Imballaggi più leggeri, uso di ricariche e di materiale riciclato

Domanda: «Cosa avete fatto per l'ambiente?» Risposta: «abbiamo tolto il cartoncino dalle confezioni di dentifricio, introdotto le ricariche per i prodotti di detergenza, utilizzato per alcuni flaconi almeno un quarto di plastica riciclata». E l'interlocutore non riesce a nascondere un'espressione che sembra voler dire: tutto qui? In effetti, non avendo presenti i numeri con i quali la Coop ha a che fare, 10 grammi di plastica qui, 15 di cartoncino l', non significano granché nell'esperienza quotidiana del consumatore. Ma se questi grammi si moltiplicano per milioni di pezzi, il risparmio di materiali e di energia diventa evidente e può contribuire ad alleggerire l'assedio dai rifiuti di cui le nostre città soffrono.
Prevenire
Il primo criterio da seguire per ridurre la produzione di rifiuti è quello della prevenzione: evitare cioè gli imballaggi superflui e ridurre al minimo il materiale utilizzato. Vediamo alcune applicazioni pratiche per le confezioni dei prodotti in marchio Coop.
Il fustino di cartone del detersivo per lavatrice in polvere da 4 chili pesa 270 grammi e l'anno scorso ne sono stati venduti quasi 430 mila pezzi. La ricarica pesa 40 grammi e ne sono stati acquistati oltre 975 mila pezzi: il bilancio è di 224 tonnellate di cartone non utilizzato e quindi non finito in discarica. Inoltre è stato eliminato il 'misurino' che era presente in tutti i fustini.
Un altro prodotto che ha fatto risparmiare materiale è lo spazzolino da denti con testina di ricambio: 256 mila i pezzi venduti e 183 mila i ricambi acquistati. Il telaio dello spazzolino, in acetato di cellulosa, pesa 13.3 grammi: il risultato è perciò di 8.2 tonnellate di telai che non sono stati prodotti e quindi gettati via quando lo spazzolino si era consumato.
Il rifiuto che non c'è
Nel caso del dentifricio l'aver eliminato l'astuccio in cartoncino ha contribuito a non impoverire l'ambiente di 11.6 tonnellate di prezioso materiale.
Non facilmente quantificabile ma altrettanto e forse più significativa è l'eliminazione di gran parte dei vassoi in polistirolo che servivano per confezionare la frutta e la verdura: adesso nei supermercati Coop molti di questi prodotti si vendono sfusi. Il vantaggio in peso è significativo (una decina di grammi di differenza fra il vassoio e la bustina), ma è ancora più evidente in termine di ingombro nel sacchetto della spazzatura.
Riutilizzare
Si compra il flacone una volta e poi lo si riempie utilizzando le ricariche: questo sistema è stato adottato da tempo per alcuni detersivi, ma la Coop è stata la prima a introdurlo nel comparto 'detergenti per la persona'. Il sapone neutro liquido è stato venduto nel '96 in 258.000 ricariche, e dato che la differenza di peso con il flacone è di 26 grammi, il risparmio in materiale è stato di 6.7 tonnellate. Se il flacone verrà utilizzato una ventina di volte il risparmio globale di materiale sarà di 134 tonnellate. Analogamente si avrà un consumo minore di plastica, 46 tonnellate in meno, per il docciaschiuma neutro.
Più consistenti, perché di più largo consumo, i risparmi sui detergenti per la casa. La ricarica per l'ammorbidente pesa solo 10 grammi contro gli 85 del flacone da due litri: oltre 645 mila ricariche vendute hanno ridotto di 49 tonnellate l'uso della plastica: riutilizzando il flacone per 20 volte il risparmio sarà di quasi mille tonnellate. La ricarica del detergente liquido ultra per lavatrice, invece, ha portato ad un risparmio di 202 tonnellate di polietilene.
Riciclare
Introdotti nel '94, i flaconi per detergenti liquidi - più leggeri e con una parte di plastica riciclata - hanno consentito un risparmio del 18 per cento del totale di plastica impiegata e del 42 per cento di quella 'vergine', a favore di quella riciclata. Si tratta di decine di milioni di pezzi venduti in un anno: ammorbidenti, detersivi, candeggine e altri prodotti per la pulizia. La composizione della plastica, attualmente 60% vergine e 40% riciclata, arriverà al 50% per ogni componente entro l'anno. I flaconi sono in pratica composti da tre strati: due esterni in plastica vergine, uno interno di riciclata. Una struttura del genere è necessaria per mantenere inalterata la tenuta dei flaconi; infatti la plastica riciclata da sola non offre la garanzia dell'omogeneità e quindi la sicurezza del flacone. Questo tipo di tecnologia impedisce, per ora, di fare contenitori troppo piccoli; inoltre la forma è più tondeggiante e senza angoli vivi.
Un altro aspetto importante del riciclaggio è la facilità con la quale un imballaggio può essere riutilizzato come materiale. Da qui la scelta di avere confezioni di un solo materiale: ad esempio le lampadine e le pile in marchio Coop sono confezionate solo con cartoncino riciclato e non hanno quella componente di plastica che è comune in queste confezioni. Altro esempio sono le etichette dei flaconi che, dove è possibile, sono dello stesso materiale del flacone, in genere polietilene.
Il futuro
I prossimi interventi riguarderanno l'introduzione della ricarica per il detersivo della lavastoviglie, l'eliminazione dell'astuccio in cartone della maionese e la linea di pulizia per la casa, per la quale verranno utilizzati flaconi fatti con il 70% di plastica riciclata. Un'altra proposta riguarda gli shoppers, ovvero i sacchetti di plastica (polietilene): la sola rete di vendita della Coop ne immette nell'ambiente 200 milioni di pezzi all'anno. Ebbene, il loro peso verrà diminuito, garantendo però le stesse prestazioni e lo stesso costo.
Non si deve credere però che questi cambiamenti siano di facile attuazione. Ci sono da considerare i notevoli investimenti richiesti ai fornitori per cambiare le linee di confezionamento. E poi è da valutare l'effetto nella movimentazione delle merci: una confezione del prodotto più leggera non deve comportare un imballaggio più pesante e complicato per far arrivare sani e salvi i prodotti dalla fabbrica al punto di vendita.