Erano passati di moda a vantaggio dei rossi. Inizia la loro stagione

Scritto da Carlo Macchi |    Maggio 2005    |    Pag.

Esperto di enogastronomia Uno dei pochi italiani in corsa per il prestigioso titolo di Master of Wine, rilasciato a Londra dall'omonima associazione. Scrive per alcune riviste italiane ed estere specializzate nel vino e nell'enogastronomia (Terre del Vino, Enotime, Merum). Ha condotto una trasmissione su Telemontecarlo sul cibo e sul vino, chiamata "Gnam". Curatore di Vini Buoni d'Italia, la prima guida italiana ai vini da vitigni autoctoni, alla seconda edizione.

Il ritorno dei bianchi
Ormai sembrava morto
o quantomeno moribondo: colpito al cuore da una sostanza che fa bene al cuore. Pochi, specie negli Stati Uniti, scommettevano una lira (pardon, un dollaro!) sul fatto che potesse riprendersi.
Invece il vino bianco, di lui stiamo parlando, ha superato la crisi in cui l'aveva cacciato una sostanza con un nome che ricorda la carta vetrata, resveratrolo, ed è tornato ad occupare le quote di mercato di alcuni anni fa.
Per chi si fosse perso la sua presunta agonia e la successiva immancabile resurrezione faccio un riassunto dei fatti.

Circa 10 anni fa alcuni ricercatori scoprirono che nella buccia dell'uva si trova una sostanza (il resveratrolo appunto) che è molto indicata per i problemi cardiaci. Se si trova nell'uva è presente anche nel vino, il quale, grazie ad una eccezionale campagna pubblicitaria, diventa quasi un prodotto medicamentoso. Ma attenzione: il resveratrolo è presente nella buccia dell'uva e quindi si trova solo in quei vini che vengono fatti utilizzando anche le bucce.
Purtroppo per lui il vino bianco fermenta e nasce senza le bucce è quindi non fa parte della famiglia. Quasi immediatamente negli Stati Uniti diminuisce anche del 30% il consumo del vino bianco ed in Europa si assiste, ma fortunatamente in maniera minore, allo stesso fenomeno. E pensare che tutto era nato da un piccolo rilievo di pura natura scientifica, cui era stata attaccata una geniale campagna pubblicitaria per promuovere il vino. Questo battage pubblicitario aveva aumentato sì il consumo di rossi, mandando a picco però quello dei bianchi.
Non posso che classificare la storia come una delle tante mode che hanno attraversato, attraversano e attraverseranno il mondo del vino.
La stessa moda che in questo momento sta avendo il Pinot Nero dopo l'uscita del film Sideways, in cui due amici girano per vigne e cantine americane gustando ed esaltando le doti di questo vitigno. Pensate che negli ultimi tre mesi negli Stati Uniti il consumo di Pinot Nero è aumentato del 24%!

Visti questi dati voglio provare anch'io a lanciare una moda: ci stiamo avvicinando all'estate e la nostra cucina prevederà sempre di più piatti leggeri, magari a base di verdure fresche.
Per quanto mi riguarda credo che berrò soprattutto vino bianco (alla faccia del resveratrolo) ma sulla mia tavola non mancherà mai una bella bottiglia di Schiava Altoatesina oppure, se quel giorno desiderassi qualcosa di frizzante, di Lambrusco. Quindi due rossi leggeri, vera e propria piacevolezza fatta vino, specie se serviti freschi.
Forse però la moda che preferisco lanciare è quella di usare il buon senso, che è l'unica salvezza contro il "modaiolismo" imperante. Da sempre infatti un buon bicchiere di vino (bianco, rosato o rosso che sia) bevuto durante i pasti ha dato maggior gusto alla vita. Forse l'avrà anche allungata, o forse no, ma di fronte al piacere che ci ha regalato... chi se ne frega!


NUONE ANNATE
La Sicilia si presenta

Continuano a spron battuto le presentazioni delle nuove annate vinicole. Poco tempo fa è stata la volta dei vini siciliani del 2004.
Il vostro "agente all'Avana" era ovviamente presente e vi dice che potete acquistare con tranquillità bianchi siculi del 2004 mentre per i rossi non posso essere così ottimista, specie per quelli da invecchiamento.

Tanto per darvi un'idea: i bianchi meritano 8, i rossi giovani 7, mentre quelli più importanti (almeno riferendomi ai miei assaggi) arriveranno tranquillamente alla sufficienza ma non molto oltre.