La risposta dei consumatori: più prodotti a marchio

Scritto da Laura D'Ettole |    Febbraio 2014    |    Pag. 5

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Meno marche e più marchio Coop; origine nazionale del prodotto; taglio agli sprechi e a tutto ciò che è superfluo. È stato un Natale che conferma il nuovo modello di consumo di questa crisi infinita.

Si riducono le quantità di cibo acquistate, ma si cerca di tenere alto il vessillo della qualità alimentare in rapporto al prezzo. Per questo si rinuncia al brand che costa di più e si mettono nel carrello tanti più prodotti a marchio Coop, che garantiscono un’alta qualità, filiera italiana e costi minori.

Non è un caso se la promozione in atto per festeggiare il quarantesimo compleanno di Unicoop Firenze ha avuto un successo oltre ogni più rosea aspettativa. Oltre 10 milioni di pezzi venduti in poco più di un mese, pari a una crescita del 200% - prendendo a riferimento gli stessi prodotti e lo stesso periodo del 2012 - e oltre 5,2 milioni di euro di risparmio per i soci.

Accanto ai prodotti tipici per il cenone natalizio, nel “carrello per le feste” 2013 si è ricorso sempre più frequentemente ai formati di vendita più comodi e convenienti, si è fatta maggiore attenzione ai prodotti scontati o in promozione.

E poi si cercano le merceologie più economiche, passando dalle carni rosse al pollame, dal vino alla birra. Si scivola lungo la scala di prezzo, passando dai prodotti di marca a quelli a marchio Coop, e da questi ultimi (in misura molto contenuta) ai “primi prezzi” la cui vendita nel circuito di Unicoop Firenze è in netta diminuzione.

Si riducono inoltre i consumi più effimeri come bevande varie, snack e fuori pasto, prodotti ausiliari della detergenza. Si risparmia a tutto campo, insomma, mantenendo però il baluardo dei valori del consumo alimentare: ovvero origine nazionale del prodotto, qualità intrinseca, attenzione al benessere e alla salute. Da qui l’aumento delle vendite dei prodotti Fior Fiore Coop (rispetto al 2012), che esprimono il meglio della cultura gastronomica italiana.

Continua anche l’ascesa dei prodotti salutistici e funzionali, si allargano i consumi bio (in particolare la linea Viviverde Coop), e tengono le vendite di prodotti di più facile conservazione e consumo (salumi e formaggi, preparati pronti).

Foto di M. Berlincioni


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