Un po’ di storia del digiuno e le buone pratiche per perdere i chili acquisiti con le feste

Scritto da Alma Valente |    Febbraio 2017    |    Pag. 44

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

dieta Dietetica

Non è cosa nuova. Già nei tempi antichi le persone durante l’inverno tendevano ad aumentare di peso, perché dedicavano meno ore al lavoro nei campi. E c’erano maggiori opportunità per mangiare di più, perché si rimaneva in casa per il freddo e la brutta stagione. Oggi non ci sono occasioni migliori per festeggiare grandi ricorrenze, religiose o “pagane”, come durante le feste di fine anno e il periodo di carnevale. Non a caso nel mondo cristiano, dopo la ricorrenza delle Ceneri inizia la Quaresima, periodo di digiuno e penitenza.

Il digiuno aveva soprattutto un significato religioso o lo si praticava anche per motivi di salute? Risponde Donatella Lippi, professore associato di Storia della medicina dell’Università di Firenze.


Il mito del digiuno

Qual è il significato storico del digiuno?

«Il rifiuto del cibo ha assunto caratteristiche diverse e la sua interpretazione è stata conseguente alle teorie mediche in voga e ai contesti socio-culturali. Nei primi anni dell’impero romano, si colloca la figura di un medico, Celio Aureliano, che dedica la sua attenzione alle malattie acute e croniche, individuando l’obesità come vera e propria malattia, mentre prima di lui era sinonimo di benessere, ricchezza, opulenza. Per questo i medici cominciarono a prescrivere una forma di digiuno che ristabilisse l’equilibrio degli umori».


Come si è evoluto nel tempo il concetto del digiuno?

«Dall’alto medio evo in poi si mortifica il corpo, secondo concetti cristiani e anche stoici: i casi di rifiuto del cibo per motivi ascetici sono ampiamente documentati. È interessante peraltro lo scritto di un mistico altomedievale che, partendo da esperienze dirette, ammoniva i “digiunatori”, sottolineando come la sensazione di leggerezza e di superamento dei limiti della materia, conseguenti al prolungato digiuno, fossero pericolosi, perché favorivano il peccato di orgoglio e di presunzione. Più scientifico fu Alberto Magno, che aveva anche competenze mediche: osservava che alcune bestie sopportavano lunghi periodi di digiuno assoluto, e che questo faceva parte dei loro ritmi biologici».


Camminate e pochi dolci

La medicina moderna considera periodi di digiuno di breve durata per motivi terapeutici specifici. È sconsigliata, invece, la pratica di digiuni prolungati o di diete a contenuto calorico estremamente limitato di durata superiore ai 10 giorni. «Durante il periodo invernale è fisiologico assistere a un leggero incremento di peso, dovuto a diversi fattori, fra cui la riduzione del dispendio energetico, l’assunzione di alimenti più calorici e una leggera riduzione del metabolismo basale, cioè l’energia consumata dal nostro corpo per le situazioni fisiologiche – spiega Francesco Sofi, professore di Scienze dell’alimentazione all’Università di Firenze -. Poi ci sono le giornate di vacanza e di festa con l’assunzione di dolci, frutta secca e bevande alcoliche: tutto ad elevata densità calorica».

Le persone, se si accorgono di essere aumentate di peso, tendono a praticare diete più o meno drastiche per raggiungere il peso desiderabile in breve tempo; è un’attitudine corretta? «Per ovviare a un incremento di peso, in media un chilo e mezzo secondo le statistiche, l’errore è effettuare restrizioni caloriche eccessive o squilibri alimentari. Occorre invece tornare gradualmente al ritmo normale d’alimentazione e di stile di vita. È buona norma, dopo le feste, fare pasti più leggeri con verdure, carboidrati complessi in piccole quantità, ed eliminare dolci e bevande alcoliche. Si suggerisce di bere acqua molto e con frequenza, perché aiuta a drenare ogni eccesso. Inoltre si consigliano passeggiate, a piedi o in bicicletta, di almeno 45 minuti. E manteniamo queste regole nel tempo: ricordiamoci che non si ingrassa fra Natale e Capodanno, ma fra Capodanno e Natale».


Gli intervistati


Donatella Lippi

Docente di Storia della medicina dell’Università di Firenze

Francesco Sofi

Docente di Scienze dell’alimentazione della Sod Nutrizione clinica dell’Azienda ospedaliero- universitaria Careggi


Recentemente scomparso a quasi novantuno anni, Umberto Veronesi è stato uno tra i primi studiosi ad associare il concetto di longevità a una sana alimentazione e a proporre il digiuno intermittente come pratica per allungare l’aspettativa di vita.

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