L’archivio di Sidney Sonnino, Ministro degli Esteri nella prima guerra mondiale

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Maggio 2015    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Foto R.Gatteschi

“Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio/dei primi fanti il 24 maggio…”. È il 1915 e l’Italia, a sessantacinque anni dalla sua unità, entra nella prima guerra mondiale. E ci entra in maniera che molti storici non hanno esitato a definire piuttosto spregiudicata nel senso che, rotta la Triplice alleanza, il trentennale patto con Austria e Germania, si unisce all’“Intesa” con Francia, Gran Bretagna e Russia sperando in tal modo di ottenere maggiori benefici.

Altri storici sostengono invece (e le carte Sonnino lo confermerebbero) che il patto con la Triplice non fu rinnovato e dunque l’Italia si sentì libera di unirsi all’Intesa. In ogni caso si può affermare che quella mossa si rivelò pienamente azzeccata perché consentì all’Italia, a vittoria acquisita, di rientrare in possesso di quasi tutti quei territori definiti le “terre irredente” e cioè Trieste, l’Istria, Fiume… (alcune delle quali poi riperse).

Foto di R. Gatteschi

L’archivio nei bauli

Artefice principale dei complessi e intricati giochi diplomatici che portarono a costruire quell’Italia, fu senz’altro Sidney Sonnino. Nato a Pisa nel 1847, fu uomo dai poliedrici interessi: laureato in giurisprudenza, si occupò di agricoltura, di diplomazia, di politica, fu ministro delle Finanze poi del Tesoro, fu anche presidente del Consiglio per due brevi periodi e infine ministro degli Esteri dal 1914 al 1919. Nel 1920 fu nominato senatore a vita ma non partecipò più attivamente all’agone politico e si ritirò quasi a vita privata nel suo castello di Montespertoli, alle porte di Firenze.

Nel 1967 il professore americano Benjamin Brown, scavando nei meandri delle tante stanze del castello, scoprì casualmente l’intero corpus dell’archivio del senatore. Il materiale era contenuto in 14 bauli chiusi a chiave per evitare, come capitava spesso in passato, che venisse smembrato e dilapidato in mille rivoli.

Un archivio che è stato di recente rivisitato e sistemato dalla stessa baronessa Caterina, in seguito coadiuvata da uno studioso fiorentino, Roberto Baglioni, che nel 2010 ha pubblicato per Polistampa l’Inventario dell’archivio di Sidney Sonnino, parte del quale è stato microfilmato ed è a disposizione di chiunque abbia desiderio di approfondire quel particolare periodo storico a cavallo fra XIX e XX secolo.

Oltre al ricchissimo archivio, il castello di Montespertoli conserva anche la biblioteca privata di Sidney Sonnino, composta di alcune migliaia di volumi di storia, diritto, economia, ma anche svariate edizioni della Divina Commedia e il suo ultimo scritto di carattere letterario – Beatrice – il cui titolo dimostra la grande passione che il barone nutriva per Dante Alighieri.

Foto di R. Gatteschi

Dell’antico maniero resta in piedi solo la torre che risale – nella sua parte originaria – al 1200. Gli edifici presenti oggi risalgono al XVI secolo e includono una cappella ormai sconsacrata, la residenza degli attuali abitanti e gli annessi agricoli.

Dal 2005 il castello di Montespertoli è sede del Centro studi Sidney Sonnino, nato grazie alla disponibilità dei discendenti del barone e all’impegno di alcuni studiosi delle Università di Firenze e di Pisa. Ma non è tutto: gli attuali abitanti del castello – siamo adesso alla sesta generazione a partire da Isacco, padre di Sidney, colui che acquistò la fattoria di Montespertoli nei primi decenni dell’Ottocento – organizzano cicli di letture e conferenze alle quali partecipano studenti e studiosi di ogni parte del mondo. L’intero complesso può essere visitato previa prenotazione e, privilegio non secondario, si possono degustare i prodotti di quella terra.

Informazioni: info@castellosonnino.it ; 0571609198