Nel supermercato, fra gli scaffali, mostre, incontri, ricerca sociale

Scritto da Pippo Russo |    Maggio 2014    |    Pag.

Pippo Russo (Agrigento, 1965) insegna sociologia presso l'Università di Firenze e è giornalista e scrittore. Collabora con La Repubblica, Panorama e il sito di critica Satisfiction. Ha scritto diversi saggi e romanzi.

Un quartiere che si trasforma profondamente ma non perde la propria identità. È questo il senso che si può leggere dietro la serie d’iniziative organizzate da Unicoop Firenze e tenute tra febbraio e marzo, dentro e intorno al supermercato Coop di Novoli. Il culmine si è avuto con l’inaugurazione di una mostra fotografica realizzata grazie al prezioso contributo della Fiom-Cgil, dedicata all’ex insediamento Fiat che fino agli anni Ottanta era l’elemento di centralità del quartiere.

Ed è stato come un passaggio di testimone, perché adesso il nuovo polo di centralità del quartiere viene individuato proprio nel supermercato Coop. E suscitava un effetto di positivo disorientamento vedere, lungo i corridoi del supermercato, quei pannelli con le grandi foto in bianco e nero e le didascalie che parlavano di un quartiere e di una Firenze che non ci sono più.

A ulteriore corredo dei pannelli, si trovavano le interviste realizzate nelle settimane precedenti con abitanti e fruitori del quartiere, ai quali è stato chiesto di esprimersi sull’esperienza urbana di vivere o ritrovarsi a Novoli. Le opinioni raccolte sono molto diverse, ma tutte  riflettono la complessità del quartiere. Esemplare in questo senso è l'opinione di Giulia, un’utente del tribunale: “Novoli è piena di universitari, e questo contribuisce a renderla viva. È un quartiere in espansione, e questo fa sì che ci siano aspetti positivi e aspetti negativi. Di giorno è fresco e giovane, la notte diventa inquietante”.

Le opinioni come quella di Giulia costituiscono un vasto materiale di ricerca su Novoli, costruito a partire dal lavoro dl gruppo Ri-cerca Novoli, che sotto l'egida di Unicoop Firenze raccorda una serie di soggetti presenti sul territorio: Controradio, e le associazioni Fosca, Cambiala, Lama e Piazza San Donato. Prima di procedere con le interviste, il gruppo ha effettuato un approfondito lavoro teorico di preparazione coordinato da Miguel Benasayag, un eclettico intellettuale di fama internazionale. Argentino trapiantato in Francia, Benasayag mescola felicemente l’approccio filosofico con quello psicanalitico.

L’indicazione principale di questa fase è stata quella di andare alla ricerca degli elementi che sono rimasti costanti a Novoli, nonostante il grande cambiamento.

L’idea è quella di vedere cosa sopravvive come identità nel passaggio da area industriale ad area di servizi e di “economia del sapere. Ma ciò, a dispetto di quanto ci si potesse aspettare, non ha prodotto soltanto disorientamento. Anzi, ciò che emerge dalle interviste è una continua tensione di scoperta e ri-adattamento alle sollecitazioni proposte dal mutamento costante del quartiere. Una tensione positiva verso le trasformazioni che non sono solo del quartiere, ma di Firenze tutta.

Voci a Novoli

Michelangelo, residente: “Magari vi sembrerà strano se vi dico che l’atmosfera di Novoli ha qualcosa di familiare, nonostante tutte le trasformazioni. Ma è così. Questo quartiere potrebbe diventare un polo economico e culturale importante”.

Caterina, cliente del supermercato: “Novoli? È un quartiere multirazziale, pieno di identità diverse. Questa è la prima cosa che noto se guardo a come le cose sono cambiate qui. Vengo soprattutto per lo shopping e mi piace l’atmosfera di festa che c’è in alcuni periodi”.

Antonio, utente strutture centro commerciale: “A Novoli sto bene, perché è piena di ragazzi come me. Se mi guardo intorno, trovo che sia un ottimo quartiere. C’è tutto, ogni richiesta può essere soddisfatta. E c’è molta gente giovane, tranquilla”.

Mauro, pendolare: “Qui a Novoli non c’è molta attenzione verso gli altri. La gente sta sulle sue, non comunica. L’architettura è incomprensibile e mette tristezza, e il parco sarà bello fra cent’anni. Trovo che sia un quartiere capitalista e consumista”.

Nella foto in alto il punto vendita Coop.fi Via Forlanini, Firenze: www.coopfirenze.it/punti-vendita/firenze-via-forlanini