Da Massa Marittima a Sorano tutte le cose da vedere sono in rete

La provincia di Grosseto vuol valorizzare il suo passato. Da Massa Marittima sino a Sorano si è deciso di unire idealmente, e virtualmente, i luoghi d'interesse archeologico, artistico, culturale e naturalistico.

Ecco allora che nasce il "Parco degli Etruschi", iniziativa che ha lo scopo di legare in un sistema tutti i "nodi" d'interesse del grossetano. Il viaggiatore può farsi un'idea prima di partire visitando il sito www.parcodeglietruschi.it dotato di oltre mille schede tematiche. Le due porte d'accesso (i centri d'accoglienza del parco) si trovano alle estremità della provincia: una tra le Colline Metallifere, nel Convento delle clarisse di Massa Marittima, l'altra nell'area del tufo, presso la fortezza Orsini di Sorano.

La prima cosa in cui ci s'imbatte in questi centri è il pannello informativo multimediale: un grande schermo con cui si può interagire, grazie a dei rilevatori di movimento, muovendo la mano vicino alle immagini, come un enorme touch screen, ma senza "touch". Il pannello mostra i luoghi del parco degli Etruschi, i suoi musei, la natura.

Non mancano postazioni pc con accesso a internet e i totem interattivi. Questi ultimi sono dei pc con tastiera e schermo touch screen, ognuno dei quali è dedicato a uno specifico argomento, e si trovano anche nei "nodi" del parco (i "nodi", dislocati nei musei, nelle biblioteche dei comuni sono in totale undici: i musei archeologici di Grosseto, Orbetello, Pitigliano ecc.).
L'ultima attrattiva tecnologica dei due centri di accoglienza è dedicata ai bambini: il "tappeto magico", una proiezione interattiva sul pavimento.

Nel panorama mozzafiato di paesi scavati e arroccati sulle rupi (Sorano, Pitigliano, Sovana), ci aspetta una passeggiata nelle vie cave e nella necropoli di Sovana (tutto rigorosamente scavato nella roccia tufacea).
Qui è in fase di realizzazione un polo museale: probabilmente tutti i corredi funebri che sono a Firenze torneranno a casa. E poi è un'area archeologica che alimenta la propria illuminazione con un impianto fotovoltaico: ambiente e archeologia si incontrano!

Informazioni: 0566.901269

 


L'articolo completo è nel numero di marzo/aprile di Archeologia Viva (Giunti Editore): www.archeologiaviva.it