ricevere informazioni dagli operatori del Centro pronti a rispondere a tutte le curiosità. In zona tutti conoscono e amano le nostre cicogne; quando sono nati i piccoli a Fucecchio qualcuno ha anche portato dei fiocchi, sia rosa che azzurri... Questa cicomania, come mi piace definirla, è molto utile perché il contributo dei cittadini è fondamentale per la salvaguardia di questi splendidi uccelli. L'appuntamento è per l'anno prossimo...».

L'evento è stato realizzato dal Centro di ricerca e dalla Sezione soci Valdinievole di Unicoop Firenze, in collaborazione con altri enti e associazioni del territorio.

 

Per informazioni sulle cicogne: Centro Rdp padule di Fucecchio, tel. 057384540, email fucecchio@zoneumidetoscane.itwww.zoneumidetoscane.it/eventi/padeventi.html

 

Rondini

Donazione

Strillo dall'Africa all'Europa di R. Boni, A. Carrari, P.M. Politi, edizioni Agorà, 2005 - è la storia romanzata di una rondine in volo tra due continenti, scritta in collaborazione con la Scuola media A. Guardi di Piombino.

Con una donazione minima di € 12 (comprese le spese di spedizione) versata sul c.c.p. 63312607, intestato a "ARCEHir Ass. Protection et Conservation des Hirondelles", si sostengono i progetti di conservazione delle rondini svernanti nella Repubblica Democratica del Congo.

http://www.arcehir.org

dottor Paolo Maria Politi paolo@arcehir.org

 


Gli autori delle foto a partire dall'alto:

  1. Gino Santini
  2. Maurizio Forti
  3. Maurizio Forti
  4. Enrico Zarri
  5. Gino Santini
  6. Enrico Zarri