Ricche di figure, si basano soprattutto sui movimenti sensuali dei fianchi

Scritto da Giulia Caruso |    Maggio 2006    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

Il pepe e la salsa
Una gioiosa festa del corpo,
ritmata da splendida musica e scandita da passi e figure in un'esplosione di elegante sensualità. Da oltre un decennio l'interesse intorno alle danze caraibiche, complici i sempre più numerosi vacanzieri che volano verso Cuba e Santo Domingo, è salito a ritmi vertiginosi, catturando un numero sempre crescente di appassionati.
«Dopo tre anni di scarpe finite sulle piste da ballo dei locali latini, ho iniziato quasi per gioco ad insegnare agli amici che insistevano affinché gli trasmettessi questa voglia di divertirsi», racconta Caramelo, dj, vocalist, presentatore, insegnante di danze caraibiche, di origini siciliane ma fiorentino di adozione. Caramelo è stato travolto dal ciclone salsero già in tempi non sospetti, avendo scoperto la salsa nel 1992 in occasione di un suo viaggio in Costarica. Da allora ha cominciato a comprare dischi e ad approfondire la cultura latina associata alla danza, viaggiando tra Cuba e Miami. «Ho avuto diversi maestri di gran talento - sottolinea Caramelo -, Lázaro Martín Díaz, Domingo Pao Pasapajene, Yoerlis e Margarita del Teatro Nacional de Cuba, da cui ho imparato molto, cercando di apprendere al meglio l'infinità di cose che riguardano le danze latinoamericane».

Prendiamo per esempio la salsa, regina indiscussa delle danze fiorite ai Caraibi. Come concordano gli esperti, è nata a Cuba intorno agli anni '20, figlia diretta del son, cioè della più tipica espressione musicale dell'anima cubana, ereditando elementi e figure da altri balli, tra cui la rumba tradizionale.
Seguendo le rotte di immigrati cubani e portoricani, la salsa sbarca a New York intorno agli anni '60 quando nel Barrio, il quartiere latino americano, i musicisti cominciarono a mescolarla con stili e ritmi nord-americani, creando la "salsa metropolitana", genere eterogeneo con influenze jazz e blues. Ma il culmine del successo arrivò negli anni '70 quando, coniugandosi con la dance alla Tony Manero (John Travolta nel film La febbre del sabato sera) sbarcò anche in Europa, dove ha vissuto momenti alterni di gloria e declino fino alla metà degli anni '90, quando - ritornando prepotentemente in voga - ha decretato di nuovo il boom dei balli di coppia.
La salsa cubana, dal ritmo sincopato e sostenuto, è molto ricca di figure. La salsa portoricana, invece, soprattutto quella ballata a Miami e dintorni, ha un ritmo più dolce ed è meno ricca di figure e passi codificati. La portoricana, insieme al cosiddetto newyork stile è il tipo di salsa più ballata anche in Italia. C'è poi la salsa venezuelana, forse quella più sensuale, poco figurata e dai movimenti ripetitivi.

Alle radici del merengue
Il merengue è originario di Santo Domingo e come molti balli latinoamericani deriva dalle danze degli schiavi di colore provenienti dall'Africa. La storia narra che gli schiavi, essendo legati alle caviglie, non avevano possibilità di fare grandi movimenti. Nei rari momenti di riposo e di socialità erano abituati a muovere quello che potevano: soprattutto il bacino e le spalle. La base ritmica del ballo era semplice e riprendeva la cadenza delle marce forzate: un dos, un dos, un dos... Al di là del passo base le figure venivano per lo più improvvisate: unica regola la sensualità, principale ingrediente di tutti i balli caraibici. La sensualità spicca anche nella moderna bachata che negli ultimi anni sta letteralmente furoreggiando, caratterizzata da una rotazione pronunciata dell'anca, un ballo dai connotati ancora più erotici. Per cui, come dicono molti frequentatori di sale da ballo a Firenze, «si balla il latinoamericano anche per imbroccare».

L'ultima frontiera
Tra le ultime generazioni dei barrios delle metropoli d'oltreoceano il reggaeton ha preso il posto occupato dalla salsa negli anni '70, anche se i due generi sono parenti molto alla lontana. La salsa è ormai ballata dalle nuove generazioni in maniera molto semplificata e i ballerini si limitano a fare i passi base, eseguendo le figure più semplici. Il reggaeton - lo ricorderanno in molti - è sbarcato anche da noi nell'estate 2005, con il tormentone Gasolina di Daddy Yankee.
È nato a Portorico ma secondo alcune fonti le radici sono da ricercare nel reggae importato dagli immigrati giamaicani che lavoravano alla costruzione del canale di Panama, mescolato ai ritmi e ai balli del luogo. Negli anni '80 e '90 questo genere ibrido, fondendosi con la hip hop dance, la Bomba e la Plena portoricana, ha dato vita al reggaeton che, grazie a dj e musicisti portoricani come Tego Calderon, Don Omar, lo stesso Daddy Yankee e panamensi, come Papi Chulo, Lorna from Panama, si è diffuso anche a Cuba, a Miami e in altre metropoli degli Stati Uniti. E infine ha invaso le piste nostrane. Il reggaeton è caratterizzato solo da movimenti dei fianchi e delle braccia, senza passi codificati. I ballerini si muovono l'uno accanto all'altro, o appiccicati uno dietro l'altro secondo le situazioni, ruotando i fianchi, scuotendo le spalle e muovendo le braccia, con movimenti fortemente sensuali.

Il tropico dell'anima
«La salsa si trasforma in una specie di esperanto che non solo ti permette di dialogare con la gente di tutto il mondo ma che ti apre anche un'infinità di porte. Quante belle ed interessanti amicizie si fanno con la salsa! Per me la salsa in fondo è qualcosa in movimento, di non definito, è la danzadel possibile». Musicista, scrittore, ballerino, coreografo, Enzo Conte, considerato uno dei più appassionati ed instancabili ambasciatori della salsa, è autore di diversi libri dedicati a questo genere, consigliati a chi vuole saperne di più su questo affascinante argomento.

Enzo Conte, Salseando y bailando, ed. Gremese (tel. 0665740507), euro 15,00