Il 23 aprile è la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore

Scritto da Sara Barbanera |    Aprile 2015    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Presentazione di un libro al Centro*Gavinana, con Paul Ginsborg - Foto Torrini Fotogiornalismo

C’è chi legge per passione, chi per mestiere e chi, semplicemente, per vivere meglio, perché ogni libro è un regalo che resta per sempre a chi lo ha letto. E per questo in molti si preparano a festeggiare il 23 aprile, giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, scelta dall’Unesco ma nata in Catalogna, dove in questa data si festeggia San Giorgio, donando una rosa per ogni libro venduto.

E sui perché della lettura abbiamo intervistato Loredana Lipperini, scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica di Rai Radio Tre e autrice di programmi televisivi, che ci racconta l’Italia che legge e che non legge.

Perché gli italiani leggono ancora così poco?

«In realtà in Italia non si è mai letto molto. Se in un anno si sono persi ottocentomila lettori, le cause sono più d’una: indubbiamente il lettore debole è attratto da altre occasioni di svago come la lettura in rete, gli smartphone o le conversazioni sui social network. La crisi economica, poi, ha accentuato la contrazione sia delle vendite di libri che di lettori, ma indubbiamente c’è anche una responsabilità del sistema editoriale che ragiona in termini più commerciali che editoriali e sforna in quantità massiccia titoli che restano invenduti perché non sempre di qualità».

Cosa fare per leggere di più?

«Non c’è una ricetta, ma direi intanto coniugare la necessità di fare cassa delle case editrici con un progetto, quindi investire sugli autori per farli crescere, anziché tentare il colpo grosso su uno o l’altro. Serve una tutela delle librerie indipendenti perché i dati Nielsen provenienti dall’America ci dicono che la ripresa del libro cartaceo su quello digitale è legata a queste.

Loredana Lipperini

Serve una politica degli e book che abbassi i prezzi, al massimo a 4 Euro e non 9 come ora. Serve una politica nelle scuole alle quali però non si può demandare tutto: la lettura è imitativa, e se un genitore non legge, non può pretendere che il figlio diventi un grande lettore grazie alla scuola. Serve uno sdoganamento della lettura non come gesto di un’eletta schiera ma come piacere, come bellezza della vita. Servono un sacco di cose, a dire la verità: ci si riuscirà? Non lo so, mi sembra che le politiche intraprese non vadano ancora al cuore del problema».

Cosa è per lei la scrittura?

«Essere scrittrice oggi è più difficile perché i titoli in uscita sono moltissimi; detto questo, sono un tipo di scrittrice che ama il momento della scrittura: scrivere è un aprirsi al mondo, è il gesto dello scrivere che per me conta e l’importante è continuare a farlo al di là delle vendite e del successo.

Finora ho scritto saggistica e, con l’eteronimo di Lara Manni, anche narrativa; le due forme si fondono nel mio nuovo libro: un libro di memorie salvate dal tempo, perché scrivere in fondo è illudersi di fermare il tempo, la morte, e già l’illusione va bene».

E lei legge perché…

«Perché altrimenti non si vive».

Per non dimenticare

Leggere per vivere e “Leggere per non dimenticare”, come ci ricorda Anna Benedetti con il fortunato ciclo di incontri che, da anni, organizza alla Biblioteca delle Oblate di Firenze, in collaborazione con il Comune di Firenze. Motore e anima di un’iniziativa che ha portato a Firenze scrittori e personaggi di spicco, per questa ventesima edizione Anna Benedetti ha scelto come tema “Il valore dei libri” e su questo l’abbiamo interpellata.

Qual è il valore dei libri?

Anna Benedetti

«Il libro provoca un cambiamento di rotta, rimette in gioco energie: non dà risposte ma invita a farsi domande, a riflettere e a rileggersi. Un libro è un punto d’incontro fra chi lo ha scritto e chi lo legge, è una strada, su cui proseguire con le proprie gambe. Un libro è una piazza dove confrontare e costruire le idee».

Quali cambiamenti ha notato nel pubblico che frequenta la rassegna?

«Specialmente in questi ultimi anni il pubblico che frequenta la Biblioteca è più attento e preparato, prende appunti, fa domande sui libri presentati. Un pubblico sempre più numeroso e sicuramente a prevalenza femminile».

Si legge poco, ma la vostra iniziativa riscuote tanto successo. Perché?

«Perché è uno spazio libero, senza pretese accademiche né vincoli editoriali, dove si alternano esordienti e nomi illustri, editori piccoli e grandi, in tutte le forme letterarie e con un dibattito profondo e spontaneo fra pubblico e autori sui temi sociali e culturali del nostro tempo».

Cosa può accendere la passione della lettura da piccoli e da grandi?

«È fondamentale condividere il piacere della lettura, tra ragazzi, con gli insegnanti, tra adulti perché è un modo per leggere i libri anche attraverso gli altri. Un luogo strategico è proprio la biblioteca che oggi offre tante occasioni per farsi catturare da un libro. Per me la passione si è accesa da piccola: leggere significava viaggiare non solo nei luoghi, ma dentro le persone, nei loro sentimenti. E così è diventata l’impegno di tutta la mia vita».

 

E quindi Anna Benedetti legge perché…

«Perché non vuole dimenticare».

Ultimi in libreria di Loredana Lipperini

Questo trenino a molla che si chiama il cuore (Laterza, 2014), Pupa (Rrose Sélavy, 2013), L’ho uccisa perché l’amavo, con Michela Murgia (Laterza, 2013).

Le iniziative

Inoltre…

Il 23 sarà festa anche nelle sezioni soci Coop che propongono letture e attività anche per i più piccoli: cominciando dalla A, alla Bibliocoop di Arezzo (supermercato via V. Veneto) si terrà l’evento “Tra i libri”. Presso la Bibliocoop di Pontassieve è in calendario una giornata dedicata al diario e all’autobiografia, mentre la Bibliocoop di San Giovanni Valdarno effettua un’apertura straordinaria (9.30-12.30 e 16-19) e propone l’iniziativa “Scambialibro” con cui i lettori potranno portare da casa un proprio libro e prenderne un altro. Anche alla Bibliocoop di Pontedera porte aperte per letture in compagnia. 

Giornata della lettura - Intervista a Loredana Lipperini. Dalla trasmissione Informacoop – 10.10.13 – durata 6’ 23’’