Grazie alle vaccinazioni ogni anno cinque milioni di bambini salvati

Scritto da Alma Valente |    Aprile 2011    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Nonostante che le vaccinazioni abbiano debellato numerosissime malattie mortali o anche gravemente inabilitanti, nei paesi sviluppati si sentono ancora delle opinioni contrarie, che le considerano potenzialmente pericolose. Per contro, nei paesi in via di sviluppo migliaia di bambini muoiono ogni giorno per la scarsa disponibilità di vaccini.

Esiste sul tema "vaccinazioni" una posizione scientifica certa?
«Assolutamente sì - risponde il professor Maurizio De Martino, direttore del dipartimento di Pediatria medica del Meyer -. Quando viene deciso di introdurre una vaccinazione, ci deve essere la prova inoppugnabile della sua necessità, in quanto il vaccino deve servire ad evitare una malattia grave o mortale che possa portare a gravi conseguenze invalidanti. Inoltre, deve poter indurre una risposta immunologica e questa risposta deve essere in grado di evitare la malattia. L'ultima caratteristica fondamentale per un vaccino consiste nel fatto che deve essere sicuro. Nessuno stato e nessuna agenzia sanitaria (come l'Organizzazione mondiale della sanità) propone un vaccino se non c'è abbondante documentazione scientifica».

Quali sono le vaccinazioni indispensabili in età pediatrica?
«Attualmente tutte quelle che vengono proposte sono contro: poliomielite, tetano, difterite, epatite B, haemophilus, pertosse, meningococco C, pneumococco, morbillo, parotite, rosolia, varicella, cancro dell'utero ed influenza. Indispensabili perché a non vaccinarsi si corrono rischi importanti, magari la morte o gravi conseguenze per tutta la vita».

Quando vanno vaccinati i bambini?
«Possibilmente quanto prima, dai 3 mesi di vita in poi, salvo alcune, quali morbillo, parotite, rosolia e varicella, che vengono posticipate perché la presenza degli anticorpi materni nel lattante potrebbe ridurne l'efficacia. La precocità dell'intervento serve a non lasciare inutilmente scoperti i bambini facendo loro contrarre la malattia prima che vengano vaccinati. I tempi delle vaccinazioni sono studiati allo scopo di avere il miglior risultato possibile».

Professor De Martino, esistono effetti indesiderati, e se sì, di quale entità?
«Con i vaccini di cui disponiamo ora possono esserci in un 10-15 per cento dei casi, reazioni lievi come febbre per un giorno, dolore, gonfiore ed arrossamento nella sede di iniezione e niente più».

È vero che alcune malattie infettive, come la difterite, la tubercolosi, il vaiolo, tendono a ripresentarsi in maniera epidemica nel nostro Paese?
«Il vaiolo è stato sradicato ed infatti non si vaccina più. Il tetano e la difterite non sono sradicati né sradicabili, in quanto il vaccino non è contro i batteri che causano queste malattie, ma contro le loro tossine ed è quindi indispensabile continuare a vaccinarsi. Per quanto riguarda la poliomielite è ancora presente in alcune zone del mondo e quindi è indispensabile continuare con le attuali pratiche, anche se ora questo "strumento" viene somministrato come modovaccino "più leggero", cioè inattivato e quindi privo di ogni pericolosità. La Tbc è in incremento in Italia fra i bambini ed il vaccino di cui si dispone attualmente protegge dalle manifestazioni gravi dell'infezione, ma non protegge dalla stessa. Sono però allo studio vaccini migliori».
L'intervistato
Professor Maurizio De Martino, direttore del dipartimento di Pediatria medica del Meyer

 

Possiamo quindi concludere dicendo che, questi importanti "strumenti medici", sono stati la più grande scoperta della medicina del XX secolo. Ogni anno salvano la vita a 5.000.000 di bambini e a decine di milioni di bambini consentono di avere una vita senza gli handicap che la malattia avrebbe causato. Insomma, vaccinare i propri figli è un grande gesto di responsabilità e di amore nei loro confronti.