A Prato un'area verde ricca di storia e con tanti progetti per il futuro

Scritto da Càrola Ciotti |    Ottobre 2012    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

 

Sono secoli di storia, quelli che appartengono al lembo di territorio su cui sorge l'attuale Parco delle Cascine di Tavola. L'area, ubicata nel Comune di Prato, è inserita in un progetto regionale più ampio, quello del Parco della Piana, di cui rappresenta il fulcro.

Luogo di svago e incontro dei molti residenti della zona, merita però di essere conosciuto da tutti, dato l'interesse storico e ambientale che questo sito riveste.

Si tratta di un'area vastissima, ben duecentotrenta ettari (di cui sessantacinque, dalla fine degli anni '80, di proprietà comunale) dove, oltre al giardino pubblico vero e proprio - coi suoi orari di apertura, l'impianto d'illuminazione, sentieri, percorsi e vasti prati - sorgono anche un golf club e un ippodromo.

 

La casa del Caciao
Questi terreni, una volta, si chiamavano "Cascine di Poggio a Caiano"; nel corso della storia, hanno subìto molti interventi di trasformazione: non furono solo luogo di diletto ma anche azienda agricola, concepita secondo un modello che oggi si definirebbe di "filiera corta". Infatti, un tempo qui si trovavano fattorie, orti, frutteti, allevamenti bovini, di api e di bachi da seta; qui si produceva formaggio e si allevavano pesci. Tutti i prodotti erano principalmente destinati a soddisfare le necessità della famiglia de' Medici che possedeva, a Poggio a Caiano, una delle ville più famose e prestigiose, Villa Ambra.

La storica dimora fu voluta da Lorenzo il Magnifico su un innovativo progetto di Giuliano da Sangallo e rappresenta ancora oggi uno degli esempi più importanti di architettura del periodo. La dimora signorile e la tenuta agricola costituivano i due poli di un sistema di organizzazione del territorio sempre in equilibrio fra attività produttive e venatorie o di svago, fra natura e artificio.

Oggi quest'area, così ricca di vestigia storiche, è oggetto di una serie di progetti di recupero che dovrebbero valorizzarla e renderla risorsa importante per la realtà locale. Ne parliamo col dottor Sergio Spagnesi, esperto ambientale del Comune di Prato, che ci illustra alcuni di questi importanti interventi. «Volontà dell'amministrazione pubblica - spiega Spagnesi - è quella di valorizzare un parco a marcata valenza storica con il recupero di manufatti che sorgono in prossimità di canali - un tempo navigabili, oggi ormai asciutti - che costituivano l'ossatura principale del sistema sia agricolo sia ludico per le famiglie di proprietari che vi risiedevano».

I molti edifici storici presenti all'interno del parco, al momento dell'acquisto dei terreni da parte del Comune, versavano in condizioni di totale abbandono e degrado. Nel corso degli ultimi anni, quindi, si è provveduto a recuperarli strutturalmente e a metterli in sicurezza.

A oggi, solo uno di questi edifici è stato restaurato quasi in toto ed è fruibile dal pubblico; si tratta de "La Casa del Caciao", sede delle diverse iniziative che si svolgono nel parco. «Il complesso - precisa Spagnesi - dispone di punto di ristoro, aula didattica, orto scolastico; spesso vi si svolgono mostre e incontri di vario genere. All'interno dell'edificio ha sede anche l'Associazione SlowFood, promotrice di molte interessanti iniziative; la stessa associazione presto darà vita alla Scuola del Gusto che si occuperà della tutela e del mantenimento delle tradizioni agro-alimentari tipiche del territorio».

 

La rimessa delle barche
Un progetto già in fase di realizzazione, riguarda la cosiddetta Rimessa delle Barche, edificio di epoca lorenese destinato a custodire le imbarcazioni che transitavano lungo i canali del parco (che sfociavano nei fiumi Arno e Ombrone); la medesima rete di canali collegava la fattoria principale al giardino di Villa Ambra, a Poggio a Caiano.

«La Rimessa - prosegue Spagnesi - è posta ai margini dell'area de Le Pavoniere, un tempo riserva venatoria, che conserva al suo interno una traccia significativa del bosco originario e in corrispondenza di uno dei punti di attraversamento più suggestivi del Canale della Corsa. Lungo questo canale, aveva luogo la corsa dei daini neri inseguiti dai levrieri, per il diletto del principe regnante e dei suoi illustri ospiti».

Il restauro della Rimessa delle Barche sarà ultimato entro il 2013; la struttura diverrà sede museale per i diversi reperti rinvenuti nel parco, e area didattica destinata a incontri e seminari. Inoltre, si sta lavorando al ripristino degli antichi canali - sormontati da ponticelli dei più diversi stili, colori e materiali - con l'intento di restituirli alla funzione originaria della navigazione: ciò offrirebbe ai visitatori del complesso un'interessante opportunità per completare, in modo del tutto originale, il percorso culturale all'interno del parco.

In questo contesto di recupero "globale" delle Cascine di Tavola, così fortemente sostenuto dal Comune, s'inserisce anche un bella iniziativa relativa alla coltivazione di grani antichi. «Abbiamo destinato alcuni terreni agricoli presenti nel parco - racconta Spagnesi - alla produzione di grani originari: questi campi, fino a ieri incolti, sono stati concessi in gestione a un'azienda agricola; un agronomo del Comune garantirà la qualità e la regolarità delle diverse fasi di coltivazione».

Le farine così ottenute saranno impiegate per la produzione di pane secondo metodi tradizionali, quali la lievitazione naturale e la cottura in forno a legna. Il primo raccolto è previsto nel 2013; il pane che se ne ricaverà, tra cui la famosa Bozza di Prato, sarà posto in vendita nei panifici della zona.

 

L'intervistato: Sergio Spagnesi, funzionario del Comune di Prato

Info: ingresso gratuito. Non sono ammessi animali. Aperto tutti i giorni dell'anno con orari diversi: ottobre 8-18; novembre 8-17

 

 

Fotografie di Federico Magonio


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