Invisibile e silenzioso, è causa di intossicazioni spesso fatali. Un opuscolo per imparare a riconoscerlo

È un nemico invisibile che colpisce alle spalle. È insapore, inodore e uccide. Contro questo killer che si chiama monossido di carbonio (CO), il Centro antiveleni di Careggi sta promuovendo una grande campagna salvavita. In questi mesi verrà distribuito ad ampio raggio un opuscolo tradotto in tutte le lingue (dall’albanese al russo, dal polacco al rumeno) che spiega cos’è e come si previene questa intossicazione letale che si ripresenta ogni anno con l’arrivo dei primi freddi e con l’uso scorretto dei sistemi di combustione. «Il monossido di carbonio è forse la causa più frequente di avvelenamento accidentale - dice Primo Botti, responsabile del Centro antiveleni Aouc di Firenze -. Nell’ultimo decennio a Careggi, presso Tossicologia, sono stati ricoverati 258 pazienti, e altrettanti casi sono stati seguiti dal nostro centro presso altri ospedali».

Il monossido di carbonio è un gas tossico che si forma durante la combustione di tutti i materiali organici: dalla legna ai derivati dal petrolio. La sua presenza è difficilmente rilevabile e per questo è particolarmente insidioso. Oggi, sempre di più, le vittime inconsapevoli dell’intossicazione da monossido di carbonio sono i poveri e i disadattati, gli extracomunitari che si riscaldano con mezzi di fortuna: bracieri, stufe, scaldini. Sempre meno i cittadini italiani, grazie anche alle severe normative in tema di manutenzione delle caldaie. Ma non bisogna abbassare la guardia.
I primi sintomi di intossicazione da CO sono mal di testa, palpitazioni, disturbi visivi, vertigini, nausea, vomito e svenimento. Cosa fare in caso di sospetta intossicazione? In attesa dell’intervento sanitario d’emergenza (118 o il numero del Centro antiveleni attivo 24 ore su 24) areare i locali, bloccare le apparecchiature, e portare l’intossicato immediatamente all’aria aperta.

Per prevenire, il consiglio è far controllare periodicamente da operatori abilitati tutti gli apparecchi da combustione: stufe a carbone, a gas, a legna, caldaie, boiler, cucine; pulire e verificare il corretto tiraggio anche di camini aperti e canne fumarie; provvedere infine all’apertura di prese d’aria nei locali dove si utilizzano apparecchi a combustione, secondo quanto prescritto dalle normative vigenti. E soprattutto non accendere mai bracieri, scaldini o stufe a gas all’interno dell’abitazione.
Info: Centro antiveleni di Careggi (Firenze), tel. 0557947819


Foto di Federico Magonio


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