Le buone abitudini per prevenire un disturbo invalidante

Scritto da Alma Valente |    Luglio-Agosto 2018    |    Pag. 44

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Salute

È una delle complicanze del diabete, un disturbo invalidante che rende difficile la vita a chi ne soffre. Ma cosa si intende per piede diabetico? Cerchiamo di fare chiarezza con l’aiuto di Matteo Monami, diabetologo dell’ospedale di Careggi a Firenze. «Con il termine piede diabetico ci si riferisce a varie malformazioni del piede di un soggetto affetto da diabete, di vario grado e natura, che possono andare dalle “semplici” callosità, alluce valgo, “piede piatto”, fino a vere e proprie lesioni ulcerative. È molto importante riconoscere il piede diabetico, quando ancora non sono presenti le lesioni ulcerative; questo, infatti, permette di mettere in atto numerose strategie».

Qual è la prevalenza di questa complicanza nella popolazione diabetica?

«Si stima che circa il 10-15% dei pazienti con diabete svilupperà almeno una volta nella propria vita una lesione ulcerativa ai piedi. Attualmente in Italia, il tasso annuale di ulcere al piede varia tra il 5% ed il 7% (circa 3 volte rispetto alla popolazione non affetta da diabete). »

Cosa provoca queste malformazioni?

«Le malformazioni sono causate dalla neuropatia diabetica e dall’arteriopatia agli arti inferiori. La neuropatia è dovuta all’alterazione delle fibre nervose degli arti inferiori, che può essere responsabile di alcuni sintomi, quali formicolii, crampi notturni, ridotta sensibilità a livello dei piedi ed altro. L’arteriopatia, invece, è causata da restringimenti delle arterie degli arti inferiori, con conseguente ridotto afflusso di sangue ai piedi; i sintomi che di solito si possono avvertire sono dolori ai polpacci mentre si cammina, crampi notturni, estremità fredde».

Come si cura il piede diabetico?

«È molto importante riconoscere il piede diabetico, quando ancora non sono presenti le lesioni ulcerative che si possono prevenire ad esempio con una scarpa comoda, con pianta larga, possibilmente senza cuciture interne. È fondamentale controllare ogni giorno (con uno specchio o con l’aiuto di un familiare) che non vi siano lesioni o callosità a livello dei piedi. Consiglio alle persone con diabete di richiedere al medico curante l’invalidità civile, che permette di ottenere un paio di scarpe ortopediche/sanitarie all’anno». Quali sono le buone abitudini che dovremmo prendere? «Innanzitutto è fondamentale un’accurata igiene del piede, che va lavato giornalmente facendo particolare attenzione ad asciugare molto bene tra dito e dito (per evitare, specie in estate, che l’umidità favorisca la comparsa di funghi). Molto importante è anche il taglio delle unghie (in pazienti a rischio meglio se fatto da un podologo), che deve essere eseguito con forbici smusse stando attenti a tagliarle diritte, limando successivamente gli angoli con lime di cartone. Altro consiglio è quello di controllare sempre le calzature prima di indossarle. La neuropatia (ridotta sensibilità ai piedi) talvolta rende difficoltoso accorgersi di sassolini o altri piccoli oggetti che potrebbero essere causa di lesioni ulcerative, anche gravi. Mai indossare scarpe strette, scomode, a volte bastano pochi minuti per creare un danno anche importante».

In estate cosa dobbiamo evitare?

«Innanzitutto di camminare a piedi nudi sulla sabbia, non sono poche purtroppo le persone che si rivolgono al nostro centro durante le vacanze con vere e proprie ustioni, anche gravi, che mettono a rischio il piede stesso. Per chi opta per la montagna, i rischi sono costituiti soprattutto dalle calzature, che se troppo rigide possono creare lesioni ulcerative. Meglio scarpe da ginnastica, magari rinunciando alle vie ferrate!».

 

L’intervistato

Matteo Monami direttore Unit piede diabetico, Diabetologia Azienda ospedaliero-universitaria Careggi


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