Specificata la cattura e la zona di provenienza

Scritto da Letizia Coppetti |    Febbraio 2002    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Il pesce parla
Vi state preparando a gustare un ottimo branzino al forno, o una fumante zuppa di calamaretti? Da oggi potete farlo con una consapevolezza e una sicurezza in più: dove ha vissuto ed è stato catturato il pesce che è poi finito sulla vostra tavola. Dal primo gennaio scorso è, infatti, entrato in vigore il regolamento Ce (104/2000), relativo all'organizzazione dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura. Le norme riguardano pesci e filetti di pesce, molluschi e crostacei, sia vivi che freschi, congelati, salati, affumicati o in salamoia. Sono quindi esclusi i prodotti preparati, le conserve di pesce, il caviale. L'articolo che interessa chi poi metterà in tavola il pesce è il 4, relativo all'informazione dei consumatori. La legge dispone che i prodotti possano essere messi in vendita soltanto se recano un'indicazione o un'etichetta che precisi denominazione commerciale della specie (non il nome scientifico, che risulta sconosciuto alla maggior parte delle persone), metodo di produzione (cattura in mare o nelle acque interne o allevamento) e zona di cattura.
Il pesce parla
Per quanto riguarda il nome, è prevista la possibilità di indicarne più di uno, se quella specie è conosciuta a livello locale o regionale in modi diversi. Ad esempio, il branzino spesso è denominato spigola e qualche anziano in Toscana si ostina ancora a chiamarlo ragno. L'indicazione del metodo di produzione è utilissima per evitare possibili frodi, come quella di mangiare un salmone di allevamento credendolo cresciuto allo stato selvaggio!
Le zone di cattura previste sono dodici: Atlantico (nord-occidentale, nord-orientale, centro-occidentale, centro-orientale, sud-occidentale e sud-orientale), Mar Baltico, Mar Mediterraneo, Mar Nero, Oceano Indiano, Oceano Pacifico e Antartico. Gli operatori possono però anche indicare una zona di cattura più precisa, se lo desiderano (ad esempio, mar Tirreno). Per il pesce pescato in mare è obbligatorio indicare la zona di cattura, per quello di acque interne o di acquacoltura si indica invece il paese (o i paesi) dove il pesce è stato allevato (ad esempio Italia, Scozia, Grecia, Norvegia). Quest'ultima disposizione riguarda anche il pesce che sia stato allevato in vasche in mare aperto, per il quale verrà riportato non il nome del mare in cui ha vissuto (ad esempio, Mediterraneo) ma solo il nome del paese. Anche nel caso di miscugli di pesce, come i misti per risotto e cacciucco, nelle indicazioni dovranno essere riportati i vari nomi, le zone di cattura e i metodi di pesca.
Queste informazioni si troveranno sui cartellini esposti sul pesce nei banchi pescheria, spesso insieme al prezzo. Nei prodotti incartati e venduti a libero servizio, invece, direttamente sull'etichetta.

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